Interferenza linguistica: forestierismi, esotismi, xenismi, stranierismi, barbarismi o prestiti linguistici?

Ci sono tanti nomi per indicare i termini stranieri che circolano nella lingua italiana, nel gergo dei linguisti si parla per esempio di forestierismi o di esotismi, ma anche di xenismi e stranierismi.

Stranierismo è un termine ottocentesco che a dire il vero oggi non è molto utilizzato; xenismo (la sua occorrenza è così rara che non è documentata da Ngram) contiene la radice greca xénos = straniero e anche ospite, ma il termine arriva dal francese xenisme, non è registrato in alcun dizionario monovolume (Devoto Oli, Zingarelli, Gabrielli, Sabatini Coletti, Nuovo De Mauro), e compare solo nel vocabolario Treccani secondo il quale il significato denoterebbe i forestierismi di natura passeggera: gli xenismi sono parole straniere che circolano per brevi periodi ma non sono destinati a entrare stabilmente nell’uso, sono dunque occasionalismi o addirittura quelli che i linguisti chiamano hapax (legomena) e cioè parole che compaiono una sola volta, documentate da un solo esempio.

Forestierismi ed esotismi sono invece le definizioni che vanno per la maggiore.

In passato c’e chi ha questionato sulle sottili differenze tra esotismo, l’importazione di un “corpo estraneo” esotico che arriva da lontano, e forestierismo, che implicherebbe invece una continuità culturale e un reale scambio di popoli vicini, ma sono distinzioni cervellotiche poco proficue, e si può andare avanti a discutere sulla classificazione di ogni singolo caso senza mai giungere a una conclusione condivisa. Come per il sesso degli angeli. Naturalmente esotismo ha un’accezione non solo linguistica, per cui il suo uso si riferisce anche ad altri ambiti (le cose esotiche in generale).

forestierismi_esotismi_barbarismi_stranierismi
La frequenza delle parole esotismo, forestierismo, barbarismo e stranierismo secondo Ngram (periodo di riferimento: 1900-2008, al singolare e al plurale).

Le parole – e le classificazioni – non sono mai innocenti. Parlare per esempio di barbarismi, come si faceva in passato, oggi implica un giudizio purista intriso di xenofobia, e si riallaccia a certe prese di posizione antiche come quelle del Barbaro dominio di Paolo Monelli o di Mussolini che, volendo dire la sua, nel 1941 dichiarò di preferire barbarismo ed esotismo a forestierismo.

 

I limiti della definizione di “prestito linguistico”

Un’altra delle definizioni attualmente più in voga e quella di prestito linguistico.

Curiosa parola in uso tra i linguisti: la lingua che presta il vocabolo non ne rimane priva, e la lingua che riceve non e obbligata a restituirlo” notava Gian Luigi Beccaria già negli anni Ottanta.

Gian Luigi Beccaria, Italiano. Antico e nuovo, Garzanti, Milano 1988, p. 241.

Se fossero davvero prestiti si potrebbero anche restituire, è stato osservato ironicamente da tanti, e il problema del numero spropositato di anglicismi che sta portando il nostro lessico verso l’itanglese si potrebbe arginare facilmente.
La definizione di voci importate forse è più ragionevole, ma sia la teoria del prestito sia il concetto di importazione hanno qualche limite, visto il gran numero di eccezioni, pseudoesotismi, prestiti apparenti, o comunque li si voglia chiamare.

Un’espressione come vitel tonné, per esempio, suona come francese ma non lo è affatto, il vitello tonnato è una ricetta e un’espressione piemontese: in Francia non esiste né il vitel né il concetto di “tonnare” qualcosa. Il grammelot è un altro esempio di pseudogallicismo, si tratta di una parola che evoca il francese attraverso il suo suono, e Dario Fo, nel suo teatro, usava proprio il potere evocativo dei suoni al posto delle parole.

Venendo all’inglese, gli pseudoanglicismi sono davvero tanti, per esempio slip, pile, smoking… talvolta sono reinvenzioni o coniazioni autoctone che partono da parole inglesi ricombinate in modi che in inglese non esistono, e sono fenomeni internazionali, come autostop (al posto di hitch-hiking), footing (per jogging), recordman (record-holder) e tanti altri. Altre volte sono di matrice italiana come beauty case o autogrill (nome commerciale della Pavesi). Spesso usiamo parole inglesi con significati che non esistono nei Paesi anglosassoni, come mister con il significato di allenatore di calcio, o bomber nel senso di cannoniere. Oppure tronchiamo i termini inglesi (in nome del fatto che l’inglese dovrebbe essere una lingua dalla maggiore sinteticità) e diciamo basket (= cesto) per basketball cioè pallacanestro, spending invece di spending review, strip per striptease o toast anziché toasty, toastie o toasted sandwich; relaxing si trasforma in relax, bisexual in bisex, flirt in inglese è flirtation (o love affair) e un sexy shop sarebbe un sex shop. Molto spesso importiamo solo uno dei tanti significati delle parole in inglese e talvolta gli diamo una valenza che non ha in origine, e così usiamo shopping non come sinonimo di fare la spesa (anche al supermercato, come in inglese) ma come l’andar per vetrine alla ricerca di oggetti di lusso o di abbigliamento, mentre flipper diventa il biliardino elettronico, ma in inglese si dice pinball e i “flippers” sono soltanto le alette che servono a colpire la pallina.

E allora come si spiegano questi fenomeni all’interno della teoria del prestito? Sono prestiti errati? O forse il fenomeno dell’interferenza linguistica è qualcosa di ben più complesso?

Di certo, classificare i forestierismi attraverso le categorie di prestiti di lusso e di necessità, ancora molto in voga anche presso studiosi seri, è ormai improponibile e ridicolo…

(continua)

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Anglicismi con la F

Il dizionario delle alternative agli anglicismi continua. Di seguito la lista di 199 parole inglesi che cominciano con la lettera F diffuse nella lingua italiana. Ogni anglicismo (o anglismo) è affiancato dalla traduzione, dalle alternative e dai sinonimi italiani, quando sono possibili, e viene spiegato e definito con lo scopo di rendere meno oscure le innumerevoli espressioni inglesi che circolano sui mezzi di informazione e che spesso non sono affatto comprese da tutti. Come per le altre lettere, si tratta di una prima bozza che tutti possono contribuire a correggere, migliorare e accrescere lasciando un commento o contattandomi.

Parole inglesi con la F: alternative italiane, spiegazioni, traduzioni e sinonimi (VI parte del Dizionario degli anglicismi)

(C) 2017-18 – Antonio Zoppetti

♦ fablab è una contrazione dell’inglese fabrication e laboratory, e in italiano si potrebbe indicare più chiaramente come laboratorio, officina (anche opificio, benché sia un termine di bassa frequenza) di fabbricazione digitale, o tecnologico visto che un fablab (registrato dai dizionari al maschile) è caratterizzato da sistemi di produzione informatizzati, basati spesso su stampanti 3D, e fornisce servizi personalizzati di fabbricazione digitale e dunque è una piccola fabbrica digitale.

♦ Facebook è il nome commerciale della più nota rete sociale e non ha certo bisogno di traduzioni. Tuttavia si può segnalare la circolazione scherzosa, in rete, di adattamenti all’italiana come facciabuco e faccialibro che però rappresentano solo un uso gergale, ironico o parodistico.

♦ face contouring, che a volte è decurtato semplicemente in contourig, in italiano è più chiaramente un trucco per il contorno viso, che si può rendere benissimo con contorno viso.

♦ facility management in italiano corrisponde alla gestione (management) di una struttura o servizio (facility) e si riferisce alla gestione, amministrazione o direzione degli immobili (per es. dei locali, degli edifici o dei luoghi di lavoro) oppure dei servizi secondari, cioè quelli a supporto dell’attività primaria dell’azienda (per es. la logistica). L’obiettivo è l’ottimizzazione, la manutenzione, la semplificazione, la massima efficienza, la riduzione dei costi, la tutela dei lavoratori…

♦ facility manager in italiano è il responsabile, direttore, capo (dei) servizi o di una struttura (caposervizi e capostruttura).

♦ fact checking in italiano si può meglio esprimere con verifica dei fatti o controllo delle fonti.

factor in italiano è il cessionario, il beneficiario di una cessione, il soggetto al quale viene ceduto un credito in un contratto di anticipazione crediti (-> factoring).

♦ factoring in italiano corrisponde alla cessione crediti, per esempio da parte di un’azienda che li cede a un’impresa che si occupa della loro riscossione assumendosi il rischio nel caso di insolvenze. Dunque è il trasferimento dei crediti da incassare, l’anticipazione crediti o l’anticipo su fattura da parte di una banca.

factory outlet in italiano è più chiaramente uno spaccio aziendale, un negozio (punto vendita, emporio, mercato) a prezzi di fabbrica.

♦ fading indica qualcosa che si affievolisce e, in elettronica, in italiano corrisponde a evanescenza, mentre nel linguaggio cinematografico si può dire più chiaramente dissolvenza.

♦ fair play, letteralmente gioco corretto o leale, in italiano si può meglio esprimere con lealtà, correttezza, o anche sportività, mentre in senso lato può corrispondere anche alla capacità di trattare gli altri nel modo dovuto, dunque l’essere a modo, il saper fare, il comportarsi nel modo giusto.

♦ fair value, letteralmente valore equo, indica la valutazione equa di un bene o di un servizio, quindi la giusta stima, il valore corretto, oggettivo, neutrale, congruo, di mercato.

♦ fake in italiano è più chiaramente un falso, una contraffazione, una bufala, uno scherzo o una burla, una notizia falsa, una frottola o un imbroglio, e anche utente che usa in rete una falsa identità, quindi un utente fasullo, farlocco.

♦ fake news in italiano sono più chiaramente le bufale, cioè le notizie (o informazioni) false, fasulle, manipolate, prive di autenticità, contraffatte, quindi le frottole spacciate per notizie: un imbroglio.

♦ fallout (to fall = cadere + out = fuori) in italiano si esprime meglio con pioggia o ricaduta radioattiva (riferito agli effetti che seguono l’esplosione di una bomba atomica), e in senso lato si può rendere con ricaduta, per es. riferito agli effetti (di solito positivi) di un’azione come una campagna pubblicitaria o altro.

♦ family business in italiano si può meglio rendere con impresa o società (a conduzione) familiare.

family friendly (cfr. friendly ->) in italiano si riferisce a qualcosa di pensato per o adatto alla famiglia, dunque ideale per la famiglia (per es. un film, un itinerario turistico…).

♦ family panel  in italiano è un campione (rappresentativo) della famiglia, nei sondaggi o nelle statistiche, quindi anche la famiglia tipo, modello.

♦ fan (abbreviazione di fanatic) in italiano si può benissimo esprimere  con sostenitore, ammiratore, appassionato, tifoso (soprattutto in senso sportivo), fanatico.

♦ fan club in italiano si può rendere anche con associazione (circolo, organizzazione, società) di appassionati, sostenitori, ammiratori, tifosi.

♦ fandom (fan = sostenitore + –dom = suffisso per indicare un insieme di persone) in italiano indica l’insieme (la comunità) di appassionati a qualcosa (per es. un genere come la fantascienza, o un personaggio come l’uomo ragno…) quindi indica gli appassionati, i fanatici, chi ha il pallino per un determinato settore.

♦ fanfiction (fan + fiction) in italiano indica una storia (un’opera, una trama) creata dagli appassionati di un genere o di un personaggio.

♦ fantasy in italiano è il genere (letterario o cinematografico) fantastico (lett.  di fantasia).

♦ fanzine, composto da fan + magazine = rivista, in italiano si può esprimere con l’adattamento fanzina, cioè un rivista rivolta agli appassionati (ammiratori o sostenitori) di un genere o di un personaggio.

♦ FAQ (acronimo di frequently asked questions) in italiano sono più chiaramente le domande (più) frequenti o ricorrenti.

♦ farmer market (o farmers’ market, lett. market = mercato dei farmers = contadini)  in italiano si può rendere più precisamente come mercato (diretto, senza intermediari) dei coltivatori, dal coltivatore al consumatore, mercato contadino.

♦ far west
(lett. lontano Ovest) indica i territori e l’epoca dei coloni ottocenteschi delle terre occidentali degli Stati Uniti in cui sono ambientati i film western, ma in senso figurato si usa per indicare le zone senza regole o dalle leggi proprie, spietate o non regolamentate: il far west del web cioè l’assenza di regole, l’anarchia; un clima da far west cioè senza ordine, per es. un territorio in mano alle bande della criminalità: far west a Bitonto (es. tratto dai giornali) cioè sparatoria; rissa da far west, cioè scazzottata selvaggia collettiva

♦ fashion in italiano è la moda, ma a partire dagli anni Settanta del secolo scorso l’anglicismo ha registrato una frequenza di anno in anno sempre più alta, comprendendo un serie di locuzioni molto estesa: es. old-fashion cioè qualcosa di classico, di intramontabile, che non passa di moda; modest fashion, cioè il settore della moda che produce abiti sobri e castigati per es. destinati al mondo musulmano. Come sostantivo, in italiano si può dire benissimo l’alta moda, o l’eleganza, mentre come aggettivo si può rendere perfettamente con di moda, alla moda, in voga, (molto) elegante (per es. un abito fashion), talvolta equivale anche a firmato, griffato. In certi contesti fashion ha anche un valore collettivo, e indica l’insieme delle persone che osservano i dettami della moda, i modaioli, gli eleganti. Oppure può indicare il settore (l’industria) della moda; ♦ fashionable in italiano significa conforme alla moda, elegante; ♦ fashion blog è un blog, un sito personale o una rivista in rete dedicati alla moda, mentre un ♦ fashion blogger è un creatore/curatore di un sito personale dedicato alla moda; ♦ fashion design è la progettazione, ideazione o realizzazione di una collezione di moda, o di una linea di prodotti, mentre un ♦ fashion designer è un disegnatore, un progettatore di abiti di moda, cioè uno stilista; ♦ fashion district è un quartiere della moda, o una zona di negozi di moda a prezzi scontati; ♦ fashion scout è chi scova o lancia nuove mode, un esperto di moda;  ♦ fashion style è uno stile di moda o in voga e anche lo stile della moda, quindi anche più semplicemente la moda; ♦ fashion system è il mondo della moda; ♦ fashion victim (lett. vittima della moda) è chi osserva scrupolosamente la moda, un (incallito) modaiolo, un moda-dipendente, chi non sa rinunciare alla moda; ♦ fashion week è la settimana della moda;

♦ fast food (lett. cibo veloce) è una locuzione internazionale di difficile sostituzione che indica un locale che serve pasti veloci, quindi una (o il settore della) ristorazione veloce, e anche il pasto veloce (rapido, già pronto o al volo ) che viene proposto (cui si contrappone lo slow food, propriamente un marchio italiano basato sul mangiar bene e senza fretta).

