2017: più di metà delle parole dell’anno sono in inglese

Qualche giorno fa la Repubblica ha lanciato il sondaggio aperto ai lettori per individuare la parola dell’anno 2017, cioè quella che dovrebbe risultare maggiormente impressa nell’immaginario collettivo degli italiani. Si tratta di un giochetto che ammicca per esempio alla tradizione dell’Oxford Dictionary che quest’anno ha eletto come parola dell’anno youthquake, il terremoto dei giovani, e cioè il ritorno alla loro spinta propulsiva nella politica e nel mobilitarsi.

La cosa interessante del sondaggio di Repubblica è che si può votare tra una rosa di 15 parole già selezionate dal giornale come le più gettonate, e che tra queste 7 sono inglesi (tra cui fake news, come prevedibile) e 6 italiane (una è in latino, ius solis, e un’altra araba, intifada). Mi pare inquietante, ma allo stesso tempo significativo, che più di metà delle potenziali parole dell’anno siano in inglese. Questo la dice lunga sulla pervasività degli anglicismi e sulla loro frequenza, ma anche su dove sta andando la lingua italiana: anno dopo anno scivola inesorabilmente verso l’itanglese.

Possibile che più della metà delle parole più importanti del 2017 siano inglesi?

Certo, e i dati che si ricavano dai neologismi del nuovo Millennio registrati dai dizionari vanno nella stessa direzione: la metà sono anglicsmi. Nel Devoto Oli 2017 sono registrate 1.049 parole datate negli anni Duemila, e 509 sono inglesi, cioè quasi la metà. Se a queste si aggiungono gli anglicismi parzialmente adattati come whatsappare, googlare, spoilerare… la metà si supera decisamente. L’analisi dello Zingarelli 2017 restituisce dati leggermente più bassi ma simili: 178 parole inglesi su 412 parole datate XXI secolo, cui bisogna aggiungere i verbi  semiadattati.

Questo è lo specchio dell’italiano del Duemila, c’è poco da fare e poco da contestare.

Tornando alla Repubblica e alla parola dell’anno, ecco la rosa delle 15 parole più significative da votare:

■ biotestamento
curvy (perché non dire maggiorata, prosperosa, giunonica, tutta curve, curvilinea…?)
■ fake news (perché non dire bufale, false notizie, falsi…?)
■ femminicidio
■ hater (perché non dire odiatori, insultatori, provocatori, seminatori di zizzania, avvelenati…?)
■ impresentabile
■ influencer (perché non dire influenti, importanti, autorevoli, trascinatori…?)
■ intifada
■ ius soli

■ omofobia
■ paradise paper (perché non dire lista degli evasori e paradisi fiscali…?)
■ sexgate (perché non dire scandali sessuali…?)
■ spelacchio
■ vaccino
■ voucher (perché non dire tagliando, buono, cedola, ricevuta…?)

 

Comunque la pensiate… Auguri e buon Natale a tutti.

Aderisci alla compagna:

Io gli auguri li faccio in italiano!

(perché dire Merry Christmas, Happy christmas, Merry Xmas and happy new year e tutte queste analoghe formule aliene e insensate?)

Anglicismi con la E

Aggiornamento 15 settembre 2018: questa voce è stata ampliata e corretta e si può consultare su AAA.italofonia.info, nel dizionario delle Alternative Agli Anglicismi.

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Ecco l’elenco di 75 parole inglesi usate in italiano che cominciano con la lettera E. Come al solito, ogni anglicismo (anglismo o parola inglese che dir si voglia) viene innanzitutto spiegato, e poi affiancato dalle alternative italiane, dalle traduzioni e dai sinonimi.

Come sempre è un elenco in bozza e in divenire, aperto ai contributi e alle correzioni della rete… ogni commento e segnalazione sono graditi.

Parole inglesi con la E: alternative italiane, spiegazioni, traduzioni e sinonimi

 

♦ e- (abbr. di electronic) è un prefisso che si unisce ai sostantivi con il significato di elettronico (e-commerce, e-reader…) o digitale e anche virtuale (in alcuni casi sostituibile con –tele, per esempio e-job = telelavoro);in inglese si pronuncia i, anche se le pronunce adattate all’italiana come nel caso e-mail sarebbero del tutto legittime, benché i dizionari le riportino solo all’americana.

♦ early warning  in italiano è un primo avvertimento, un’ammonizione preventiva o un preavviso; l’espressione nasce nell’ambito dell’Unione Europea che rivolge questa primatirata d’orecchie” ai governi quando i bilanci sforano i tetti previsti dal trattato di Maastricht.

♦ easy in italiano è facile, e circola nel parlato in espressioni come è più easy, cioè è più facile. Ha assunto anche il significato di poco impegnativo, piacevole o confortevole in locuzioni come ambiente, moda o musica easy; ♦ easy listening indica invece la musica leggera, poco impegnativa, orecchiabile, di intrattenimento.

♦ e-banking (come home banking) in italiano è una banca elettronica o digitale, e indica anche il servizio bancario digitale, elettronico, da casa o in mobilità (mobile).

♦ e-bill in italiano è più chiaramente una fattura digitale o elettronica.

♦ e-bomb in italiano si chiama bomba E, cioè un ordigno elettromagnetico in grado di oscurare le reti elettriche e informatiche.

♦ e-book (e anche ebook) in italiano è un libro (ma anche un testo) elettronico o digitale, fruibile attraverso un ♦ ebook reader, perlopiù  decurtato in reader, cioè un lettore (di libri elettronici o digitali), un dispositivo portatile per la lettura, o anche un programma di lettura dei formati con cui i libri digitali sono codificati.

♦ e-business in italiano si può dire benissimo commercio elettronico e indica le attività di compravendita attraverso internet o il web, quindi le attività imprenditoriali (o l’imprenditoria) in rete.

♦ e-card in italiano corrisponde a una cartolina elettronica, digitale o virtuale.

♦ e-cigarette (abbr. anche in e-cig) in italiano si dice più chiaramente sigaretta elettronica.

♦ ecodesign in italiano si può esprimere più chiaramente con ecoprogettazione e consiste nel design (->) rispettoso dell’ambiente, a basso impatto ambientale, ecologico.

♦ eco friendly (lett. eco + friendly = amichevole) in italiano si può esprimere più chiaramente con ecologico, rispettoso dell’ambiente, favorevole (o attento) all’ambiente, verde.

♦ e-commerce in italiano si può dire più chiaramente commercio elettronico, in rete, via internet.

♦ e-conference in italiano si può dire più chiaramente videoconferenza, oppure convegno, dibattito, seminario via internet, in rete.

♦ economy 1) corrisponde in italiano al sistema economico, l’economia, e circola in espressioni come new economy, il sistema produttivo (o economico) basato sulla rete, i beni e i servizi digitali o virtuali, quindi il modello economico della rete, definito anche net economy e contrapposto alla old economy, l’economia tradizionale basata sulla produzione dei beni materiali. 2) Come decurtamento di economy class in italiano economy si può dire più chiaramente classe economica o turistica, che corrisponde alla vecchia terza classe di treni, navi o aerei.

♦ e-content in italiano si può dire più chiaramente contenuto digitale o elettronico.

♦ ecstasy (lett. estasi che però non è una traduzione in uso) è una droga anfetaminica, sintetica o chimica dagli effetti allucinogeni, e per estensione anche un allucinogeno.

♦ edging (da edge = confine, bordo)è una pratica erotica che consiste nel ritardare l’orgasmo per accrescerne l’intensità, e in italiano si può rendere con ritardo o prolungamento dell’orgasmo, controllo dell’orgasmo (o del piacere).

♦ editing in italiano è più chiaramente la revisione (redazionale), la redazione (genericamente la lavorazione), la cura; riferito soprattutto a un libro o a un testo, corrisponde all’editare e include anche la correzione bozze, il controllo di coerenza, la preparazione o stesura di indici e note, o la riscrittura delle parti meno felici; riferito a un filmato questa lavorazione include anche il montaggio, i tagli e le dissolvenze; nel caso di un programma informatico include anche la correzione dei bachi, il collaudo e la correzione del funzionamento.

♦ editor in italiano è più chiaramente il revisore, il curatore, il redattore che segue un testo da pubblicare, e nelle case editrici è anche chi seleziona o sceglie un testo che verrà pubblicato, quindi il responsabile editoriale, il redattore capo (o caporedattore), e in certi casi il direttore editoriale o di collana, che valuta e inserisce una proposta nel catalogo, oltre a seguirla dal punto di vista redazionale nei processi che portano alla sua pubblicazione. In informatica un editor è invece un programma di scrittura o di lavorazione, di  modifica di testi, immagini, suoni o filmati.

♦ educational in italiano è più chiaramente un educativo, un sussidio didattico, per es. un video o un programma che spiega e istruisce, quindi istruttivo.

♦ edutainment (contrazione di education = istruzione + entertainment = intrattenimento) in italiano è un genere editoriale che istruisce divertendo, dunque un approccio ludico all’apprendimento, una formazione spettacolo o spettacolarizzata,  e per estensione i contenuti di questo genere di insegnamenti divertenti, l’intrattenimento divulgativo o formativo.

♦ e-government in italiano è più chiaramente l’amministrazione digitale o attraverso la rete, dunque l’informatizzazione amministrativa.

♦ eHealt (lett. salute elettronica) in italiano è più chiaramente l’informatizzazione della sanità.

♦ e-ink è il nome commerciale dell’inchiostro elettronico, che simula l’effetto dell’inchiostro per esempio negli schermi magnetici.

e-job in italiano è più chiaramente il telelavoro o lavoro a distanza, reso possibile dalla rete.

♦ e-learning in italiano è più chiaramente l’apprendimento o la formazione telematica, attraverso la rete e i programmi multimediali, e dunque un programma di formazione o un corso in rete.

♦ election day in italiano si usa spesso per parlare di accorpamenti delle elezioni in una stessa data per motivi pratici o di risparmio, per es. politiche e amministrative, e si può rendere letteralmente con la giornata (o il giorno) delle elezioni.

♦ email (o e-mail) in italiano si può dire benissimo posta elettronica e indica anche un messaggio (missiva, lettera virtuale…) di posta elettronica (sottintende la decurtazione di message email), e anche il suo contenuto, oppure a volte indica anche l’indirizzo di posta elettronica (es. dammi la tua email = il tuo indirizzo).

♦ embed (lett. includere) circola per esempio nell’espressione codice embed, cioè un codice html che consente di incorporare all’interno di una pagina in rete un video che è collocato esternamente, quindi si può rendere in italiano con codice di incorporazione, di visualizzazione, di inserimento, di inglobamento, di inclusione.

♦ embedded (journalist) in italiano è un (giornalista) inviato di guerra al seguito di un esercito, quindi un aggregato alle truppe, un osservatore nelle file dei soldati (lett. inglobato, cioè protetto dall’esercito e dunque non completamente indipendente e senza una totale libertà di movimento).

♦ emoticon (da emotion = emozione + icon = icona) in italiano sono semplicemente le faccine o emoticone, come riportato dal Devoto Oli, che si compongono con i caratteri della tastiera, ed entrando nello specifico possono essere orizzontali (di derivazione giapponese, es. ^__^) o verticali – per es. :-). Le faccine che invece sono realizzate non con i caratteri ma come immagini, e dunque sono veri e propri pittogrammi, si chiamano emoji (al maschile secondo Devoto Oli e Zingarelli, e anche al femminile secondo la Treccani), un termine che ha un etimo che deriva dal giapponese (e = immagine e moji = lettera) anche se ci è arrivato attraverso applicazioni e programmi americani.

♦ empowerment  in italiano è la conquista (il raggiungimento o l’acquisizione) del proprio potenziale o del potere, sia a livello individuale (quindi l’autodeterminazione, la crescita) sia a livello sociale, per esempio nella politica o nel lavoro; quindi può esprimersi con il potenziamento, il processo di crescita, l’emancipazione o riqualificazione (l’empowerment delle donne nella politica, o nel mondo del lavoro), la scalata sociale, l’emergere.

♦ endorsement in italiano si può perfettamente esprimere con sostegno, appoggio o anche aiuto, riferito, soprattutto in ambito politico, ai personaggi famosi che si schierano in favore di un candidato o di un movimento. Dunque si può anche dire lo schierarsi con (a favore di), il promuovere (attraverso la propria immagine), l’aderire pubblicamente (o l’adesione pubblica), l’avallare (quindi l’avallo, l’adesione, la promozione, lo schieramento…). In ambito economico-amministrativo corrisponde invece all’italiano girata o trasferimento, mentre riferito alle compagnie di volo indica la sostituzione di un biglietto di una compagnia con quello di un’altra (lett. girata), quindi un cambio biglietto, una sostituzione, un passaggio di compagnia.