♦ fast track è un sistema di tracciamento rapido o facile, e in generale una procedura rapida, accelerata.

♦ fat free in italiano si può meglio dire senza grassi o a basso contenuto di grassi (cfr. free ->).

♦ fatkini (composto di fat = grasso + bikini = costume a due pezzi) in italiano corrisponde a un (costume a) due pezzi per taglie forti.

♦ fault in italiano si può meglio dire fallo, in senso sportivo, per es. nel tennis; nel calcio può anche essere sinonimo per es. di sgambetto.

♦ fearless in italiano si può meglio dire senza paura dunque coraggioso, impavido, temerario

♦ feature in italiano si può meglio dire caratteristica, funzione o funzionalità, aspetto, tratto, anche opzione (gli utenti che utilizzano le feature di un’applicazione).

♦ featuring in italiano corrisponde alla partecipazione di un musicista al concerto (o a un album) di qualcun altro, quindi è una collaborazione musicale, una partecipazione straordinaria, una comparsata musicale o un cameo musicale (per usare un anglicismo mimetizzato).

♦ feed in informatica corrisponde a un tracciamento o abbonamento automatico, che permette di ricevere  i nuovi contenuti pubblicati in rete di un sito quando viene aggiornato.

♦ feedback in senso lato in italiano si può perfettamente esprimere con riscontro, (cenno di) risposta o conferma (aspetto il tuo feedback, cioè fammi sapere), e anche reazione, responso, oppure valutazione, giudizio, commento (positivo o negativo). In senso tecnico o biologico si può esprimere con retroazione o con effetto retroattivo di un’azione o un messaggio che permette la correzione del tiro, quindi anche controazione, reazione, risposta, (segnale di) ritorno.

♦ feeling  (lett. sensazione) in italiano si può dire perfettamente sintonia, empatia, intesa o anche simpatia (tra noi c’è feeling = ce la intendiamo), e anche chimica in senso più fisico.

fellow (propr. compagno) in italiano si può rendere con membro di una società scientifica o di un’accademia, o anche membro interno, associato o socio, e talvolta è sinonimo di borsista, cioè di laureato all’inizio di una carriera scientifica o accademica.

♦ fence nell’ippica indica un ostacolo di solito consistente in un fosso e una siepe da saltare e si può quindi rendere con ostacolo, siepe o fosso.

♦ ferryboat in italiano si dice più chiaramente (nave) traghetto.

♦ festival è diffuso sia in inglese sia in francese (e si può pronunciare anche alla francese) per indicare una festa (popolare), una sagra, o una manifestazione perlopiù di spettacoli, musiche o balli. Più spesso è sinonimo di manifestazione organizzata periodicamente, quindi un appuntamento dedicato (il festival della letteratura di Mantova), o una gara (agonistica) annuale come il festival di Sanremo, del cinema di Venezia… Esiste anche l’italianizzazione festivale di uso poco diffuso.

♦ fetish (propr. feticcio) in italiano come aggettivo corrisponde a feticista o feticistico (una moda, un abito o un oggetto fetish) e come sostantivo si può dire feticismo (es. il mondo del fetish).

♦ fiberglass in italiano è più semplicemente la fibra di vetro.

♦ fiction (propr. finzione o invenzione) può riferirsi a un genere di letteratura, cinema o televisione che si basa sull’invenzione della storia (in contrapposizione per es. al documentario), e indica anche le opere che appartengono a questi generi. A seconda del contesto può perciò indicare un romanzo, o la narrativa nell’editoria, uno sceneggiato in televisione, una pellicola, film o storia a proposito di cinema. Talvolta può indicare una ricostruzione sceneggiata o di fantasia ispirata a fatti realmente avvenuti, e in alcuni casi può essere sinonimo di messinscena, finzione.

♦ fidelity card in italiano è più semplicemente una carta (o una tessera) fedeltà.

♦ fifty-fifty (lett. cinquanta e  cinquanta) indica una ripartizione al 50 percento, in parti uguali, metà per uno (o ciascuno), a mezzo, quindi alla pari.

♦ fighter (lett. combattente, lottatore) in italiano indica di solito un pugile, soprattutto se specializzato nell’attacco, quindi un picchiatore. In senso lato può essere sinonimo anche di guerriero, per es. nella locuzione foreign fighter (->).

♦ file in italiano è un archivio, cioè un insieme di dati archiviati, e in senso lato corrisponde a un incartamento, una pratica, un fascicolo, un cartella di documenti (per es. nel linguaggio burocratico o amministrativo). In informatica corrisponde anche a un documento (per es. aprire o salvare un file) e quindi si può identificare con i contenuti del documento, che possono essere di volta in volta  un testo, un’immagine, un filmato, una traccia musicale, un programma… dunque può essere anche un’applicazione o un eseguibile. file sharing in italiano è la condivisione di archivi (documenti, o dati e quindi di contenuti) in rete con altri utenti (per es. di musiche o film) e anche il programma che consente di scambiare contenuti, quindi l’applicazione, la piattaforma, la procedura o il programma di scambio. file transfer in italiano si può dire più chiaramente trasferimento dati (archivi, documenti o contenuti), e anche la procedura (piattaforma, protocollo, programma o applicazione) di trasferimento, copia o salvataggio (per es. dal cellulare al pc o viceversa).

♦ filibustering in italiano si dice più propriamente ostruzionismo parlamentare.

♦ filler in italiano è un elemento (o una sostanza) riempitivo, un additivo (per es. un filler antirughe in chirurgia estetica).

♦ film letteralmente significa pellicola (nel senso di membrana) e il termine  è inizialmente entrato in italiano con il senso di pellicola cinematografica al femminile (la film), ma verso gli Quaranta del secolo scorso si è trasformato in maschile (il film) ed è stato completamente assimilato per connotare non più solo il supporto ma il contenuto: quindi l’opera cinematografica, il lungometraggio o il cortometraggio, oppure la commedia, il dramma e via dicendo che si possono utilizzare come sinonimie secondarie (ha generato filmare, cioè riprendere con la telecamera, filmato, cioè ripresa cinematografica, video…). ♦ film loop in italiano indica un breve filmato o video che si ripete all’infinito, un tempo era letteralmente un nastro che si riavvolge, che ricomincia, a proiezione continua, ciclico, e con l’avvento del digitale queste alternative vivono ancora in senso figurato. ♦ film-maker in italiano è più precisamente l’autore di un film, quindi può essere anche il regista, il cineasta o il produttore. ♦ film-strip (lett. striscia di pellicola) in italiano si chiama filmina o anche filmino.

♦ final cut (lett. taglio finale) in italiano è il cambio di finale di un film, che si fa nella fase del montaggio o per migliorarlo o per esigenze di mercato, ed è anche il diritto di finale aperto o modificabile, la possibilità di cambiare il finale che si riservano le case di produzione cinematografiche.

♦ finger (lett. dito) 1) in informatica indica un programma di riconoscimento degli utenti, un sistema di identificazione (un identificatore) o di profilazione. 2) Negli aeroporti è anche il corridoio, la passerella o il budello che permette ai passeggeri l’imbarco o lo sbarco, quindi il manicotto d’imbarco. ♦ finger food (lett. cibo da dita) in italiano indica ciò che si mangia con le mani, senza posate, quindi per es. patatine, pizzette, tartine… e vari altri spuntini o stuzzichini che possono essere anche cibi al cartoccio. ♦ finger picking (e anche -> fingerstyle) è una tecnica per suonare la chitarra che in italiano si chiama pizzicato, arpeggio (o diteggiare) e consiste nel pizzicare le corde con i polpastrelli invece che con il plettro. ♦ fingerprint in italiano è l’impronta digitale, e in informatica è un sistema (o programma) di riconoscimento (o identificazione) dei contenuti digitali, per garantirne l’autenticità e la provenienza; in biologia il fingerprint genetico corrisponde all’impronta genetica, al profilo genetico. ♦ fingerprinting in italiano è il riconoscimento o l’identificazione di un utente o di un contenuto. ♦ fingerstyle (lett. stile delle dita) o -> fingerpicking in italiano è il pizzicato, l’arpeggio, il diteggiare le corde di uno strumento musicale come la chitarra senza il plettro ma direttamente con le dita.

♦ finish nell’italiano sportivo è il finale di una gara, quindi la volata, il traguardo, lo scatto finale (cfr. anche fotofinish ->).

♦ firewall (lett. muro di fuoco = fire + wall) in italiano è un programma di protezione informatico dagli accessi non autorizzati, quindi una protezione accessi, un blocca accessi.

♦ firmware (lett. ware = componente + firm = stabile) in italiano è un programma informatico non modificabile, permanente, che corrisponde alle impostazioni di fabbrica per es. di un pc, l’insieme delle istruzioni che lo fanno funzionare, quindi a volte anche il sistema operativo di un dispositivo.

♦ first lady negli Stati Uniti denota la moglie del presidente della repubblica, ma in senso lato può indicare anche la prima donna,  la prima cittadina, riferito alle figure femminili che primeggiano in un determinato settore.

♦ first minute (lett. primo minuto, contrapposto a last minute = ultimo minuto) in italiano si riferisce alle tariffe agevolate per i biglietti acquistati con largo anticipo sulla partenza, quindi una prenotazione con largo anticipo, un biglietto programmato da tempo (per es. un pacchetto o un’offerta a largo anticipo).

♦ fiscal in italiano si dice più chiaramente fiscale (o finanziario) e l’aggettivo si ritrova in varie locuzioni come ♦ fiscal cliff, baratro fiscale, cioè la politica finanziaria di riduzione della spesa pubblica (i tagli) e aumento delle tasse; ♦ fiscal compact, patto di bilancio o fiscale (anche riduzione fiscale) cioè l’accordo tra gli stati membri dell’Unione Europea per il pareggio di bilancio e il rispetto dei parametri per l’abbassamento del debito pubblico; fiscal drag, drenaggio fiscale, cioè il prelievo fiscale o l’aumento delle imposte in base all’inflazione o ad altre misure economiche.

♦ fish eye in italiano è letteralmente un (obiettivo a) occhio di pesce, cioè un tipo di lente grandangolare o grandangolo dal campo visivo molto ampio.

♦ fitness in italiano (sia al maschile sia al femminile) si esprime più chiaramente con benessere, buona forma fisica, (perfetta) forma o salute, l’essere in forma o in salute, e designa anche i programmi per il raggiungimento della buona forma, quindi la ginnastica, l’educazione fisica, gli esercizi, la preparazione fisica o atletica, l’allenamento. In genetica e in biologia è l’idoneità, cioè la misura del successo di adattamento e riproduzione di un individuo: la fitness (cioè idoneità) darwiniana o relativa.

♦ fitting in italiano corrisponde a versatilità, capacità di adattarsi, quindi all’adattamento e si ritrova spesso nel linguaggio dell’abbigliamento (per es. un indumento che calza garantendo un fitting personalizzato, quindi una vestibilità, una capacità di calzare).

♦ fixing nel linguaggio della Borsa è la determinazione del prezzo di chiusura dei titoli, quindi in italiano corrisponde alla quotazione ufficiale o di chiusura e anche il momento in cui la quotazione avviene quindi la chiusura.

♦ flag (lett. bandiera) in informatica è l’indicatore o il marcatore che segnala un cambiamento o un errore, e spesso corrisponde a una casella da selezionare per scegliere tra più opzioni, per es. in un modulo o un formulario, da cui flaggare, cioè selezionare, spuntare, barrare, cliccare.

♦ flame (lett. fiammata, vampata) nel gergo della rete corrisponde a un messaggio offensivo o a un commento provocatorio, quindi un’offesa, una provocazione, un insulto lasciati in rete, e spesso indica anche le reazioni e le code (o discussioni, botta e risposta) che ne seguono, per cui uno scambio offensivo, una rissa virtuale, una polemica in rete.

♦ flap, negli aeroplani, è l’aletta posteriore all’ala che funge da timone, e tecnicamente in italiano si chiama ipersostentatore.