♦ endurance (lett. durata, resistenza) in italiano corrisponde a una gara di resistenza o di durata, riferito alle gare automobilistiche, motociclistiche o di motoscafi di lunga distanza (o percorso) o di lunga durata. L’endurance equestre è invece riferito alle competizioni a cavallo campestri.

♦ energy drink in italiano si può dire più chiaramente bevanda (o bibita) energetica, energizzante, tonificante, stimolante, rinforzante, vitaminica, che contiene sostanze vitaminiche come ginseng, guarana, caffeina… quindi anche un integratore.

♦ engineering in italiano si può dire più chiaramente ingegneria, progettazione e anche produzione e verifica di impianti, macchine o processi industriali basati sull’ingegneria, quindi la progettazione tecnica, l’organizzazione della produzione.

♦ enter, nelle tastiere, in italiano si chiama invio o (tasto di) conferma.

♦ entertainer in italiano si può dire più chiaramente intrattenitore o animatore e indica chi negli spettacoli intrattiene il pubblico in modo brillante e divertente, quindi può anche essere un presentatore.

♦ entertainment in italiano si può dire più chiaramente intrattenimento e indica un genere di spettacoli o di prodotti divertenti, di intrattenimento leggero, quindi di svago.

♦ entry level, riferito a prodotti spesso elettronici, in italiano si può dire più chiaramente (modello) di base o economico e indica il modello più semplice, di fascia bassa, senza fronzoli o senza accessori supplementari.

♦ environment (lett. ambiente) in italiano corrisponde a un ambiente (allestimento o spazio espositivo) coinvolgente, interattivo, multimediale, potenziato, tecnologico, per esempio quello di una mostra dove lo spettatore non è passivo, ma vive un’esperienza immersiva, totale (attraverso schermi, effetti sonori, luci…).

♦ e-paper  in italiano si può dire più chiaramente inchiostro elettronico.

♦ e-procurement in italiano si può dire più chiaramente approvvigionamento elettronico e indica le procedure per l’acquisto in rete di beni e servizi, e dunque le tecnologie (protocolli o procedure) di acquisto virtuali, i sistemi di compravendita elettronica, virtuale o in rete.

♦ e-publishing in italiano si può dire più chiaramente editoria in rete.

♦ e-reader è l’abbreviazione di ebook-reader (->), cioè un lettore.

♦ eros center in italiano si può dire più chiaramente centro (locale, struttura) erotico, cioè dove è possibile consumare rapporti sessuali a pagamento, e senza edulcorazioni ed eufemismi anglicizzati corrisponde a una casa di prostituzione, un bordello, un casino o un postribolo.

♦ esc, nelle tastiere, è l’abbreviazione di escape (->), cioè il tasto di uscita.

♦ escalation (lett. scalata) in italiano si può dire perfettamente aumento progressivo, crescita graduale o esponenziale, intensificazione (per es. della droga o di un qualunque fenomeno sociale), e dunque può essere spesso meglio rimpiazzato da il crescendo, l’intensificarsi, l’incremento, l’esplosione o il dilagare di un fenomeno e, in senso negativo anche la spirale (la spirale della droga).

♦ escape, nelle tastiere (abbreviato anche in esc), in italiano è il tasto di uscita, e in generale indica il comando per uscire da un programma, l’uscita dal programma o l’annullare (o annullamento) dell’ultimo comando.

♦ escort (lett. accompagnatore) un tempo indicava chi (uomo o  donna) accompagnava dietro compenso qualcuno in occasioni mondane o in viaggi (escort turistico), ma dagli anni Duemila la parola a un’accezione quasi esclusivamente femminile, accompagnatrice, che è diventata un sinonimo eufemistico di  prostituta di lusso, che oltre al ruolo di accompagnatrice è disponibile anche a prestazioni sessuali.

♦ e-shopping in italiano si può dire più chiaramente acquisti (compere, spesa)  in rete, via internet, e talvolta è anche sinonimo di e-commerce (->), cioè commercio elettronico.

♦ e-signature in italiano si può dire più chiaramente firma elettronica.

♦ establishment in italiano si può dire più chiaramente classe dirigente,  e indica chi detiene il potere politico o economico, e quindi per estensione il potere (costituito), il sistema, le istituzioni, la dirigenza, i vertici, la gerarchia (istituzionalizzata).

♦ e-store in italiano si può dire più chiaramente negozio virtuale, punto vendita in rete.

♦ eurobond in italiano si può dire più chiaramente eurobbligazione.

♦ evergreen (lett. sempreverde) in italiano si può esprimere più chiaramente con intramontabilesempre di moda (o attuale), sempreverde, riferito a persone e a cose, per esempio a brani musicali, e quindi anche un classico.

♦ e-voting in italiano si può dire più chiaramente voto elettronico.

♦ e-work in italiano si può dire più chiaramente telelavoro.

♦ e-worker in italiano si può dire più chiaramente telelavoratore.

♦ executive in italiano si può dire più chiaramente dirigente (o quadro aziendale) di solito di alto livello, e quindi alto funzionario, chi ha poteri operativi, per cui per es. anche l’amministratore delegato. Come aggettivo si riferisce a volte a ciò che riguarda gli uomini di affari, per es. una valigetta executive, cioè aziendale (per es. una ventiquattrore), oppure un jet executive, cioè un aereo privato dirigenziale, di rappresentanza (aziendale); un ♦ executive office è un ufficio amministrativo.

♦ exit poll (lett. voto all’uscita) è un’espressione entrata in uso senza molte alternative, ma si può esprimere in italiano con sinonimie secondarie come sondaggio a caldo, sondaggio (basato) sulle dichiarazioni di voto all’uscita dei seggi.

♦ exit strategy in italiano si può dire più chiaramente piano (o strategia) di uscita, riferito per es. all’uscita da conflitti bellici contenendo i danni (economici, di vite o di immagine).

♦ expertise in italiano si può dire più chiaramente esperienza, competenza, conoscenza specifica (o specializzazione), retroterra culturale, e anche un’abilità, o l’insieme delle capacità; a volte indica una certificazione (di autenticità o di valore, per es. di un’opera d’arte) quindi una perizia.