♦ flash 1) in italiano è letteralmente il lampo (di luce) per l’illuminazione fotografica, che un tempo si otteneva con il magnesio, prima dei dispositivi elettrici che generano il lampo elettronico. Indica anche il dispositivo fotografico quindi il lampeggiatore. 2) Nel linguaggio giornalistico un flash è invece una notizia lampo, un aggiornamento tempestivo, in tempo reale (un flash di agenzia cioè una notizia dell’ultim’ora), e anche una comunicazione molto breve e rapida; 3) oppure in senso lato può indicare un ricordo improvviso, per es. ho avuto un flash, cioè un’idea, un’illuminazione (mentale). ♦ flashback (lett. un lampo = flash all’indietro = back) è una tecnica narrativa (nel cinema o nella letteratura) che in italiano si chiama analessi e consiste nell’interruzione della cronologia di una storia per compiere un salto indietro, una retrospettiva (o retrospezione), una rievocazione, un ricordo passato, un passo indietro o come è cominciata. ♦ flash mob (flash = lampomob =  folla) in italiano è un raduno lampo, organizzato di solito in un luogo pubblico attraverso la comunicazione in rete, per inscenare un evento, uno scherzo o una manifestazione fugace cui segue un’altrettanto rapida dispersione dei partecipanti. ♦ flashforward (lett. un lampo = flash in avanti = forward, contrapposto -> a flashback) è una tecnica narrativa e cinematografica  che interrompe la sequenza temporale per anticipare avvenimenti futuri, dunque è un’anticipazione, un salto in avanti, una prefigurazione e talvolta un (elemento di) presagio.

♦ flat in italiano si riferisce a una tariffa fissa, un prezzo fisso, un abbonamento a costo fisso (e non a consumo), quindi forfettario (si trova anche per esteso:  tariffa flat) e si ritrova anche nelle locuzioni flat rate o ♦ flat (rate) tax, cioè aliquota unica o tassa forfettaria.

♦ flatting in italiano è un vernice traslucida o brillantante per mobili o altri materiali.

♦ flexicurity (flexibility = flessibilità + security = sicurezza) in italiano si può dire più chiaramente flessicurezza, un concetto che implica l’equilibrio tra flessibilità del lavoro e rispetto dei diritti.

♦ flickering in italiano si può dire più chiaramente sfarfallio, sfarfallamento o tremolio dell’immagine di uno schermo o dell’intensità luminosa di una lampada.

♦ flight recorder in italiano si può dire più propriamente registratore di volo o scatola nera di un aeroplano.

♦ flip-book in italiano è un libro animato cioè un libretto o blocchetto a cartoni animati o a disegni (o animazioni) scorrevoli  che permette di riprodurre l’effetto ottico delle animazioni sfogliando le pagine rapidamente.

♦ flipper in italiano si dice più precisamente biliardino elettrico (o elettronico). NB: in inglese i flippers sono le pinne cioè le alette che servono a rilanciare la pallina, e flipper è perciò uno pseudoanglicismo internazionale (indica la parte per il tutto) che nei Paesi anglosassoni si dice invece pinball.

♦ flirt in italiano si può rendere perfettamente con storia, avventura, filarino, amoreggiamento, relazione sentimentale o legame solitamente breve, superficiale, senza impegno.

flit in origine era il nome commerciale di un insetticida a nebulizzazione e per antonomasia in italiano indica un qualunque insetticida o disinfestante a spruzzo (ma oggi è di bassa circolazione).

♦ float 1) in italiano è un vetro infrangibile (sottile e resistente per es. dei parabrezza delle automobili, float glass); 2) nel linguaggio economico corrisponde invece a una fluttuazione del mercato (vedi -> floating). ♦ floater nel linguaggio economico-bancario è un’obbligazione a tasso indicizzato. ♦ floating (da to float = galleggiare) nel linguaggio economico-bancario è una fluttuazione (o anche oscillazione).

♦ flop (lett. caduta, tonfo) in italiano si può dire benissimo insuccesso, fallimento, fiasco, talvolta anche tonfo (in senso figurato), buco nell’acqua.

♦ floppy disk (anche decurtato semplicemente in floppy) corrisponde ai vecchi dischi flessibili o dischetti magnetici per la registrazione dei dati, che costituivano i supporti removibili di memoria o di registrazione dei calcolatori.

♦ flow chart in italiano si dice più chiaramente diagramma di flusso o ordinogramma.

♦ fly and drive (lett. vola e guida) è un pacchetto turistico che include il volo e il noleggio di una vettura all’arrivo, quindi è un biglietto aereo con una macchina a nolo, una formula aereo e vettura.

♦ flyby (lett. to fly = volare + by = vicino) in italiano indica un volo di ricognizione di un veicolo spaziale attorno a un pianeta o a un satellite, quindi un sorvolo, una ricognizione (perlustrazione, esplorazione) spaziale o satellitare.

♦ flyer in italiano si dice più precisamente volantino (pubblicitario).

♦ FM (sigla di Frequency Modulation) in italiano, per esteso, si dice più precisamente modulazione di frequenza.

♦ focus è un anglolatinismo che in italiano può indicare 1) l’obiettivo fotografico, la lente o il dispositivo per la messa a fuoco (-> autofocus se è automatico), e anche 2) il nocciolo del discorso, la parte più importante di un enunciato, quindi la rema, il tema (o argomento) principale. ♦ focus goup in italiano è un gruppo di discussione (o di analisi), di solito di esperti, su un determinato tema.

♦ folder (da to fold = piegare) in italiano è più chiaramente 1) una cartella, nel senso informatico, e per esteso può indicare anche 2) un raccoglitore, un album, e anche 3) un volantino pubblicitario, un opuscolo informativo, un pieghevole.

foliage in italiano corrisponde al cambio di colore delle foglie in autunno, al colorarsi delle foglie in autunno, quindi ai colori autunnali, al fenomeno della pigmentazione e del cambio di livrea (o abito) degli alberi, all’ingiallirsi o al rossore delle foglie.

♦ folk in italiano corrisponde a popolare o etnico e designa la cultura popolare in vari ambiti, in special modo riferito a quello musicale: la musica folk, propriamente la musica della protesta contadina e popolare dei Paesi anglosassoni. Ha generato ♦ folklore, italianizzato in folclore, cioè la tradizione popolare, lo studio delle tradizioni popolari, e anche l’aspetto superficiale, folcloristico, anche in senso dispregiativo, ossia la manifestazione più appariscente di alcune culture etniche e tradizioni popolari. La ♦ folk music è la musica folk e in senso lato è la musica etnica; il ♦ folk-rock è invece un genere musicale che fonde folk e rock; un ♦ folk singer è un cantante (interprete) o un autore di ♦ folk song, cioè di canzoni (o canti) popolari anglosassoni .

♦ follower in italiano corrisponde a seguace e nel linguaggio della rete indica un utente registrato ai contenuti di altri utenti, dunque per es. nel caso di Twitter, un abbonato a ogni nuovo cinguettio, o pubblicazione, dunque un lettore, un seguace o seguitore.

♦ follow-up in italiano indica 1) l’assistenza data ai neoassunti per integrarli nelle loro mansioni, dunque è un servizio di addestramento, apprendistato, una sorta di tirocinio, un periodo di pratica o di esperienza formativa, di praticantato; 2) in medicina è un controllo periodico, un richiamo, una visita periodica.

♦ font in italiano si dice più precisamente carattere (tipografico, di stampa, ma anche digitale) o fonte, cioè una serie completa di caratteri, un tipo di carattere (per es. il bodoni, il verdana…).

♦ food in italiano è cibo, e da solo indica anche (il settore de) la ristorazione o (la grande distribuzione) della gastronomia, l’industria alimentare. Il termine è ormai entrato in uso con una alta frequenza e si ritrova in molte locuzioni come fast food (->), junk food o trash food (il cibo spazzatura, solitamente ipercalorico), street food (cioè il cibo di strada), pet food (cioè il cibo confezionato per gli animali domestici), mentre l’espressione non food indica il settore non alimentare della grande distribuzione; ♦ food corner (lett. angolo cibo) è una zona adibita alla ristorazione o al consumo di cibo (per es. all’interno di una fiera o di un grande magazzino); il ♦ food design è l’ideazione o la progettazione di pietanze con un impiattamento o una presentazione decorativi, quindi l’arte dell’impiattare o della presentazione oppure indica il settore degli accessori da cucina, degli utensili firmati o innovativi; un ♦ food designer è un progettista o disegnatore specializzato negli accessori da cucina; ♦ foodie è un amante  della cultura gastronomica, un esperto di cucina, o semplicemente un buongustaio, golosone, ghiottone, una buona forchetta.

♦ football in italiano è il (gioco del) calcio (o del pallone), mentre il ♦ football americano è la variante americana più violenta e coreografica del rugby inglese.

♦ footer in italiano è il testo a piè pagina o l’area di stampa a fondo pagina.

♦ footing è uno pseudoanglicismo internazionale (che risale a fine Ottocento, di coniazione probabilmente francese) che unisce la radice foot = piede alla desinenza –ing, per designare ciò che in inglese è il jogging (e più recentemente il running) cioè la corsa, corsetta o marcia su tragitti di medio e lungo percorso, per allenamento (fare footing equivale ad andare a correre).

♦ footprint (lett. impronta = print del piede = foot) in italiano si dice più propriamente copertura satellitare, l’area coperta dal segnale.

♦ footwear in italiano si dice più precisamente il settore (o l’industria) delle calzature o delle scarpe, e può indicare anche semplicemente una calzatura, una scarpa o un tipo di scarpa.

♦ forcing nel linguaggio sportivo indica un attacco insistente, prolungato, pressante, una pressione continua.

♦ forecast in italiano si dice più chiaramente previsione, stima, pronostico, valutazione, predizione.

♦ foreign fighter (anche al plurale foreign fighters) in italiano si dice più chiaramente combattente straniero (cfr. Zingarelli) o combattente d’esportazione (cfr. Treccani) e indica chi va a combattere in una zona straniera. Recentemente la locuzione si è diffusa quasi esclusivamente riferita a un militante islamico, terrorista di matrice islamica, jihadista armato, o collettivamente alle milizie jihadiste.

♦ forever in italiano si dice più chiaramente per sempre; l’anglicismo è usato perlopiù nel parlato o scherzosamente, es. inter forever o pizza forever, cioè ogni giorno, per sempre

♦ form in italiano si dice più chiaramente modulo, scheda, formulario, foglio da compilare, quindi in alcuni casi anche modulistica o questionario; di solito ha un ambito informatico, si riferisce cioè alla modulistica digitale, telematica o virtuale quindi è la schermata o la pagina da compilare.

♦ format in italiano è più propriamente il formato, il modello, lo schema e può essere riferito nell’editoria per esempio alla gabbia o griglia di un libro, di una rivista, di una pagina o di un sito internet, quindi corrisponde all’aspetto grafico o all’impostazione grafica; nel linguaggio televisivo è invece un modello televisivo, la concezione, l’ideazione, lo schema o il funzionamento di un programma, spesso acquistato all’estero e adattato o localizzato, e dunque anche semplicemente il programma in questione.

forward in italiano si dice più propriamente 1) inoltro, riferito a un messaggio di posta elettronica ricevuto e inoltrato, rigirato o re-inviato ad altri contatti. 2) Nel linguaggio economico-finanziario è anche un contratto di compravendita che prevede il rinvio di consegna e pagamento in una data futura.

♦ fosbury in italiano si può dire anche salto dorsale, di schiena o all’americana, riferito allo stile di salto in alto inventato nel 1968 dallo statunitense  D. Fosbury.

♦ fotofinish (semiadattamento dell’ingl. photofinish) in italiano corrisponde al fotogramma finale dell’arrivo al traguardo, per es. di corridori, cavalli o gare di velocità, per stabilire chi ha vinto nel caso di contestazioni, quindi è un fermo-immagine, la foto o la ripresa dell’arrivo, e anche il dispositivo di rilevamento. In senso esteso è anche il testa a testa finale, l’arrivo sul fil di lana o sul filo del traguardo.

♦ fotofit (in ingl photofit) in italiano è la ricostruzione somatica, (dei tratti) del volto, della fisionomia o dell’aspetto di un ricercato, ottenuta dal montaggio di tratti comuni (occhi, bocca, naso…) combinati in tutti i modi e sottoposti al giudizio dei testimoni per il riconoscimento. È sinonimo anche di fotokit (->).

fotogallery (in ingl photogallery) in italiano è una galleria fotografica, nel linguaggio informatico, quindi una collezione di immagini, una carrellata di fotografie, una serie di foto.

♦ fotokit è un sinonimo di fotofit (->).

♦ fracking in italiano si dice più propriamente fratturazione idraulica o idrofratturazione, una tecnica di estrazione di petrolio o gas naturali che si basa sulla frantumazione delle pareti dei pozzi attraverso getti d’acqua e sostanze chimiche.

♦ frame in italiano si dice più propriamente fotogramma (cinematografico), cioè ogni singola immagine ferma che forma un filmato.

♦ framework in italiano si dice più propriamente intelaiatura, struttura, ossatura, e in informatica è anche un programma o una piattaforma che funziona da interfaccia o da collegamento tra il sistema operativo e i programmi.

♦ franchisee in italiano si dice più propriamente concessionario (di un’affiliazione) o affiliato, ossia chi usufruisce dei diritti concessi in franchising, cioè in un contratto di affiliazione commerciale. ♦ franchising (da franchise = franchigia, privilegio) in italiano si dice più propriamente affiliazione, programma di affiliazione o affiliazione commerciale, e consiste in un contratto di utilizzo del nome, dell’immagine e dei servizi di un’azienda dietro canone, mantenendo le caratteristiche della casa madre (es. un catena di negozi in franchising). franchisor in italiano si dice più propriamente titolare (di un’affiliazione o concessione), cioè chi è proprietario o detiene i diritti di un’affiliazione commerciale.