♦ export in italiano si può dire più chiaramente esportazione; ♦ export-import è il complesso delle attività di esportazione e importazione di un’azienda o di un Paese.

♦ extension (lett. estensione) in italiano si può esprimere con allungamento dei capelli, cioè l’applicazione di ciocche artificiali o naturali fissate ai capelli veri, e anche le ciocche innestate, artificiali, posticce , dunque si può dire anche estensione, innesto (delle ciocche).

♦ extra-large (abbr. in XL) in italiano è una taglia molto larga o grande degli indumenti di serie secondo la classificazione americana, cioè una taglia forte.

♦ extra-small (abbr. in XS) in italiano è una taglia molto piccola degli indumenti di serie secondo la classificazione americana.

♦ extra-time, nel linguaggio sportivo, in italiano si dice più chiaramente recupero o tempo di recupero.

♦ eyeliner in italiano indica il trucco (per il contorno) occhi, che è liquido si applica con un pennellino, al contrario della matita per gli occhi, che comunque genericamente può essere un sinonimo insieme a trucco occhi che è un’etichetta usata anche nelle profumerie per esporre questo tipo di prodotti.

♦ e-zine in italiano si dice più semplicemente rivista elettronica o digitale, telematica, in rete.

Fake news è l’anglicismo dell’anno?

 

Ogni anno, nei dizionari, vengono registrati numerosi nuovi anglicismi, ma non è facile stabilire esattamente quanti siano, perché le cose variano a seconda dei vocabolari e dei criteri lessicografici che vengono impiegati.

Ogni anno entrano nella nostra lingua dai 30 ai 74 anglicismi

Da un confronto tra gli anglicismi registrati nel Devoto Oli 1990 e quello del 2017, per esempio, si è passati da circa 1.600 a 3.500, il che porta a una media di 74 all’anno (se guardiamo ai dati grezzi). Dal confronto tra lo Zingarelli 1995 e 2017, invece, da circa 1.800 si passa a 2.750, e quindi la media è di 43 all’anno. L’analisi del Gabrielli 2011 e quello del 2015, vede invece un aumento da 2.428 a 2.547, e quindi una media di 30 all’anno (come ho provato a ricostruire nel grafico).

grafico entrata anglicismi

Queste differenze dipendono anche dai criteri lessicografici impiegati: è possibile fare di ogni anglicismo una voce (o meglio un lemma), come tende a fare il Devoto Oli  che per esempio registra computer art o computer music come voci a sé, oppure registrare queste due espressioni all’interno della voce computer, come fa lo Zingarelli, con il risultato che le locuzioni non sono considerate lemmi a sé stanti e i numeri cambiano.

Un altro modo per indagare sulla questione è quello di lanciare delle ricerche incrociate sugli archivi digitali utilizzando le datazioni, per esempio richiedendo tutti gli anglicismi del nuovo Millennio.

Se cerchiamo gli anglicismi del nuovo Millennio del Devoto Oli vediamo perciò che sono “solo” 509 (una media di 29 l’anno), mentre per lo Zingarelli sono 178 (circa 10 l’anno). Ma le ricerche per datazione non restituiscono dati attendibili: questo criterio di indagine presenta molte lacune, perché le datazioni indicate dai dizionari non corrispondono all’anno in cui il dizionario ha registrato la parola, bensì a quando la parola è comparsa nelle fonti scritte, il che è ben diverso. Per capirci: nel Devoto Oli 2017 le parole account e accountability sono datate rispettivamente 1984 e 1988, ma controllando sull’edizione del 1995 si vede che nessuna delle due era stata ancora registrata. Ciò è avvenuto successivamente. Il motivo è che, per entrare nel dizionario, una parola deve non solo circolare, ma anche stabilizzarsi; non deve essere un occasionalismo passeggero, ma deve avere una diffusione tale da farla ritenere destinata a durare. Per questo motivo alcune parole possono circolare anche per un decennio prima di essere annoverate. E così cd-rom, datato 1988, è stato registrato solo nel 2005, esattamente come blog, datato 2000. Dunque, questo criterio di ricerca fornisce numeri molto più bassi di quelli reali: account, accountability, cd-rom… di fatto sono stati inclusi nel nuovo Millennio, eppure dalle datazioni sembrerebbero essere lemmi del secolo scorso, quando erano in realtà poco più di occasionalismi non ancora stabilizzati.

Fatte queste precisazioni, e al di là delle datazioni indicate, in un dizionario entra una quantità annuale di anglicismi compresa tra 74 (media del Devoto Oli 1990-2017) e 30 del Gabrielli (media calcolata su soli 4 anni), e dunque da 6 a 2,5 al mese. Ma fuori dai dizionari la nuvola delle parole inglese che ci avvolge è più vasta.

Qual è l’anglicismo dell’anno?

Mi chiedevo quale tra gli anglicismi non registrati dai dizionari si sia imposto nel 2017 con maggiore frequenza e pervasività.

Tra i più diffusi e coriacei c’è sicuramente black friday, apparso timidamente da qualche anno, emerso l’anno scorso, ma quest’anno esploso oltre ogni misura sulle vetrine dei negozi, al punto che è ormai impossibile che non venga registrato dai dizionari futuri. Eppure, a pelle, l’anglicismo più pervasivo è un altro: fake news.

L’analisi degli archivi del Corriere della Sera è impressionante: dalle 13 occorrenze del 2016 si è passati a 410 del 2017 (a oggi, ma l’anno non è ancora finito), mentre le ricerche nelle pagine in italiano su Google presentano 68.600 pagine datate 2017 contro 85.100 nell’intervallo tra il 2000 e il 2016 (da spalmare su 16 anni!).

FakeNews

Se sul Corriere cerchiamo invece una delle possibili alternative italiane, per esempio bufale (pur tenendo conto dell’approssimazione dovuta alla sinonimia del termine che in qualche caso potrebbe indicare anche gli animali, invece delle false notizie), si vede che nel 2017 il termine ricorre 178 volte, mentre nel 2016 ricorreva 98 volte. In sintesi: fino all’anno scorso si usavano termini italiani, ma improvvisamente da quest’anno si è cominciato a dirlo in inglese, proprio mentre il tema delle bufale aumentava di rilevanza, soprattutto nei titoli dei giornali.

Questo fenomeno della “stereotipia” del linguaggio mediatico, che usa preferibilmente le stesse espressioni, invece di usare i sinonimi (il concetto di “stereotipia” nei media è stato enunciato da Maurizio Dardano, ne: Il linguaggio dei giornali italiani, Laterza, Bari-Roma, 1986, p. 236) non è dovuto certo alla mancanza di alternative (bufale, falsi, false notizie…) e nemmeno al solito “alibi” per cui l’inglese sarebbe preferito per la sua sinteticità (bufale è più corto di fake news, e in teoria dovrebbe essere più funzionale nei titoli dei giornali, che però preferiscono l’inglese).

I motivi sono altri, per prima cosa la preferenza nasce dal fatto che i giornali partono tutti dalle stesse fonti, per lo più americane, che tendono a ripetere senza porsi il problema di tradurle (per pigrizia o fretta), ma soprattutto perché l’inglese è una moda e suona più evocativo e funzionale alla diffusione delle novità. E se questa moda insensata non cambierà, continueremo a importare anglicismi in modo sempre più massiccio mentre l’italiano si trasformerà progressivamente sempre più in itanglese.

Se qualcuno ha da segnalare altri anglicismi più eclatanti di fake news, esplosi nel 2017, è il benvenuto: il titolo dell’anglicismo dell’anno è aperto!

 

PS
Le bufale o le notizie false non sono affatto qualcosa di nuovo: una delle più antiche si potrebbe individuare nella battaglia di Qadesh, nel 1200 a.C., che Ramses II presentò come la sua grande vittoria contro gli Ittiti attraverso un’epica pomposa e autocelebrativa rappresentata sui piloni dei maggiori templi egizi, anche se in realtà l’esito della battaglia fu un pareggio, e gli Egizi non ottennero affatto il loro scopo: il controllo della zona rimase ittita.

Anglicismi con la D (136 alternative)

Aggiornamento 15 settembre 2018: questa voce è stata ampliata e corretta e si può consultare su AAA.italofonia.info, nel dizionario delle Alternative Agli Anglicismi.

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Il dizionario delle alternative italiane agli anglicismi continua con la lettera D (136 voci). Come al solito è una bozza in divenire e conto sulle segnalazioni dei lettori per individuare refusi, miglioramenti e lacune.

 

♦ daisy cutter è una bomba al fosforo che esplode a un metro da terra facendo terra bruciata, e in italiano si esprime più propriamente attraverso il calco: (bomba) taglia-margherite.

♦ dalton  (da John Dalton, 1766-1844) in chimica è l’unità di misura delle masse atomiche.

♦ damping in fisica è la diminuzione di ampiezza di una oscillazione, quindi in italiano si può esprimere perfettamente con smorzamento o attenuazione.

♦ dance non è una voce a sé nei dizionari, ma ricorre in varie locuzioni con il significato di ballo o danza, come la break dance, o la lap dance, cioè il ballo (erotico) attorno a un palo. La social dance in italiano si esprime più chiaramente con ballo di gruppo; e la  tap dance è il tip tap.

♦ dance floor in italiano è più precisamente la pista da ballo.

♦ dance music in italiano è più chiaramente la musica da ballo, da discoteca, ritmata.

♦ dancing in italiano si dice più chiaramente discoteca o sala da ballo, l’anglicismo è ormai utilizzato solo per i locali da ballo di liscio o di musica da ballo tradizionale, più che moderna, e il corrispondente italiano in questo caso è balera.

♦ dandy in italiano indica un damerino, un personaggio alla moda, un modaiolo, chi veste elegante, ha gusti raffinati, ed è quindi un elegantone, o anche un esteta.

♦ dark (lett. scuro, e anche nero) evoca una moda giovanile e anche musicale caratterizzata da abbigliamento nero o dai colori scuri, trucco scuro e pesante, atteggiamento mistico-religioso e con una vena di pessimismo, legato ai simboli della morte (teschi, scheletri…). Per estensione si può definire in italiano con aggettivi e locuzioni come di stile tenebroso, decadente, pessimista e anche mistico.

♦ dark lady indica come il francesismo femme fatale, una donna fatale, spregiudicata, seduttrice, dal fascino irresistibile (al punto di morirne).

♦ dark room indica le stanze in cui, in certi locali, è possibile consumare incontri sessuali al buio, perché poco illuminate e perché gli incontri sono spesso tra sconosciuti. La traduzione letterale camera oscura indica lo stanzino buio per lo sviluppo delle fotografie, il nuovo significato potrebbe essere reso con lo stesso calco ma non è in uso; tre le sinonimie e le locuzioni equivalenti si può pensare a stanza a luci rosse, al buio, per gli incontri, il sesso, appartata

♦ darts (lett. dardi) in italiano è più chiaramente il gioco delle freccette.

♦ data in italiano corrisponde ai dati o all’insieme dei dati che si possono elaborare con vari sistemi informatici. Il termine circola in molte locuzioni come ♦ data entry, che in italiano si esprime più precisamente con inserimento dati; ♦ data mining (lett. estrazione dei dati) indica l’elaborazione dei dati di grandi archivi che produce nuove conoscenze, e quindi si può rendere per esempio con elaborazione delle informazioni o estrazione (euristica ) dei dati; ♦ data processing è più semplicemente l’elaborazione dati o delle informazioni.

♦ database (che si può pronunciare anche all’italiana, come è scritto) in italiano è più precisamente un archivio (informatico di dati), o una banca dati (anche base dati).

♦ date in italiano è data, e l’anglicismo, anche se non è presente come voce a sé nei dizionari, circola in locuzioni come up-to-date, cioè aggiornato, oppure save to date, letteralmente salva la data, usato nel senso di segnalo sull’agenda, ricorda la data (di un evento o di un appuntamento), quindi non dimenticare, memorizza.

♦ dating (lett. il fissare una data per un appuntamento) in italiano si può rendere con l’incontrarsi, il darsi un appuntamento soprattutto in vista di relazioni sessuali o amorose, o comunque per conoscersi. È legato soprattutto agli incontri tra sconosciuti che si sono relazionati in rete, e quindi il dating online è un appuntamento (talvolta al buio) per via telematica, o attraverso la rete, mentre un sito di dating è un sito di incontri (o per fare nuove conoscenze).