♦ freak  (propr. anormale, strano) in italiano corrisponde genericamente a emarginato, e anche a mostro o fenomeno da baraccone (come nel celebre film Freaks, Tod Browning 1932). Dagli anni Settanta del secolo scorso il termine ha assunto il significato prevalente di fricchettone, riferito ai modi giovanili di contestazione dell’epoca che si esprimevano con comportamenti e abiti stravaganti, capelli lunghi, uso di droghe…

♦ free in italiano corrisponde sia a libero sia a gratuito, a seconda dei contesti, e quando è un secondo elemento di una locuzione o di una parola ha anche il significato di privo di, senza, libero da, esente, per es. duty free (->) cioè esente da dazi, carbon free (->) cioè senza emissioni di carbonio; fat free (->) senza grassi (o a basso contenuto di grassi), gluten free (->) senza glutine.; ♦ free access in italiano si dice più chiaramente accesso gratuito riferito alla connessione in rete; ♦ free climber in italiano è un arrampicatore o scalatore libero, a mani nude, e il ♦ free climbing è l’arrampicata a mani nude o libera; ♦ free lance in italiano è un libero professionista o un lavoratore o collaboratore indipendente, esterno o autonomo; ♦ freemium (free = gratuito + premium = a pagamento) in italiano corrisponde a una versione gratuita di un prodotto o di un servizio, che può essere una versione di prova o dimostrativa (quindi anche un dimostrativo) con una scadenza, oppure una versione ridotta, limitata o anche di base (con solo alcune funzioni di base, mentre quelle avanzate sono a pagamento); ♦ free press in italiano si può meglio dire stampa a distribuzione gratuita, distribuita (o diffusa) gratuitamente, dunque i giornali, riviste o periodici omaggio, gratuiti; ♦ free rider (lett. chi viaggia gratis)  nel linguaggio economico indica chi trae benefici da un bene o servizio pubblico senza pagare, quindi in senso lato in italiano è uno scroccone, un profittatore, un portoghese o anche un evasore; ♦ free shop è un’abbreviazione non usata nei Paesi anglosassoni che sta per duty free shop (->) cioè un negozio esentasse, che gode dell’esenzione doganale; ♦ free software in italiano indica i programmi informatici liberi, aperti, modificabili dai programmatori, non protetti dai vincoli e le licenze d’uso dei programmi commerciali che per es. non hanno i codici sorgenti modificabili o non possono essere distribuiti gratuitamente; ♦ freestyle (lett. stile libero) nello sport indica le gare in cui i concorrenti sono liberi di usare lo stile che preferiscono e spesso, per es. nello sci, il freestyle è diventato il sinonimo di acrobatico, spettacolare (con salti ed evoluzioni per es. dai trampolini) e con questo significato l’aggettivo è uscito dall’ambito sportivo: un pizzaiolo freestyle = un pizzaiolo acrobatico, oppure un barista freestyle, una danza freestyle♦ freeware (free = libero + software = programma) è il software libero (->), i programmi che possono essere distribuiti talvolta gratuitamente o senza licenze, se non se ne fa un uso commerciale, quindi spesso sono anche programmi gratuiti.

♦ freezer in italiano si dice congelatore o surgelatore.

♦ frequent flyer in italiano indica chi vola frequentemente, quindi di abitudine, i pendolari dell’aereo, i viaggiatori (in aereo) abituali o volatori forti.

♦ friendly letteralmente corrisponde ad amichevole, ma esistono tanti aggettivi italiani che si possono utilizzare in modo più chiaro dell’anglicismo a seconda dei contesti; un programma o un’interfaccia (user) friendly, per esempio, sono amichevoli nel senso di intuitivi, facili (da usare), semplici per gli utenti; così come un prodotto family friendly (->) significa che è adatto alla famiglia, ideale (o pensato) per la famiglia; un ambiente friendly è semplicemente accogliente, confortevole, ben attrezzato per le sue funzioni (per es. bike friendly, cioè attrezzato per le biciclette); come secondo elemento in varie locuzioni friendly si può benissimo dire adatto a, ben disposto verso, per es. un prodotto eco-friendly, cioè (rispettoso dal punto di vista) ecologico, un albergo gay-friendly cioè che è orientato (che accetta volentieri) o aperto alla clientela omosessuale, oppure pet-friendly cioè che è attrezzato per chi viaggia con gli animali (cani, gatti…), in cui è possibile portare gli animali…

♦ friendzone (lett. la zona dell’amico) indica la zona di amicizia, un limbo tra amore e amicizia, un legame non ben definito, ambiguo, dai confini sfumati o una situazione di stallo che spesso si traduce in un rapporto (o un sentimento) sbilanciato, asimmetrico, non ricambiato allo stesso modo, non condiviso da entrambi, in cui uno dei due amici vorrebbe instaurare un legame sentimentale o sessuale e l’altro no. Dunque, a seconda del punto di vista, può essere sia un rapporto di sola amicizia invalicabile (in una canzone di Max Pezzali, prima del recente diffondersi dell’anglicismo, questo tipo di legame era chiamato “la regola dell’amico”), sia un amore a senso unico o non ricambiato e le alternative italiane possibili dipendono dai contesti. Il legame di amicizia può avere esiti diversi: “uscire dalla friendzone” significa passare dalla (semplice) amicizia, o dall’essere solo amici a una relazione amorosa, partendo dal presupposto che prima si diventa amici e poi fidanzati, dunque significa fare evolvere il rapporto di amicizia in una storia di amore (o di sesso: da amici a amici intimi, o da amici a trombamici, per usare una voce gergale del parlato). “Confinare o relegare nella friendzone”, viceversa, significa respingere, dare picche (o il due di picche), dichiarare “ti vedo solo come amico” o “per me sei come un fratello”. L’anglicismo ha generato nel parlato il verbo friendonzonare con questo ultimo significato, e una persona friendzonata è perciò respinta, vista solo come amica, mentre chi friendozona, il friendzonatore è chi respinge, non accetta di andare oltre l’amicizia.

♦ fringe benefit (lett. guadagno marginale, da fringe = frangia) in italiano è un premio di produzione, un incentivo, un beneficio (o indennità) accessorio, un compenso straordinario (o extra), una gratifica, una voce addizionale alla retribuzione che può essere in denaro o sotto forma di altri vantaggi (buoni pasto, automobile, viaggi premio…) o beni che si possono definire redditi in natura.

♦ frisbee è il nome commerciale di un dischetto di plastica che si fa roteare e volare per gioco e sport, quindi un dischetto volante e anche il gioco stesso (dal nome di una società, Frisbye, i cui vassoi tondi per torte o pizze venivano impiegati come gioco e lanciati dagli studenti americani degli anni ’50).

front end in italiano corrisponde all’interfaccia utente dei programmi informatici in rete, quella che vedono i visitatori, contrapposta al back-end (->) cioè l’interfaccia di amministrazione che viene utilizzata dai gestori del sito.

♦ frontman in italiano è il portavoce, il rappresentante di un gruppo (soprattutto musicale), dunque il capo, l’uomo di punta, il personaggio chiave o simbolo di una formazione, l’uomo immagine.

♦ front office in italiano è lo sportello (clienti), l’ufficio aperto al pubblico, dunque anche l’accoglienza, l’assistenza clienti, l’ufficio informazioni

♦ frozen yogurt in italiano è il gelato allo yogurt.

♦ FTP è l’acronimo o sigla di File Transfer Protocol, e in italiano è un protocollo per la trasmissione dati in rete.

♦ fuel in italiano è più propriamente il carburante o il combustibile, e in senso lato anche una riserva di energia che fa funzionare un meccanismo, quindi anche una pila; in particolare le ♦ fuel cell in italiano si chiamano celle (o pile) a combustibile, cioè che permettono di produrre elettricità da sostanze come idrogeno o ossigeno.

♦ full nel gioco del poker corrisponde a una combinazione di un  tris e una coppia, ma l’anglicismo (lett. pieno, totale)  circola in varie altre locuzioni come  ♦ full contact, un tipo di lotta marziale a contatto pieno che non ha un corrispondente in italiano; ♦ full HD (full = totale + HD = high definition) è un formato della tecnologia HDTV (High Definition TeleVision) che corrisponde all’alta risoluzione e si può esprimere con la massima risoluzione per la tv; ♦ full immersion lett. immersione totale) è un metodo di apprendimento intensivo usato spesso per le lingue che corrisponde a un apprendimento immersivo e intensivo (contrapposto agli approcci grammaticali e razionali che richiedono tempi lunghi) e in senso lato è anche un corso accelerato (intensivo) o un periodo di studio a tempo pieno; ♦ fullscreen in italiano si può perfettamente dire a tutto schermo o a schermo pieno (riferito per esempio al formato di un video o alla sua visualizzazione); full optional in italiano si può dire più propriamente fornito (o dotato) di tutti gli accessori, superaccessoriato o anche semplicemente accessoriato; ♦ full text e più precisamente  full text search si può esprimere con ricerca a tutto testo, o ricerca libera (nel testo) e si riferisce ai sistemi di ricerca di una stringa di caratteri che può essere rintracciata in un testo digitale (una modalità contrapposta alle ricerche per parola chiave, o per lemma nel caso di un dizionario); ♦ full-time in italiano si dice più chiaramente  a tempo pieno (detto di un lavoro che occupa l’intera giornata lavorativa) e ♦ full timer è un lavoratore a tempo pieno.

♦ funding in italiano si dice più propriamente  finanziamento. ♦ fundraising in italiano si può dire più chiaramente raccolta fondi, o anche colletta e sottoscrizione (di fondi o denaro)

♦ fusion (lett. fusione) riferito alla musica indica un genere che mescola jazz e rock, e in generale una mescolanza o una contaminazione di generi non solo musicali: la cucina o l’arredamento fusion  cioè ibridi.

♦ future nel linguaggio economico-finanziario è un contratto con consegna a termine o contratto finanziario a termine, una promessa di vendita che prevede un prezzo concordato alla data della stipula e la consegna in una data successiva prestabilita.

♦ fuzzy logic (a volte semplicemente fuzzy) in italiano si può esprimere benissimo con logica sfumata, caratterizzata dal fatto che, oltre a vero e falso, include anche valori intermedi.

Befana days

Ieri, passeggiando per le vie del centro di Milano, notavo la prevalenza delle scritte in inglese nelle vetrine e all’interno dei negozi (best price, promotion, gift, wine bar e wine store… prima o poi dovrò produrre una documentazione fotografica e un calcolo delle percentuali degli anglicismi nelle insegne e nella cartellonistica dei negozi meneghini), ma passando davanti alla catena Kasanova, la cosa che più mi ha colpito è stato: Befana days.

befana days

L’uso di day al posto di giornata o giorno circola ormai in innumerevoli locuzioni (l’election day, il memorial day, il family day, l’open day delle scuole…) e dopo il recente dilagare del black friday ecco l’epifania di un nuovo e mostruoso accostamento di ricorrenze e di sconti.

La Befana, come è risaputo, è una festività tipicamente italiana e la bella idea di rinominarla così è l’ennesimo segnale di un’esigenza di anglicizzazione che non ha altri motivi se non quello di un complesso di inferiorità verso la lingua e la cultura americana. Una consuetudine che rasenta ormai il ridicolo, anche se in fondo ci si abitua in fretta e ogni americanata entra così nell’uso come fosse una cosa normale, e spesso soppianta e rende obsolete e inutilizzabili le parole italiane. Si tratta di una moda che, quando non si può esprimere con “prestiti” reali, sfocia in reinvenzioni e neoconiazioni dal suono anglicizzato. Tutto va bene, purché suoni angloamericano.

 

La Befana vien by night
con un footwear tutto patch
con il look da americana
viva viva la Befana!

 

PS: a quando il Liberation day invece della festa del 25 aprile e della Liberazione? Ai posteri (che per la cronaca non è un derivato da to post) l’ardua sentenza.

 

 

 

2017: più di metà delle parole dell’anno sono in inglese

Qualche giorno fa la Repubblica ha lanciato il sondaggio aperto ai lettori per individuare la parola dell’anno 2017, cioè quella che dovrebbe risultare maggiormente impressa nell’immaginario collettivo degli italiani. Si tratta di un giochetto che ammicca per esempio alla tradizione dell’Oxford Dictionary che quest’anno ha eletto come parola dell’anno youthquake, il terremoto dei giovani, e cioè il ritorno alla loro spinta propulsiva nella politica e nel mobilitarsi.

La cosa interessante del sondaggio di Repubblica è che si può votare tra una rosa di 15 parole già selezionate dal giornale come le più gettonate, e che tra queste 7 sono inglesi (tra cui fake news, come prevedibile) e 6 italiane (una è in latino, ius solis, e un’altra araba, intifada). Mi pare inquietante, ma allo stesso tempo significativo, che più di metà delle potenziali parole dell’anno siano in inglese. Questo la dice lunga sulla pervasività degli anglicismi e sulla loro frequenza, ma anche su dove sta andando la lingua italiana: anno dopo anno scivola inesorabilmente verso l’itanglese.

Possibile che più della metà delle parole più importanti del 2017 siano inglesi?

Certo, e i dati che si ricavano dai neologismi del nuovo Millennio registrati dai dizionari vanno nella stessa direzione: la metà sono anglicsmi. Nel Devoto Oli 2017 sono registrate 1.049 parole datate negli anni Duemila, e 509 sono inglesi, cioè quasi la metà. Se a queste si aggiungono gli anglicismi parzialmente adattati come whatsappare, googlare, spoilerare… la metà si supera decisamente. L’analisi dello Zingarelli 2017 restituisce dati leggermente più bassi ma simili: 178 parole inglesi su 412 parole datate XXI secolo, cui bisogna aggiungere i verbi  semiadattati.

Questo è lo specchio dell’italiano del Duemila, c’è poco da fare e poco da contestare.