♦ day (giorno) circola in molte locuzioni e talvolta costituisce il secondo elemento di parole composte come il Columbus-day (il giorno di Colombo) e cioè la ricorrenza, la celebrazione o la giornata dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo (impropriamente definita dal punto di vista eurocentrico la scoperta dell’America); oppure l’election day e cioè il giorno delle elezioni; o ancora il memorial day la giornata della memoria, e tutta una serie di altre “giornate” come il family day (la giornata della famiglia); l’open day delle scuole, cioè la giornata aperta alle visite, o il giorno di apertura al pubblico…

♦ day after (lett. il giorno dopo) deriva dal film The day after (N. Meyer, 1983) incentrato sulle conseguenze di un’esplosione nucleare, per estensione indica il giorno dopo di un qualunque evento eclatante che comporta conseguenze e cambiamenti: il day after dell’11 settembre, dei mondiali di calcio, di un’elezione politica…

♦ day by day in italiano si può dire più chiaramente giorno per giorno, e si riferisce ad attività quotidiane o giornaliere.

day care in italiano è più precisamente un centro di assistenza diurno (per malati, anziani o per la sorveglianza dei bambini fuori dagli orari scolastici) e per estensione anche l’attività di assistenza diurna.

♦ day hospital in italiano è un ospedale diurno, una clinica o struttura sanitaria per l’ospedalizzazione diurna, e per estensione anche il ricovero temporaneo, diurno o in giornata (e anche veloce) per esempio per gli esami o le terapie in ospedale ma con il pernottamento o degenza a casa propria.

♦ daylight (lett. luce del giorno) in italiano indica un sistema di illuminazione naturale, che riproduce gli effetti della luce del giorno.

♦ day surgery in italiano è una struttura ospedaliera per interventi chirurgici diurni, dunque per interventi ambulatoriali che non prevedono il ricovero. Per estensione è anche l’intervento (chirurgico) ambulatoriale, veloce o in giornata.

♦ day to day in italiano si può dire più chiaramente giornaliero, di ogni giorno, quotidiano.

♦ day trader in italiano indica chi compra e rivende azioni o prodotti finanziari nell’arco della stessa giornata, per fare profitti rapidi, quindi è un operatore di Borsa che opera investimenti giornalieri, a brevissimo termine o nell’arco di poche ore, un investitore che gioca sulle oscillazioni giornaliere.

♦ day trading (lett. compravendita giornaliera) in italiano è la strategia di compravendita di titoli e azioni giornaliera, nell’arco di poche ore, spesso basata sui sistemi di compravendita in rete.

♦ D-day è il giorno fissato per un’operazione militare segreta, riferito spesso allo sbarco in Normandia degli americani nel 1944. In italiano si può rendere per esempio con il giorno X, che non specifica esattamente il quando, dato per scontato, e fuori dal gergo militare indica per estensione un giorno strategico, importante, cruciale.

deadline (lett. linea morta) in italiano si può esprimere più precisamente con scadenza, data o termine ultimo, tassativo, improrogabile, invalicabile.

deal in italiano è più chiaramente un accordo, una vendita e anche un affare (e dealing è anche trattativa) L’anglicismo non è registrato dai dizionari, ma circola sulla stampa con questi significati e anche nei negozi nella locuzione price deal, cioè offerta speciale.

dealer in italiano è semplicemente un intermediario, operatore finanziario o agente di borsa indipendente, che opera per proprio conto proprio; talvolta è usato più genericamente come sinonimo di rivenditore, grossista, commerciante, affarista, venditore.

♦ debug (o anche ♦ debugging) letteralmente è l’individuazione e la correzione dei bachi (come bug, lett. cimice, è stato adattato in italiano) di un programma, quindi la revisione informatica, il testare un programma o un sistema, la fase di controllo e correzione.

♦ decanter è un recipiente di vetro (solitamente a base larga e con collo più stretto e allungato) utilizzata per la decantazione e ossigenazione del vino prima del suo consumo, e in italiano si può perfettamente esprimere con decantatore, oppure in senso lato con caraffa o recipiente (per la decantazione o ossigenazione del vino).

♦ decision maker (lett. fabbricatore di decisioni) in italiano si può esprimere con chi ha il potere di decidere, chi detiene la facoltà di prendere le decisioni e per estensione indica l’uomo che conta (per es. in un’azienda), chi decide, e dunque spesso il capo, il responsabile.

♦ decision making in italiano si può esprimere con il processo decisionale o decisorio.

♦ decoder in italiano si può esprimere più correttamente con decodificatore, riferito ad apparecchi elettronici che decodificano i segnali (per es. criptati o a pagamento) per trasformarli in un altro formato.

♦ deconding in italiano si può esprimere più correttamente con decodifica o decodificazione.

♦ decommissioning in italiano si può dire più chiaramente smantellamento (o procedimento e protocollo di chiusura) di una centrale nucleare, che implica anche la messa in sicurezza delle scorie radioattive.

♦ deejay è la trascrizione della sigla DJ che sta per disc jockey che in italiano è un presentatore (radiofonico o televisivo) di trasmissioni musicali o, nelle discoteche, chi seleziona i brani musicali.

♦ deep web in italiano si può esprimere letteralmente con web profondo, o più correttamente con rete, (internet) sommersa, e cioè quell’insieme di pagine non necessariamente web (ma anche disponibili con altri formati in rete) che non sono rintracciabili dai motori di ricerca, sono appunto sommerse o nascoste,  e contengono spesso materiali illegali (pedofilia, vendita armi e via dicendo).

♦ de-escalation in italiano si può dire più chiaramente diminuzione progressiva (per es. soprattutto delle armi militari, e in questo caso anche smantellamento), graduale attenuazione (decrescita o calo).

♦ default nel linguaggio economico si può dire più chiaramente con espressioni italiane come bancarotta, fallimento, impossibilità di pagare i debiti, stato di insolvenza. In informatica l’espressione ♦ di default (l’opzione proposta da un sistema in assenza di specifiche da parte dell’utente) si può rendere perfettamente con di base, automaticamente, in modo predefinito o preordinato (es.: l’impostazione di default cioè automaticamente prevista dal sistema).

♦ deficit spending nel linguaggio economico si può dire più chiaramente con l’espressione italiana spesa in disavanzo (lett. deficit, latinismo ricorrente in inglese con il significato di disavanzo + spending cioè spesa).

♦ delete indica il tasto che nelle tastiere in italiano si chiama cancella (abbreviato in canc).