Tornando alla Repubblica e alla parola dell’anno, ecco la rosa delle 15 parole più significative da votare:

■ biotestamento
curvy (perché non dire maggiorata, prosperosa, giunonica, tutta curve, curvilinea…?)
■ fake news (perché non dire bufale, false notizie, falsi…?)
■ femminicidio
■ hater (perché non dire odiatori, insultatori, provocatori, seminatori di zizzania, avvelenati…?)
■ impresentabile
■ influencer (perché non dire influenti, importanti, autorevoli, trascinatori…?)
■ intifada
■ ius soli

■ omofobia
■ paradise paper (perché non dire lista degli evasori e paradisi fiscali…?)
■ sexgate (perché non dire scandali sessuali…?)
■ spelacchio
■ vaccino
■ voucher (perché non dire tagliando, buono, cedola, ricevuta…?)

 

Comunque la pensiate… Auguri e buon Natale a tutti.

Aderisci alla compagna:

Io gli auguri li faccio in italiano!

(perché dire Merry Christmas, Happy christmas, Merry Xmas and happy new year e tutte queste analoghe formule aliene e insensate?)

Anglicismi con la E

Ecco l’elenco di 75 parole inglesi usate in italiano che cominciano con la lettera E. Come al solito, ogni anglicismo (anglismo o parola inglese che dir si voglia) viene innanzitutto spiegato, e poi affiancato dalle alternative italiane, dalle traduzioni e dai sinonimi.

Come sempre è un elenco in bozza e in divenire, aperto ai contributi e alle correzioni della rete… ogni commento e segnalazione sono graditi.

Parole inglesi con la E: alternative italiane, spiegazioni, traduzioni e sinonimi

 

♦ e- (abbr. di electronic) è un prefisso che si unisce ai sostantivi con il significato di elettronico (e-commerce, e-reader…) o digitale e anche virtuale (in alcuni casi sostituibile con –tele, per esempio e-job = telelavoro);in inglese si pronuncia i, anche se le pronunce adattate all’italiana come nel caso e-mail sarebbero del tutto legittime, benché i dizionari le riportino solo all’americana.

♦ early warning  in italiano è un primo avvertimento, un’ammonizione preventiva o un preavviso; l’espressione nasce nell’ambito dell’Unione Europea che rivolge questa primatirata d’orecchie” ai governi quando i bilanci sforano i tetti previsti dal trattato di Maastricht.

♦ easy in italiano è facile, e circola nel parlato in espressioni come è più easy, cioè è più facile. Ha assunto anche il significato di poco impegnativo, piacevole o confortevole in locuzioni come ambiente, moda o musica easy; ♦ easy listening indica invece la musica leggera, poco impegnativa, orecchiabile, di intrattenimento.

♦ e-banking (come home banking) in italiano è una banca elettronica o digitale, e indica anche il servizio bancario digitale, elettronico, da casa o in mobilità (mobile).

♦ e-bill in italiano è più chiaramente una fattura digitale o elettronica.

♦ e-bomb in italiano si chiama bomba E, cioè un ordigno elettromagnetico in grado di oscurare le reti elettriche e informatiche.

♦ e-book (e anche ebook) in italiano è un libro (ma anche un testo) elettronico o digitale, fruibile attraverso un ♦ ebook reader, perlopiù  decurtato in reader, cioè un lettore (di libri elettronici o digitali), un dispositivo portatile per la lettura, o anche un programma di lettura dei formati con cui i libri digitali sono codificati.

♦ e-business in italiano si può dire benissimo commercio elettronico e indica le attività di compravendita attraverso internet o il web, quindi le attività imprenditoriali (o l’imprenditoria) in rete.

♦ e-card in italiano corrisponde a una cartolina elettronica, digitale o virtuale.

♦ e-cigarette (abbr. anche in e-cig) in italiano si dice più chiaramente sigaretta elettronica.

♦ ecodesign in italiano si può esprimere più chiaramente con ecoprogettazione e consiste nel design (->) rispettoso dell’ambiente, a basso impatto ambientale, ecologico.

♦ eco friendly (lett. eco + friendly = amichevole) in italiano si può esprimere più chiaramente con ecologico, rispettoso dell’ambiente, favorevole (o attento) all’ambiente, verde.

♦ e-commerce in italiano si può dire più chiaramente commercio elettronico, in rete, via internet.

♦ e-conference in italiano si può dire più chiaramente videoconferenza, oppure convegno, dibattito, seminario via internet, in rete.

♦ economy 1) corrisponde in italiano al sistema economico, l’economia, e circola in espressioni come new economy, il sistema produttivo (o economico) basato sulla rete, i beni e i servizi digitali o virtuali, quindi il modello economico della rete, definito anche net economy e contrapposto alla old economy, l’economia tradizionale basata sulla produzione dei beni materiali. 2) Come decurtamento di economy class in italiano economy si può dire più chiaramente classe economica o turistica, che corrisponde alla vecchia terza classe di treni, navi o aerei.

♦ e-content in italiano si può dire più chiaramente contenuto digitale o elettronico.

♦ ecstasy (lett. estasi che però non è una traduzione in uso) è una droga anfetaminica, sintetica o chimica dagli effetti allucinogeni, e per estensione anche un allucinogeno.

♦ edging (da edge = confine, bordo)è una pratica erotica che consiste nel ritardare l’orgasmo per accrescerne l’intensità, e in italiano si può rendere con ritardo o prolungamento dell’orgasmo, controllo dell’orgasmo (o del piacere).

♦ editing in italiano è più chiaramente la revisione (redazionale), la redazione (genericamente la lavorazione), la cura; riferito soprattutto a un libro o a un testo, corrisponde all’editare e include anche la correzione bozze, il controllo di coerenza, la preparazione o stesura di indici e note, o la riscrittura delle parti meno felici; riferito a un filmato questa lavorazione include anche il montaggio, i tagli e le dissolvenze; nel caso di un programma informatico include anche la correzione dei bachi, il collaudo e la correzione del funzionamento.

♦ editor in italiano è più chiaramente il revisore, il curatore, il redattore che segue un testo da pubblicare, e nelle case editrici è anche chi seleziona o sceglie un testo che verrà pubblicato, quindi il responsabile editoriale, il redattore capo (o caporedattore), e in certi casi il direttore editoriale o di collana, che valuta e inserisce una proposta nel catalogo, oltre a seguirla dal punto di vista redazionale nei processi che portano alla sua pubblicazione. In informatica un editor è invece un programma di scrittura o di lavorazione, di  modifica di testi, immagini, suoni o filmati.

♦ educational in italiano è più chiaramente un educativo, un sussidio didattico, per es. un video o un programma che spiega e istruisce, quindi istruttivo.

♦ edutainment (contrazione di education = istruzione + entertainment = intrattenimento) in italiano è un genere editoriale che istruisce divertendo, dunque un approccio ludico all’apprendimento, una formazione spettacolo o spettacolarizzata,  e per estensione i contenuti di questo genere di insegnamenti divertenti, l’intrattenimento divulgativo o formativo.

♦ e-government in italiano è più chiaramente l’amministrazione digitale o attraverso la rete, dunque l’informatizzazione amministrativa.

♦ eHealt (lett. salute elettronica) in italiano è più chiaramente l’informatizzazione della sanità.

♦ e-ink è il nome commerciale dell’inchiostro elettronico, che simula l’effetto dell’inchiostro per esempio negli schermi magnetici.

e-job in italiano è più chiaramente il telelavoro o lavoro a distanza, reso possibile dalla rete.

♦ e-learning in italiano è più chiaramente l’apprendimento o la formazione telematica, attraverso la rete e i programmi multimediali, e dunque un programma di formazione o un corso in rete.

♦ election day in italiano si usa spesso per parlare di accorpamenti delle elezioni in una stessa data per motivi pratici o di risparmio, per es. politiche e amministrative, e si può rendere letteralmente con la giornata (o il giorno) delle elezioni.

♦ email (o e-mail) in italiano si può dire benissimo posta elettronica e indica anche un messaggio (missiva, lettera virtuale…) di posta elettronica (sottintende la decurtazione di message email), e anche il suo contenuto, oppure a volte indica anche l’indirizzo di posta elettronica (es. dammi la tua email = il tuo indirizzo).

♦ embed (lett. includere) circola per esempio nell’espressione codice embed, cioè un codice html che consente di incorporare all’interno di una pagina in rete un video che è collocato esternamente, quindi si può rendere in italiano con codice di incorporazione, di visualizzazione, di inserimento, di inglobamento, di inclusione.

♦ embedded (journalist) in italiano è un (giornalista) inviato di guerra al seguito di un esercito, quindi un aggregato alle truppe, un osservatore nelle file dei soldati (lett. inglobato, cioè protetto dall’esercito e dunque non completamente indipendente e senza una totale libertà di movimento).

♦ emoticon (da emotion = emozione + icon = icona) in italiano sono semplicemente le faccine o emoticone, come riportato dal Devoto Oli, che si compongono con i caratteri della tastiera, ed entrando nello specifico possono essere orizzontali (di derivazione giapponese, es. ^__^) o verticali – per es. :-). Le faccine che invece sono realizzate non con i caratteri ma come immagini, e dunque sono veri e propri pittogrammi, si chiamano emoji (al maschile secondo Devoto Oli e Zingarelli, e anche al femminile secondo la Treccani), un termine che ha un etimo che deriva dal giapponese (e = immagine e moji = lettera) anche se ci è arrivato attraverso applicazioni e programmi americani.

♦ empowerment  in italiano è la conquista (il raggiungimento o l’acquisizione) del proprio potenziale o del potere, sia a livello individuale (quindi l’autodeterminazione, la crescita) sia a livello sociale, per esempio nella politica o nel lavoro; quindi può esprimersi con il potenziamento, il processo di crescita, l’emancipazione o riqualificazione (l’empowerment delle donne nella politica, o nel mondo del lavoro), la scalata sociale, l’emergere.

♦ endorsement in italiano si può perfettamente esprimere con sostegno, appoggio o anche aiuto, riferito, soprattutto in ambito politico, ai personaggi famosi che si schierano in favore di un candidato o di un movimento. Dunque si può anche dire lo schierarsi con (a favore di), il promuovere (attraverso la propria immagine), l’aderire pubblicamente (o l’adesione pubblica), l’avallare (quindi l’avallo, l’adesione, la promozione, lo schieramento…). In ambito economico-amministrativo corrisponde invece all’italiano girata o trasferimento, mentre riferito alle compagnie di volo indica la sostituzione di un biglietto di una compagnia con quello di un’altra (lett. girata), quindi un cambio biglietto, una sostituzione, un passaggio di compagnia.

♦ endurance (lett. durata, resistenza) in italiano corrisponde a una gara di resistenza o di durata, riferito alle gare automobilistiche, motociclistiche o di motoscafi di lunga distanza (o percorso) o di lunga durata. L’endurance equestre è invece riferito alle competizioni a cavallo campestri.

♦ energy drink in italiano si può dire più chiaramente bevanda (o bibita) energetica, energizzante, tonificante, stimolante, rinforzante, vitaminica, che contiene sostanze vitaminiche come ginseng, guarana, caffeina… quindi anche un integratore.

♦ engineering in italiano si può dire più chiaramente ingegneria, progettazione e anche produzione e verifica di impianti, macchine o processi industriali basati sull’ingegneria, quindi la progettazione tecnica, l’organizzazione della produzione.

♦ enter, nelle tastiere, in italiano si chiama invio o (tasto di) conferma.

♦ entertainer in italiano si può dire più chiaramente intrattenitore o animatore e indica chi negli spettacoli intrattiene il pubblico in modo brillante e divertente, quindi può anche essere un presentatore.

♦ entertainment in italiano si può dire più chiaramente intrattenimento e indica un genere di spettacoli o di prodotti divertenti, di intrattenimento leggero, quindi di svago.

♦ entry level, riferito a prodotti spesso elettronici, in italiano si può dire più chiaramente (modello) di base o economico e indica il modello più semplice, di fascia bassa, senza fronzoli o senza accessori supplementari.

♦ environment (lett. ambiente) in italiano corrisponde a un ambiente (allestimento o spazio espositivo) coinvolgente, interattivo, multimediale, potenziato, tecnologico, per esempio quello di una mostra dove lo spettatore non è passivo, ma vive un’esperienza immersiva, totale (attraverso schermi, effetti sonori, luci…).

♦ e-paper  in italiano si può dire più chiaramente inchiostro elettronico.

♦ e-procurement in italiano si può dire più chiaramente approvvigionamento elettronico e indica le procedure per l’acquisto in rete di beni e servizi, e dunque le tecnologie (protocolli o procedure) di acquisto virtuali, i sistemi di compravendita elettronica, virtuale o in rete.

♦ e-publishing in italiano si può dire più chiaramente editoria in rete.

♦ e-reader è l’abbreviazione di ebook-reader (->), cioè un lettore.

♦ eros center in italiano si può dire più chiaramente centro (locale, struttura) erotico, cioè dove è possibile consumare rapporti sessuali a pagamento, e senza edulcorazioni ed eufemismi anglicizzati corrisponde a una casa di prostituzione, un bordello, un casino o un postribolo.

♦ esc, nelle tastiere, è l’abbreviazione di escape (->), cioè il tasto di uscita.

♦ escalation (lett. scalata) in italiano si può dire perfettamente aumento progressivo, crescita graduale o esponenziale, intensificazione (per es. della droga o di un qualunque fenomeno sociale), e dunque può essere spesso meglio rimpiazzato da il crescendo, l’intensificarsi, l’incremento, l’esplosione o il dilagare di un fenomeno e, in senso negativo anche la spirale (la spirale della droga).

♦ escape, nelle tastiere (abbreviato anche in esc), in italiano è il tasto di uscita, e in generale indica il comando per uscire da un programma, l’uscita dal programma o l’annullare (o annullamento) dell’ultimo comando.

♦ escort (lett. accompagnatore) un tempo indicava chi (uomo o  donna) accompagnava dietro compenso qualcuno in occasioni mondane o in viaggi (escort turistico), ma dagli anni Duemila la parola a un’accezione quasi esclusivamente femminile, accompagnatrice, che è diventata un sinonimo eufemistico di  prostituta di lusso, che oltre al ruolo di accompagnatrice è disponibile anche a prestazioni sessuali.