♦ delisting indica l’eliminazione di una società dal listino della Borsa (per il venir meno dei requisiti) e in italiano si può rendere per esempio con dequotare, non registrato nei dizionari ma attestato nel linguaggio economico (talvolta virgolettato), declassamento o con locuzioni come eliminazione (esclusione rimozione e simili) dalla Borsa. In senso lato indica l’eliminazione di un nominativo da una lista, per cui depennamento, cancellazione, esclusione, soppressione, rimozione… da una lista.

♦ delivery order (lett. consegna + ordine) in italiano si può meglio dire ordine (o bolla) di consegna (la ricevuta che rilascia del vettore).

♦ demand in italiano è domanda, e l’anglicismo circola in locuzioni come on demande, cioè su richiesta, su domanda, per esempio la tv on demand eroga programmi su richiesta, cioè selezionabili o anche scaricabili (al contrario di quella tradizionale basata sui palinsesti delle fasce orarie).

♦ demo (lett. abbreviazione di demonstration) è un anglicismo che passa inosservato (si pronuncia come si scrive e non viola il nostro sistema linguistico, si trova sia al femminile sia al maschile) ma si può rendere anche con dimostrazione, o versione dimostrativa (per es. di un programma informatico).

♦ derby è ormai assimilato nel linguaggio calcistico, in uso da tempo e di difficile sostituzione; indica una partita, sfida o competizione concittadina, tra due squadre della stessa città o regione.

♦ deregulation in italiano si può rendere benissimo con deregolamentazione, e indica l’ eliminazione di norme e vincoli nelle trattative economiche o di affari; in alcuni contesti si può sostituire per esempio con semplificazione (burocratica), liberalizzazione (dai vincoli prestabiliti); per estensione significa a volte sregolatezza, sfrenatezza, inosservanza delle regole, e in senso lato anarchia.

♦ design è un anglicismo di ritorno che deriva dall’italiano disegno (industriale) che possiede ancora un’accezione equivalente, indica il modello, l’idea o ideazione, lo stile, l’aspetto, la progettazione, la linea di un prodotto: la sua forma e la funzionalità. Il termine circola in varie locuzioni come graphic design cioè la progettazione grafica; industrial design cioè la progettazione industriale; l’italian design cioè lo stile di progettazione italiano.

♦ designer in italiano è che si occupa del design, dunque della progettazione esterna e funzionale dei prodotti, e a seconda dei contesti può essere un architetto, un progettista, uno stilista, un grafico. Il termine circola in espressioni come industrial designer, cioè un disegnatore industriale o interior designer, cioè progettista di interni.

♦ desk (lett. scrivania a sua volta connesso con il nostro desco = banco, tavolo) indica la scrivania, il pannello (di controllo) o la postazione di un operatore al videoterminale, e per estensione, per esempio negli alberghi o negli aeroporti , è lo sportello o il bancone per le informazioni o le pratiche. In un’azienda è anche il reparto, la struttura organizzativa o il personale che gestisce un certo settore, per es. in un giornale è la redazione che organizza le informazioni (il desk dello sport o della cultura…).

♦ desktop  (lett. la parte superiore della scrivania) in italiano corrisponde alla scrivania rappresentata sullo schermo di un elaboratore o computer, quindi l’insieme delle icone, dei pulsanti, dei programmi e dei comandi. Viene usato come abbreviazione di ♦ desktop computer per indicare un computer da scrivania, da tavolo o fisso, in contrapposizione a quello portatile.

♦ desktop publishing (lett. editoria da tavolo) corrisponde a un sistema (o una postazione) editoriale, per la creazione e la pubblicazione di contenuti editoriali per es. attraverso un computer e una stampante, o un computer che permette di pubblicare in rete.

♦ destroyer è un termine internazionale per indicare un’imbarcazione della marina militare che in italiano si chiama più precisamente cacciatorpediniere.

♦ detective (originariamente abbreviazione di detective policeman cioè poliziotto) in italiano si può perfettamente rendere con investigatore o poliziotto (spesso privato), agente (investigativo). Si ritrova nella locuzione ♦ dective story che in italiano indica un libro (romanzo, racconto, film, fumetto, storia…) giallo, un poliziesco.

♦ detector in italiano è più precisamente un rilevatore, o anche rivelatore, cioè un apparecchio o uno strumento di rilevazione (per es. metaldetector per i metalli, negli aeroporti o nelle banche).

♦ detox in italiano si può dire più chiaramente detossinante, disintossicante, depurativo, cioè in grado di eliminare le tossine dal corpo (es. un trattamento o una dieta detox).

♦ developer in italiano si può dire più chiaramente sviluppatore.

♦ device in italiano si può dire più semplicemente dispositivo (elettronico), apparecchio, strumento, congegno, (unità) periferica (per es. i device mobile sono i cellulari, cioè i dispositivi mobili).

♦ devolution in italiano si può più chiaramente esprimere con devoluzione, cioè il decentramento (dei poteri), l’autonomia amministrativa dei poteri periferici (per es. delle regioni); impropriamente è usato talvolta come sinonimo di federalismo.

♦ digital art in italiano si può dire più chiaramente arte digitale.

♦ digital divide in italiano si può dire più chiaramente divario digitale (lo squilibrio nell’accesso delle tecnologie di Paesi arretrati o di individui non informatizzati) o anche elettronico o informatico.

♦ digital signature in italiano si può esprimere più chiaramente con firma digitale.

♦ dildo in italiano è un fallo o pene artificiale, un giocattolo sessuale fallico, e per estensione anche un vibratore.

♦ dimmer in italiano si può dire più chiaramente varialuce, interruttore (o reostato) per l’intensità della luce, regolatore di luminosità (o luce).

♦ direct marketing in italiano indica la vendita (o la strategia di vendita) senza intermediari, dal produttore al consumatore.

♦ directory, nel linguaggio informatico, in italiano è un indice (o lista) dei documenti (il sinonimo direttorio non è in uso) o degli archivi, memorizzati su disco o presenti in una cartella.

♦ disaster recovery in italiano è una procedura per le emergenze, un protocollo per (affrontare) le emergenze (o catastrofi) e nell’informatica è anche un sistema (protocollo o procedura) per il recupero dei dati, quindi il recupero dati in caso di danneggiamento o perdita.

♦ disc jockey in italiano è un presentatore (radiofonico o televisivo) di trasmissioni musicali o, nelle discoteche, chi seleziona i brani musicali.

♦ disco beach in italiano è uno stabilimento balneare attrezzato a discoteca notturna, quindi una discoteca in spiaggia o sul mare.