♦ e-shopping in italiano si può dire più chiaramente acquisti (compere, spesa)  in rete, via internet, e talvolta è anche sinonimo di e-commerce (->), cioè commercio elettronico.

♦ e-signature in italiano si può dire più chiaramente firma elettronica.

♦ establishment in italiano si può dire più chiaramente classe dirigente,  e indica chi detiene il potere politico o economico, e quindi per estensione il potere (costituito), il sistema, le istituzioni, la dirigenza, i vertici, la gerarchia (istituzionalizzata).

♦ e-store in italiano si può dire più chiaramente negozio virtuale, punto vendita in rete.

♦ eurobond in italiano si può dire più chiaramente eurobbligazione.

♦ evergreen (lett. sempreverde) in italiano si può esprimere più chiaramente con intramontabilesempre di moda (o attuale), sempreverde, riferito a persone e a cose, per esempio a brani musicali, e quindi anche un classico.

♦ e-voting in italiano si può dire più chiaramente voto elettronico.

♦ e-work in italiano si può dire più chiaramente telelavoro.

♦ e-worker in italiano si può dire più chiaramente telelavoratore.

♦ executive in italiano si può dire più chiaramente dirigente (o quadro aziendale) di solito di alto livello, e quindi alto funzionario, chi ha poteri operativi, per cui per es. anche l’amministratore delegato. Come aggettivo si riferisce a volte a ciò che riguarda gli uomini di affari, per es. una valigetta executive, cioè aziendale (per es. una ventiquattrore), oppure un jet executive, cioè un aereo privato dirigenziale, di rappresentanza (aziendale); un ♦ executive office è un ufficio amministrativo.

♦ exit poll (lett. voto all’uscita) è un’espressione entrata in uso senza molte alternative, ma si può esprimere in italiano con sinonimie secondarie come sondaggio a caldo, sondaggio (basato) sulle dichiarazioni di voto all’uscita dei seggi.

♦ exit strategy in italiano si può dire più chiaramente piano (o strategia) di uscita, riferito per es. all’uscita da conflitti bellici contenendo i danni (economici, di vite o di immagine).

♦ expertise in italiano si può dire più chiaramente esperienza, competenza, conoscenza specifica (o specializzazione), retroterra culturale, e anche un’abilità, o l’insieme delle capacità; a volte indica una certificazione (di autenticità o di valore, per es. di un’opera d’arte) quindi una perizia.

♦ export in italiano si può dire più chiaramente esportazione; ♦ export-import è il complesso delle attività di esportazione e importazione di un’azienda o di un Paese.

♦ extension (lett. estensione) in italiano si può esprimere con allungamento dei capelli, cioè l’applicazione di ciocche artificiali o naturali fissate ai capelli veri, e anche le ciocche innestate, artificiali, posticce , dunque si può dire anche estensione, innesto (delle ciocche).

♦ extra-large (abbr. in XL) in italiano è una taglia molto larga o grande degli indumenti di serie secondo la classificazione americana, cioè una taglia forte.

♦ extra-small (abbr. in XS) in italiano è una taglia molto piccola degli indumenti di serie secondo la classificazione americana.

♦ extra-time, nel linguaggio sportivo, in italiano si dice più chiaramente recupero o tempo di recupero.

♦ eyeliner in italiano indica il trucco (per il contorno) occhi, che è liquido si applica con un pennellino, al contrario della matita per gli occhi, che comunque genericamente può essere un sinonimo insieme a trucco occhi che è un’etichetta usata anche nelle profumerie per esporre questo tipo di prodotti.

♦ e-zine in italiano si dice più semplicemente rivista elettronica o digitale, telematica, in rete.

Fake news è l’anglicismo dell’anno?

 

Ogni anno, nei dizionari, vengono registrati numerosi nuovi anglicismi, ma non è facile stabilire esattamente quanti siano, perché le cose variano a seconda dei vocabolari e dei criteri lessicografici che vengono impiegati.

Ogni anno entrano nella nostra lingua dai 30 ai 74 anglicismi

Da un confronto tra gli anglicismi registrati nel Devoto Oli 1990 e quello del 2017, per esempio, si è passati da circa 1.600 a 3.500, il che porta a una media di 74 all’anno (se guardiamo ai dati grezzi). Dal confronto tra lo Zingarelli 1995 e 2017, invece, da circa 1.800 si passa a 2.750, e quindi la media è di 43 all’anno. L’analisi del Gabrielli 2011 e quello del 2015, vede invece un aumento da 2.428 a 2.547, e quindi una media di 30 all’anno (come ho provato a ricostruire nel grafico).

grafico entrata anglicismi

Queste differenze dipendono anche dai criteri lessicografici impiegati: è possibile fare di ogni anglicismo una voce (o meglio un lemma), come tende a fare il Devoto Oli  che per esempio registra computer art o computer music come voci a sé, oppure registrare queste due espressioni all’interno della voce computer, come fa lo Zingarelli, con il risultato che le locuzioni non sono considerate lemmi a sé stanti e i numeri cambiano.

Un altro modo per indagare sulla questione è quello di lanciare delle ricerche incrociate sugli archivi digitali utilizzando le datazioni, per esempio richiedendo tutti gli anglicismi del nuovo Millennio.

Se cerchiamo gli anglicismi del nuovo Millennio del Devoto Oli vediamo perciò che sono “solo” 509 (una media di 29 l’anno), mentre per lo Zingarelli sono 178 (circa 10 l’anno). Ma le ricerche per datazione non restituiscono dati attendibili: questo criterio di indagine presenta molte lacune, perché le datazioni indicate dai dizionari non corrispondono all’anno in cui il dizionario ha registrato la parola, bensì a quando la parola è comparsa nelle fonti scritte, il che è ben diverso. Per capirci: nel Devoto Oli 2017 le parole account e accountability sono datate rispettivamente 1984 e 1988, ma controllando sull’edizione del 1995 si vede che nessuna delle due era stata ancora registrata. Ciò è avvenuto successivamente. Il motivo è che, per entrare nel dizionario, una parola deve non solo circolare, ma anche stabilizzarsi; non deve essere un occasionalismo passeggero, ma deve avere una diffusione tale da farla ritenere destinata a durare. Per questo motivo alcune parole possono circolare anche per un decennio prima di essere annoverate. E così cd-rom, datato 1988, è stato registrato solo nel 2005, esattamente come blog, datato 2000. Dunque, questo criterio di ricerca fornisce numeri molto più bassi di quelli reali: account, accountability, cd-rom… di fatto sono stati inclusi nel nuovo Millennio, eppure dalle datazioni sembrerebbero essere lemmi del secolo scorso, quando erano in realtà poco più di occasionalismi non ancora stabilizzati.

Fatte queste precisazioni, e al di là delle datazioni indicate, in un dizionario entra una quantità annuale di anglicismi compresa tra 74 (media del Devoto Oli 1990-2017) e 30 del Gabrielli (media calcolata su soli 4 anni), e dunque da 6 a 2,5 al mese. Ma fuori dai dizionari la nuvola delle parole inglese che ci avvolge è più vasta.

Qual è l’anglicismo dell’anno?

Mi chiedevo quale tra gli anglicismi non registrati dai dizionari si sia imposto nel 2017 con maggiore frequenza e pervasività.

Tra i più diffusi e coriacei c’è sicuramente black friday, apparso timidamente da qualche anno, emerso l’anno scorso, ma quest’anno esploso oltre ogni misura sulle vetrine dei negozi, al punto che è ormai impossibile che non venga registrato dai dizionari futuri. Eppure, a pelle, l’anglicismo più pervasivo è un altro: fake news.

L’analisi degli archivi del Corriere della Sera è impressionante: dalle 13 occorrenze del 2016 si è passati a 410 del 2017 (a oggi, ma l’anno non è ancora finito), mentre le ricerche nelle pagine in italiano su Google presentano 68.600 pagine datate 2017 contro 85.100 nell’intervallo tra il 2000 e il 2016 (da spalmare su 16 anni!).

FakeNews

Se sul Corriere cerchiamo invece una delle possibili alternative italiane, per esempio bufale (pur tenendo conto dell’approssimazione dovuta alla sinonimia del termine che in qualche caso potrebbe indicare anche gli animali, invece delle false notizie), si vede che nel 2017 il termine ricorre 178 volte, mentre nel 2016 ricorreva 98 volte. In sintesi: fino all’anno scorso si usavano termini italiani, ma improvvisamente da quest’anno si è cominciato a dirlo in inglese, proprio mentre il tema delle bufale aumentava di rilevanza, soprattutto nei titoli dei giornali.

Questo fenomeno della “stereotipia” del linguaggio mediatico, che usa preferibilmente le stesse espressioni, invece di usare i sinonimi (il concetto di “stereotipia” nei media è stato enunciato da Maurizio Dardano, ne: Il linguaggio dei giornali italiani, Laterza, Bari-Roma, 1986, p. 236) non è dovuto certo alla mancanza di alternative (bufale, falsi, false notizie…) e nemmeno al solito “alibi” per cui l’inglese sarebbe preferito per la sua sinteticità (bufale è più corto di fake news, e in teoria dovrebbe essere più funzionale nei titoli dei giornali, che però preferiscono l’inglese).

I motivi sono altri, per prima cosa la preferenza nasce dal fatto che i giornali partono tutti dalle stesse fonti, per lo più americane, che tendono a ripetere senza porsi il problema di tradurle (per pigrizia o fretta), ma soprattutto perché l’inglese è una moda e suona più evocativo e funzionale alla diffusione delle novità. E se questa moda insensata non cambierà, continueremo a importare anglicismi in modo sempre più massiccio mentre l’italiano si trasformerà progressivamente sempre più in itanglese.

Se qualcuno ha da segnalare altri anglicismi più eclatanti di fake news, esplosi nel 2017, è il benvenuto: il titolo dell’anglicismo dell’anno è aperto!

 

PS
Le bufale o le notizie false non sono affatto qualcosa di nuovo: una delle più antiche si potrebbe individuare nella battaglia di Qadesh, nel 1200 a.C., che Ramses II presentò come la sua grande vittoria contro gli Ittiti attraverso un’epica pomposa e autocelebrativa rappresentata sui piloni dei maggiori templi egizi, anche se in realtà l’esito della battaglia fu un pareggio, e gli Egizi non ottennero affatto il loro scopo: il controllo della zona rimase ittita.

Anglicismi con la D (136 alternative)

Il dizionario delle alternative italiane agli anglicismi continua con la lettera D (136 voci). Come al solito è una bozza in divenire e conto sulle segnalazioni dei lettori per individuare refusi, miglioramenti e lacune.

 

♦ daisy cutter è una bomba al fosforo che esplode a un metro da terra facendo terra bruciata, e in italiano si esprime più propriamente attraverso il calco: (bomba) taglia-margherite.

♦ dalton  (da John Dalton, 1766-1844) in chimica è l’unità di misura delle masse atomiche.

♦ damping in fisica è la diminuzione di ampiezza di una oscillazione, quindi in italiano si può esprimere perfettamente con smorzamento o attenuazione.

♦ dance non è una voce a sé nei dizionari, ma ricorre in varie locuzioni con il significato di ballo o danza, come la break dance, o la lap dance, cioè il ballo (erotico) attorno a un palo. La social dance in italiano si esprime più chiaramente con ballo di gruppo; e la  tap dance è il tip tap.

♦ dance floor in italiano è più precisamente la pista da ballo.

♦ dance music in italiano è più chiaramente la musica da ballo, da discoteca, ritmata.

♦ dancing in italiano si dice più chiaramente discoteca o sala da ballo, l’anglicismo è ormai utilizzato solo per i locali da ballo di liscio o di musica da ballo tradizionale, più che moderna, e il corrispondente italiano in questo caso è balera.

♦ dandy in italiano indica un damerino, un personaggio alla moda, un modaiolo, chi veste elegante, ha gusti raffinati, ed è quindi un elegantone, o anche un esteta.

♦ dark (lett. scuro, e anche nero) evoca una moda giovanile e anche musicale caratterizzata da abbigliamento nero o dai colori scuri, trucco scuro e pesante, atteggiamento mistico-religioso e con una vena di pessimismo, legato ai simboli della morte (teschi, scheletri…). Per estensione si può definire in italiano con aggettivi e locuzioni come di stile tenebroso, decadente, pessimista e anche mistico.

♦ dark lady indica come il francesismo femme fatale, una donna fatale, spregiudicata, seduttrice, dal fascino irresistibile (al punto di morirne).

♦ dark room indica le stanze in cui, in certi locali, è possibile consumare incontri sessuali al buio, perché poco illuminate e perché gli incontri sono spesso tra sconosciuti. La traduzione letterale camera oscura indica lo stanzino buio per lo sviluppo delle fotografie, il nuovo significato potrebbe essere reso con lo stesso calco ma non è in uso; tre le sinonimie e le locuzioni equivalenti si può pensare a stanza a luci rosse, al buio, per gli incontri, il sesso, appartata

♦ darts (lett. dardi) in italiano è più chiaramente il gioco delle freccette.

♦ data in italiano corrisponde ai dati o all’insieme dei dati che si possono elaborare con vari sistemi informatici. Il termine circola in molte locuzioni come ♦ data entry, che in italiano si esprime più precisamente con inserimento dati; ♦ data mining (lett. estrazione dei dati) indica l’elaborazione dei dati di grandi archivi che produce nuove conoscenze, e quindi si può rendere per esempio con elaborazione delle informazioni o estrazione (euristica ) dei dati; ♦ data processing è più semplicemente l’elaborazione dati o delle informazioni.

♦ database (che si può pronunciare anche all’italiana, come è scritto) in italiano è più precisamente un archivio (informatico di dati), o una banca dati (anche base dati).

♦ date in italiano è data, e l’anglicismo, anche se non è presente come voce a sé nei dizionari, circola in locuzioni come up-to-date, cioè aggiornato, oppure save to date, letteralmente salva la data, usato nel senso di segnalo sull’agenda, ricorda la data (di un evento o di un appuntamento), quindi non dimenticare, memorizza.

♦ dating (lett. il fissare una data per un appuntamento) in italiano si può rendere con l’incontrarsi, il darsi un appuntamento soprattutto in vista di relazioni sessuali o amorose, o comunque per conoscersi. È legato soprattutto agli incontri tra sconosciuti che si sono relazionati in rete, e quindi il dating online è un appuntamento (talvolta al buio) per via telematica, o attraverso la rete, mentre un sito di dating è un sito di incontri (o per fare nuove conoscenze).

♦ day (giorno) circola in molte locuzioni e talvolta costituisce il secondo elemento di parole composte come il Columbus-day (il giorno di Colombo) e cioè la ricorrenza, la celebrazione o la giornata dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo (impropriamente definita dal punto di vista eurocentrico la scoperta dell’America); oppure l’election day e cioè il giorno delle elezioni; o ancora il memorial day la giornata della memoria, e tutta una serie di altre “giornate” come il family day (la giornata della famiglia); l’open day delle scuole, cioè la giornata aperta alle visite, o il giorno di apertura al pubblico…

♦ day after (lett. il giorno dopo) deriva dal film The day after (N. Meyer, 1983) incentrato sulle conseguenze di un’esplosione nucleare, per estensione indica il giorno dopo di un qualunque evento eclatante che comporta conseguenze e cambiamenti: il day after dell’11 settembre, dei mondiali di calcio, di un’elezione politica…

♦ day by day in italiano si può dire più chiaramente giorno per giorno, e si riferisce ad attività quotidiane o giornaliere.

day care in italiano è più precisamente un centro di assistenza diurno (per malati, anziani o per la sorveglianza dei bambini fuori dagli orari scolastici) e per estensione anche l’attività di assistenza diurna.

♦ day hospital in italiano è un ospedale diurno, una clinica o struttura sanitaria per l’ospedalizzazione diurna, e per estensione anche il ricovero temporaneo, diurno o in giornata (e anche veloce) per esempio per gli esami o le terapie in ospedale ma con il pernottamento o degenza a casa propria.

♦ daylight (lett. luce del giorno) in italiano indica un sistema di illuminazione naturale, che riproduce gli effetti della luce del giorno.

♦ day surgery in italiano è una struttura ospedaliera per interventi chirurgici diurni, dunque per interventi ambulatoriali che non prevedono il ricovero. Per estensione è anche l’intervento (chirurgico) ambulatoriale, veloce o in giornata.

♦ day to day in italiano si può dire più chiaramente giornaliero, di ogni giorno, quotidiano.

♦ day trader in italiano indica chi compra e rivende azioni o prodotti finanziari nell’arco della stessa giornata, per fare profitti rapidi, quindi è un operatore di Borsa che opera investimenti giornalieri, a brevissimo termine o nell’arco di poche ore, un investitore che gioca sulle oscillazioni giornaliere.

♦ day trading (lett. compravendita giornaliera) in italiano è la strategia di compravendita di titoli e azioni giornaliera, nell’arco di poche ore, spesso basata sui sistemi di compravendita in rete.

♦ D-day è il giorno fissato per un’operazione militare segreta, riferito spesso allo sbarco in Normandia degli americani nel 1944. In italiano si può rendere per esempio con il giorno X, che non specifica esattamente il quando, dato per scontato, e fuori dal gergo militare indica per estensione un giorno strategico, importante, cruciale.

deadline (lett. linea morta) in italiano si può esprimere più precisamente con scadenza, data o termine ultimo, tassativo, improrogabile, invalicabile.

deal in italiano è più chiaramente un accordo, una vendita e anche un affare (e dealing è anche trattativa) L’anglicismo non è registrato dai dizionari, ma circola sulla stampa con questi significati e anche nei negozi nella locuzione price deal, cioè offerta speciale.

dealer in italiano è semplicemente un intermediario, operatore finanziario o agente di borsa indipendente, che opera per proprio conto proprio; talvolta è usato più genericamente come sinonimo di rivenditore, grossista, commerciante, affarista, venditore.

♦ debug (o anche ♦ debugging) letteralmente è l’individuazione e la correzione dei bachi (come bug, lett. cimice, è stato adattato in italiano) di un programma, quindi la revisione informatica, il testare un programma o un sistema, la fase di controllo e correzione.

♦ decanter è un recipiente di vetro (solitamente a base larga e con collo più stretto e allungato) utilizzata per la decantazione e ossigenazione del vino prima del suo consumo, e in italiano si può perfettamente esprimere con decantatore, oppure in senso lato con caraffa o recipiente (per la decantazione o ossigenazione del vino).

♦ decision maker (lett. fabbricatore di decisioni) in italiano si può esprimere con chi ha il potere di decidere, chi detiene la facoltà di prendere le decisioni e per estensione indica l’uomo che conta (per es. in un’azienda), chi decide, e dunque spesso il capo, il responsabile.

♦ decision making in italiano si può esprimere con il processo decisionale o decisorio.

♦ decoder in italiano si può esprimere più correttamente con decodificatore, riferito ad apparecchi elettronici che decodificano i segnali (per es. criptati o a pagamento) per trasformarli in un altro formato.

♦ deconding in italiano si può esprimere più correttamente con decodifica o decodificazione.

♦ decommissioning in italiano si può dire più chiaramente smantellamento (o procedimento e protocollo di chiusura) di una centrale nucleare, che implica anche la messa in sicurezza delle scorie radioattive.

♦ deejay è la trascrizione della sigla DJ che sta per disc jockey che in italiano è un presentatore (radiofonico o televisivo) di trasmissioni musicali o, nelle discoteche, chi seleziona i brani musicali.

♦ deep web in italiano si può esprimere letteralmente con web profondo, o più correttamente con rete, (internet) sommersa, e cioè quell’insieme di pagine non necessariamente web (ma anche disponibili con altri formati in rete) che non sono rintracciabili dai motori di ricerca, sono appunto sommerse o nascoste,  e contengono spesso materiali illegali (pedofilia, vendita armi e via dicendo).

♦ de-escalation in italiano si può dire più chiaramente diminuzione progressiva (per es. soprattutto delle armi militari, e in questo caso anche smantellamento), graduale attenuazione (decrescita o calo).

♦ default nel linguaggio economico si può dire più chiaramente con espressioni italiane come bancarotta, fallimento, impossibilità di pagare i debiti, stato di insolvenza. In informatica l’espressione ♦ di default (l’opzione proposta da un sistema in assenza di specifiche da parte dell’utente) si può rendere perfettamente con di base, automaticamente, in modo predefinito o preordinato (es.: l’impostazione di default cioè automaticamente prevista dal sistema).

♦ deficit spending nel linguaggio economico si può dire più chiaramente con l’espressione italiana spesa in disavanzo (lett. deficit, latinismo ricorrente in inglese con il significato di disavanzo + spending cioè spesa).

♦ delete indica il tasto che nelle tastiere in italiano si chiama cancella (abbreviato in canc).

♦ delisting indica l’eliminazione di una società dal listino della Borsa (per il venir meno dei requisiti) e in italiano si può rendere per esempio con dequotare, non registrato nei dizionari ma attestato nel linguaggio economico (talvolta virgolettato), declassamento o con locuzioni come eliminazione (esclusione rimozione e simili) dalla Borsa. In senso lato indica l’eliminazione di un nominativo da una lista, per cui depennamento, cancellazione, esclusione, soppressione, rimozione… da una lista.

♦ delivery order (lett. consegna + ordine) in italiano si può meglio dire ordine (o bolla) di consegna (la ricevuta che rilascia del vettore).

♦ demand in italiano è domanda, e l’anglicismo circola in locuzioni come on demande, cioè su richiesta, su domanda, per esempio la tv on demand eroga programmi su richiesta, cioè selezionabili o anche scaricabili (al contrario di quella tradizionale basata sui palinsesti delle fasce orarie).

♦ demo (lett. abbreviazione di demonstration) è un anglicismo che passa inosservato (si pronuncia come si scrive e non viola il nostro sistema linguistico, si trova sia al femminile sia al maschile) ma si può rendere anche con dimostrazione, o versione dimostrativa (per es. di un programma informatico).

♦ derby è ormai assimilato nel linguaggio calcistico, in uso da tempo e di difficile sostituzione; indica una partita, sfida o competizione concittadina, tra due squadre della stessa città o regione.

♦ deregulation in italiano si può rendere benissimo con deregolamentazione, e indica l’ eliminazione di norme e vincoli nelle trattative economiche o di affari; in alcuni contesti si può sostituire per esempio con semplificazione (burocratica), liberalizzazione (dai vincoli prestabiliti); per estensione significa a volte sregolatezza, sfrenatezza, inosservanza delle regole, e in senso lato anarchia.

♦ design è un anglicismo di ritorno che deriva dall’italiano disegno (industriale) che possiede ancora un’accezione equivalente, indica il modello, l’idea o ideazione, lo stile, l’aspetto, la progettazione, la linea di un prodotto: la sua forma e la funzionalità. Il termine circola in varie locuzioni come graphic design cioè la progettazione grafica; industrial design cioè la progettazione industriale; l’italian design cioè lo stile di progettazione italiano.

♦ designer in italiano è che si occupa del design, dunque della progettazione esterna e funzionale dei prodotti, e a seconda dei contesti può essere un architetto, un progettista, uno stilista, un grafico. Il termine circola in espressioni come industrial designer, cioè un disegnatore industriale o interior designer, cioè progettista di interni.

♦ desk (lett. scrivania a sua volta connesso con il nostro desco = banco, tavolo) indica la scrivania, il pannello (di controllo) o la postazione di un operatore al videoterminale, e per estensione, per esempio negli alberghi o negli aeroporti , è lo sportello o il bancone per le informazioni o le pratiche. In un’azienda è anche il reparto, la struttura organizzativa o il personale che gestisce un certo settore, per es. in un giornale è la redazione che organizza le informazioni (il desk dello sport o della cultura…).

♦ desktop  (lett. la parte superiore della scrivania) in italiano corrisponde alla scrivania rappresentata sullo schermo di un elaboratore o computer, quindi l’insieme delle icone, dei pulsanti, dei programmi e dei comandi. Viene usato come abbreviazione di ♦ desktop computer per indicare un computer da scrivania, da tavolo o fisso, in contrapposizione a quello portatile.

♦ desktop publishing (lett. editoria da tavolo) corrisponde a un sistema (o una postazione) editoriale, per la creazione e la pubblicazione di contenuti editoriali per es. attraverso un computer e una stampante, o un computer che permette di pubblicare in rete.

♦ destroyer è un termine internazionale per indicare un’imbarcazione della marina militare che in italiano si chiama più precisamente cacciatorpediniere.

♦ detective (originariamente abbreviazione di detective policeman cioè poliziotto) in italiano si può perfettamente rendere con investigatore o poliziotto (spesso privato), agente (investigativo). Si ritrova nella locuzione ♦ dective story che in italiano indica un libro (romanzo, racconto, film, fumetto, storia…) giallo, un poliziesco.

♦ detector in italiano è più precisamente un rilevatore, o anche rivelatore, cioè un apparecchio o uno strumento di rilevazione (per es. metaldetector per i metalli, negli aeroporti o nelle banche).

♦ detox in italiano si può dire più chiaramente detossinante, disintossicante, depurativo, cioè in grado di eliminare le tossine dal corpo (es. un trattamento o una dieta detox).

♦ developer in italiano si può dire più chiaramente sviluppatore.

♦ device in italiano si può dire più semplicemente dispositivo (elettronico), apparecchio, strumento, congegno, (unità) periferica (per es. i device mobile sono i cellulari, cioè i dispositivi mobili).

♦ devolution in italiano si può più chiaramente esprimere con devoluzione, cioè il decentramento (dei poteri), l’autonomia amministrativa dei poteri periferici (per es. delle regioni); impropriamente è usato talvolta come sinonimo di federalismo.

♦ digital art in italiano si può dire più chiaramente arte digitale.

♦ digital divide in italiano si può dire più chiaramente divario digitale (lo squilibrio nell’accesso delle tecnologie di Paesi arretrati o di individui non informatizzati) o anche elettronico o informatico.

♦ digital signature in italiano si può esprimere più chiaramente con firma digitale.

♦ dildo in italiano è un fallo o pene artificiale, un giocattolo sessuale fallico, e per estensione anche un vibratore.

♦ dimmer in italiano si può dire più chiaramente varialuce, interruttore (o reostato) per l’intensità della luce, regolatore di luminosità (o luce).

♦ direct marketing in italiano indica la vendita (o la strategia di vendita) senza intermediari, dal produttore al consumatore.

♦ directory, nel linguaggio informatico, in italiano è un indice (o lista) dei documenti (il sinonimo direttorio non è in uso) o degli archivi, memorizzati su disco o presenti in una cartella.

♦ disaster recovery in italiano è una procedura per le emergenze, un protocollo per (affrontare) le emergenze (o catastrofi) e nell’informatica è anche un sistema (protocollo o procedura) per il recupero dei dati, quindi il recupero dati in caso di danneggiamento o perdita.

♦ disc jockey in italiano è un presentatore (radiofonico o televisivo) di trasmissioni musicali o, nelle discoteche, chi seleziona i brani musicali.

♦ disco beach in italiano è uno stabilimento balneare attrezzato a discoteca notturna, quindi una discoteca in spiaggia o sul mare.

♦ disco dance in italiano si può dire più chiaramente con ballo da discoteca (soprattutto lo stile in voga negli anni Settanta).

♦ disco music in italiano si può dire semplicemente musica da discoteca, ballabile, ritmata.

♦ disclaimer in italiano si può indicare più chiaramente con (clausola) liberatoria (o anche esonerativa, uno sgravio o esclusione di responsabilità), e cioè un’avvertenza (dichiarazione o nota) indicata sui prodotti per tutelare il produttore da reclami, danni o responsabilità legali (talvolta in calce ai messaggi di posta elettronica), quindi anche una dichiarazione cautelativa o di tutela (nel caso del foglietto illustrativo dei farmaci corrisponde a bugiardino).

♦ disclosure in italiano è una rivelazione o un’ammissione; non è un lemma registrato dai dizionari come voce a sé, ma circola in locuzioni come ♦ disclosure agreement, cioè un contratto con penali nel caso si violino i termini di un accordo, e dunque una clausola di riservatezza o una penale (contrattuale); self disclosure è invece il rivelarsi o il raccontarsi, il parlare di sé (per es. nelle reti sociali o nelle conversazioni telematiche con sconosciuti); la voluntary disclosure è invece una collaborazione (o anche ammissione) volontaria, una sorta di autodenuncia per fare rientrare i patrimoni detenuti  illecitamente all’estero attraverso una sanatoria (quindi anche il rientro capitali detenuti all’estero).

♦ discount (lett. sconto) è una decurtazione di hard o shop discount che in italiano è un supermercato (o centro commerciale, punto vendita, negozio) di sconti, offerte speciali, prezzi al ribasso, sottocosto.

♦ dispenser in italiano si esprime più propriamente con dosatore, distributore, dispensatore, erogatore, ed è riferito spesso a dispositivi  automatici come le macchinette (distributori automatica) di caffè, bevande  o merendine, oppure i dosatori del sapone nei bagni, i distributori di sacchetti nei supermercati e via dicendo. In alcuni casi è semplicemente un espositore (con la possibilità di prelievo diretto da parte dell’acquirente).

♦ display in italiano si può indicare perfettamente con schermo o visore (per es. di un computer, un tabellone) e qualunque indicatore luminoso, quadro o quadrante (elettronico o digitale), dispositivo di visualizzazione di un apparecchio elettronico che fornisce il riepilogo di dati numerici o grafici (per es. un orologio, una obliteratrice di biglietti, un pannello di comando…).

♦ diving (lett. immersione) si usa in italiano spesso come abbreviazione di diving center, cioè una struttura o centro (per) immersioni, subacquei (sub) o sommozzatori , che può erogare corsi, affittare le attrezzature necessarie od organizzare le visite subacquee e la loro logistica.

♦ dj è la sigla per disc jockey che in italiano è un presentatore (radiofonico o televisivo) di trasmissioni musicali o, nelle discoteche, chi seleziona i brani musicali.

♦ docudrama (da documentary + dramma, cioè documentario e dramma) in italiano è un documentario sceneggiato con parti interpretate da attori, o un film basato su una ricostruzione storica.

♦ docufiction (da documentary + fiction) in italiano è un genere di sceneggiato o film che ricostruisce fatti storici reali (documentario) con inserti e tecniche basate sull’invenzione (fiction), quindi è un documentario (o ricostruzione storica) romanzato.

♦ docufilm (da documentary + film) in italiano è uno sceneggiato, film o documentario che ricostruisce fatti reali, anche se può essere più o meno storico o romanzato.

♦ docu-reality in italiano è un genere televisivo che ricostruisce situazioni di vita, cronaca o professioni reali con uno stile documentaristico, talvolta spettacolarizzato, e si può esprimere anche con la locuzione tv-verità.

♦ doggy-bag è una confezione (busta, sacchettoper alimenti) da asporto con cui il cliente di un ristorante può portare a casa il cibo non consumato, formalmente per il cane (da cui l’etimo: doggy = cagnolino e bag = busta). In italiano si può indicare anche con locuzioni come contenitore per gli avanzi  o simili.

♦ dog sitter, costruito sul modello di baby sitter, indica chi bada (cura, custodisce, porta a spasso, accompagna, assiste, nutre, sorveglia) ai cani in assenza (o al posto) del proprietario.

♦ do-it-yourself in italiano si può perfettamente dire fai da te.

♦ dolly in italiano si può indicare come carrello, piattaforma mobile o (piccola) gru per la telecamera e le riprese televisive o cinematografiche

♦ domain name registration in italiano si dice più precisamente registrazione nome dominio (dei siti in rete).

♦ domain name system (DNS) in italiano si esprime più precisamente  con il sistema dei nomi (o di denominazione) di dominio (dei siti in rete).

♦ don’t worry è un’espressione non presente nei dizionari, ma riportata nel parlato all’americana senza traduzione, che in italiano si esprime perfettamente con non preoccuparti, o con modi di dire equivalenti come stai sereno, sta tranquillo, nessun problema.

♦ door-to-door in italiano si esprime più precisamente  con porta a porta, riferito alle vendite di zona fatte casa per casa.

♦ doping in italiano si esprime più precisamente  con dopaggio o anche drogaggio; è riferito all’assunzione di sostanze vietate da parte degli atleti per migliorare le proprie prestazioni ma anche in senso lato, per es. il doping amministrativo, cioè l’evidenziare (sopravvalutare, pompare, ingigantire, millantare) i dati positivi del bilancio.

♦ dotcom in italiano corrisponde semplicemente a un’azienda tecnologica, una società che opera principalmente in rete, per esempio con il commercio elettronico, quindi una società di commercio elettronico, un’attività o impresa in rete.

♦ double significa doppio o duplice; non è un lemma registrato dai dizionari come voce a sé, ma si trova in varie locuzioni come ♦ double dip, una crisi economica altalenante, oscillante, a picchi, o con andamento a zigzag  (un periodo di ribasso seguito da rialzo e poi di nuovo un ribasso); ♦ double event, un duplice o doppio successo, per es. la duplice vittoria di un cavallo in due corse nella stessa giornata. (NB: double-face non è invece un anglicismo, ma un francesismo che si pronuncia alla francese e che equivale a reversibile, rovesciabile o anche trasformabile).

♦ down (lett.  sotto) si usa in espressioni colloquiali al posto di giù, basso, per es. oggi mi sento down, cioè mi sento giù, ho l’umore sotto i piedi, sono sottotono. Si usa al maiuscolo anche per indicare un individuo mongoloide (un termine oggi sempre meno usato) cioè affetto dalla sindrome di Down (dal nome del medico che ha studiato questa sindrome).

♦ dow-jones indica l’indice dei titoli (o delle azioni) della Borsa di New York (e per estensione la Borsa di New York, da Ch.H. Dow ed E.D. Jones che lo hanno messo a punto).

♦ downgrade (e downgrading), nel linguaggio economico, è più precisamente  il declassamento, la diminuzione, il ribasso del punteggio (stima o valutazione, in inglese rating) di una società o di un titolo.

♦ download in italiano si esprime più precisamente  con trasferimento o scaricamento (dei) dati (o anche la loro copia in locale). Questo termine non è mai stato tradotto in modo sistematico nelle interfacce dei programmi (per es. di posta elettronica) e si è perciò diffuso (al contrario per es. di attachment sostituito dalla traduzione allegato)  generando anche il gergale downloadare (cioè scaricare, trasferire o copiare).

♦ downshifting (lett. scelta verso il basso) in italiano esprime una scelta di vita basata su un lavoro meno redditizio ma meno logorante, e si può esprimere con semplicità volontaria, cioè la riduzione del lavoro, il ridimensionamento o abbassamento degli impegni lavorativi, la decrescita lavorativa consapevole, la revisione delle aspettative economiche, la scelta di lavorare meno, la rinuncia a un lavoro eccessivo, impegnativo o a tempo pieno per migliorare la propria qualità della vita (e avere più tempo per la famiglia o il tempo libero).

♦ downsizing, nel linguaggio economico, si può più chiaramente esprimere con riduzione del personale (o dei consumi), e corrisponde al ridimensionamento di una società, azienda, attività o impresa per renderla più snella e competitiva.

♦ dowtown in italiano si esprime più chiaramente  con il centro di una città (o centro cittadino).

♦ draft in italiano si esprime più precisamente  con bozza o stesura.

♦ drafting (da to draft = redigere) in italiano si esprime più precisamente  con redazione o stesura di un documento e in particolare di un atto legislativo.

♦ drag-and-drop in italiano si esprime perfettamente  con trascina e (ri)lascia, riferito ai programmi che consentono di spostare (trascinare) gli elementi grafici con il cursore per posizionarli con il rilascio in una zona dello schermo a piacere.

♦ drag queen in italiano è un artista travestito da donna, spesso omosessuale o transessuale, che si esibisce in spettacoli di varietà con fattezze e abiti femminili appariscenti o esagerati (drag era la veste femminile indossata dagli attori nel teatro, e queen = regina in senso metaforico).

♦ dragster in italiano è una vettura (veicolo, automobile) da accelerazione, un veicolo speciale e leggero utilizzato per le gare di accelerazione da fermi su rettilineo.

♦ drawback in italiano si esprime più precisamente  con rimborso, indennizzo, dazio (doganale) di ritorno, e indica la restituzione del dazio di importazione sulla materia prima quando il prodotto finito si esporta.

♦ dreadlok (anche al pl. dreadloks e abbreviato talvolta in dread) in italiano indica la tipica acconciatura rasta, i riccioli attorcigliati, aggrovigliati e infeltriti (da dread = spaventoso e lock = ricciolo).

♦ dream in italiano è sogno, e anche se non è registrato come voce a sé nei dizionari, si ritrova in alcune locuzioni come american dream, cioè il sogno americano (il mito dello stile americano), oppure dream team, cioè la squadra da sogno (o perfetta).

♦ dress code (lett. codice dell’abbigliamento) in italiano si esprime più precisamente  con le regole di abbigliamento, l’etichetta (o il galateo) del vestire a seconda dei contesti e delle occasioni, quindi indica l’abito (o il completo) adatto all’occasione (da ufficio, da matrimonio, da sera…), il saper vestire.

♦ dressing 1) in italiano si esprime più precisamente  con il vestire o il modo di vestire, lo stile dell’abbigliamento (es. il power dressing femminile, cioè il modo di vestire delle donne di potere, oppure vide dressing, cioè i capi firmati usati, di seconda mano). 2) è anche un condimento o salsa (per es. per insalate) che si prepara a parte prima dell’utilizzo.

♦ dribbling in italiano si può esprimere con scarto o anche (il poco frequente) dribblaggio.

♦ drink (da to drink = bere) indica una bevanda alcolica e in italiano si può anche indicare con un bicchiere (o anche calice, es. vuoi un drink? = vuoi un bicchiere? vuoi qualcosa di alcolico?). Per estensione indica anche un ricevimento o una festa in cui si serve qualcosa di alcolico (es. ho un invito per un drink).

♦ driver 1) nel linguaggio informatico, è semplicemente un programma per le periferiche, cioè che gestisce e fa funzionare i dispositivi collegati (per es. tastiera, stampante…). 2) nell’ippica è invece il guidatore (o conducente) del cavallo nel trotto.

♦ drive test in italiano si esprime più precisamente  con  prova (o collaudo) di guida.

♦ drop (anche al pl. drops, lett. goccia) è una caramella gommosa alla frutta.

♦ drugstore è una bottega o negozio tipicamente americano (spesso a orario continuato) che vende sia alimentari sia altre merci come cosmetici e corrisponde all’italiano drogheria o a emporio.

♦ dry in italiano si esprime più precisamente  con secco, il contrario di dolce, riferito al gusto degli alcolici (liquori, vini…).

♦ dual band in italiano si esprime più precisamente  con a doppia banda (a due bande o bibanda), riferito ai telefoni cellulari che operano in questo modo.

♦ dual sim  in italiano si esprime più precisamente con a doppia scheda (telefonica), riferito ai cellulari che supportano contemporaneamente due schede telefoniche.

♦ due diligenze, nel linguaggio economico, indica semplicemente un controllo (o una verifica) di bilancio accurato o approfondito.

♦ dumper in italiano è autocarro con cassone ribaltabile utilizzato per il trasporto di sabbia, ghiaia e materiale incoerente, quindi un autoribaltabile, un camion con cassone inclinabile.

♦ dumping in italiano è la politica di ribasso dei prezzi  delle merci esportate (rispetto al mercato interno), per conquistare i mercati esteri, dunque un’esportazione sottocosto, una svalutazione o ribassamento (internazionale) e anche una concorrenza sleale. Con l’espressione ♦ dumping sociale si indica invece l’inosservanza dei diritti dei lavoratori, del rispetto dell’ambiente, delle leggi sulla sicurezza e simili pratiche illecite che consentono di abbassare i costi, dunque un opportunismo produttivo, uno sfruttamento sociale, un’inadempienza delle garanzie (del lavoro), il non rispetto delle regole o dei requisiti, un sistema di produzione selvaggio per ottenere un maggior profitto.

♦ dune buggy in italiano è un veicolo attrezzato per viaggiare nel deserto, quindi un’auto da deserto (o da dune) o più semplicemente anche un fuoristrada adatto alle dune o alle escursioni nel deserto.

♦ duty free shop (abbreviato spesso in duty free) in italiano è un negozio esentasse, un punto vendita che gode dell’esenzione doganale, libero dalle tasse (o imposte aggiunte), una franchigia doganale o una zona franca che può perciò offrire prodotti a prezzi inferiori e che di solito è situato negli aeroporti internazionali, alle frontiere o sulle navi.