♦ disco dance in italiano si può dire più chiaramente con ballo da discoteca (soprattutto lo stile in voga negli anni Settanta).

♦ disco music in italiano si può dire semplicemente musica da discoteca, ballabile, ritmata.

♦ disclaimer in italiano si può indicare più chiaramente con (clausola) liberatoria (o anche esonerativa, uno sgravio o esclusione di responsabilità), e cioè un’avvertenza (dichiarazione o nota) indicata sui prodotti per tutelare il produttore da reclami, danni o responsabilità legali (talvolta in calce ai messaggi di posta elettronica), quindi anche una dichiarazione cautelativa o di tutela (nel caso del foglietto illustrativo dei farmaci corrisponde a bugiardino).

♦ disclosure in italiano è una rivelazione o un’ammissione; non è un lemma registrato dai dizionari come voce a sé, ma circola in locuzioni come ♦ disclosure agreement, cioè un contratto con penali nel caso si violino i termini di un accordo, e dunque una clausola di riservatezza o una penale (contrattuale); self disclosure è invece il rivelarsi o il raccontarsi, il parlare di sé (per es. nelle reti sociali o nelle conversazioni telematiche con sconosciuti); la voluntary disclosure è invece una collaborazione (o anche ammissione) volontaria, una sorta di autodenuncia per fare rientrare i patrimoni detenuti  illecitamente all’estero attraverso una sanatoria (quindi anche il rientro capitali detenuti all’estero).

♦ discount (lett. sconto) è una decurtazione di hard o shop discount che in italiano è un supermercato (o centro commerciale, punto vendita, negozio) di sconti, offerte speciali, prezzi al ribasso, sottocosto.

♦ dispenser in italiano si esprime più propriamente con dosatore, distributore, dispensatore, erogatore, ed è riferito spesso a dispositivi  automatici come le macchinette (distributori automatica) di caffè, bevande  o merendine, oppure i dosatori del sapone nei bagni, i distributori di sacchetti nei supermercati e via dicendo. In alcuni casi è semplicemente un espositore (con la possibilità di prelievo diretto da parte dell’acquirente).

♦ display in italiano si può indicare perfettamente con schermo o visore (per es. di un computer, un tabellone) e qualunque indicatore luminoso, quadro o quadrante (elettronico o digitale), dispositivo di visualizzazione di un apparecchio elettronico che fornisce il riepilogo di dati numerici o grafici (per es. un orologio, una obliteratrice di biglietti, un pannello di comando…).

♦ diving (lett. immersione) si usa in italiano spesso come abbreviazione di diving center, cioè una struttura o centro (per) immersioni, subacquei (sub) o sommozzatori , che può erogare corsi, affittare le attrezzature necessarie od organizzare le visite subacquee e la loro logistica.

♦ dj è la sigla per disc jockey che in italiano è un presentatore (radiofonico o televisivo) di trasmissioni musicali o, nelle discoteche, chi seleziona i brani musicali.

♦ docudrama (da documentary + dramma, cioè documentario e dramma) in italiano è un documentario sceneggiato con parti interpretate da attori, o un film basato su una ricostruzione storica.

♦ docufiction (da documentary + fiction) in italiano è un genere di sceneggiato o film che ricostruisce fatti storici reali (documentario) con inserti e tecniche basate sull’invenzione (fiction), quindi è un documentario (o ricostruzione storica) romanzato.

♦ docufilm (da documentary + film) in italiano è uno sceneggiato, film o documentario che ricostruisce fatti reali, anche se può essere più o meno storico o romanzato.

♦ docu-reality in italiano è un genere televisivo che ricostruisce situazioni di vita, cronaca o professioni reali con uno stile documentaristico, talvolta spettacolarizzato, e si può esprimere anche con la locuzione tv-verità.

♦ doggy-bag è una confezione (busta, sacchettoper alimenti) da asporto con cui il cliente di un ristorante può portare a casa il cibo non consumato, formalmente per il cane (da cui l’etimo: doggy = cagnolino e bag = busta). In italiano si può indicare anche con locuzioni come contenitore per gli avanzi  o simili.

♦ dog sitter, costruito sul modello di baby sitter, indica chi bada (cura, custodisce, porta a spasso, accompagna, assiste, nutre, sorveglia) ai cani in assenza (o al posto) del proprietario.

♦ do-it-yourself in italiano si può perfettamente dire fai da te.

♦ dolly in italiano si può indicare come carrello, piattaforma mobile o (piccola) gru per la telecamera e le riprese televisive o cinematografiche

♦ domain name registration in italiano si dice più precisamente registrazione nome dominio (dei siti in rete).

♦ domain name system (DNS) in italiano si esprime più precisamente  con il sistema dei nomi (o di denominazione) di dominio (dei siti in rete).

♦ don’t worry è un’espressione non presente nei dizionari, ma riportata nel parlato all’americana senza traduzione, che in italiano si esprime perfettamente con non preoccuparti, o con modi di dire equivalenti come stai sereno, sta tranquillo, nessun problema.

♦ door-to-door in italiano si esprime più precisamente  con porta a porta, riferito alle vendite di zona fatte casa per casa.

♦ doping in italiano si esprime più precisamente  con dopaggio o anche drogaggio; è riferito all’assunzione di sostanze vietate da parte degli atleti per migliorare le proprie prestazioni ma anche in senso lato, per es. il doping amministrativo, cioè l’evidenziare (sopravvalutare, pompare, ingigantire, millantare) i dati positivi del bilancio.

♦ dotcom in italiano corrisponde semplicemente a un’azienda tecnologica, una società che opera principalmente in rete, per esempio con il commercio elettronico, quindi una società di commercio elettronico, un’attività o impresa in rete.

♦ double significa doppio o duplice; non è un lemma registrato dai dizionari come voce a sé, ma si trova in varie locuzioni come ♦ double dip, una crisi economica altalenante, oscillante, a picchi, o con andamento a zigzag  (un periodo di ribasso seguito da rialzo e poi di nuovo un ribasso); ♦ double event, un duplice o doppio successo, per es. la duplice vittoria di un cavallo in due corse nella stessa giornata. (NB: double-face non è invece un anglicismo, ma un francesismo che si pronuncia alla francese e che equivale a reversibile, rovesciabile o anche trasformabile).

♦ down (lett.  sotto) si usa in espressioni colloquiali al posto di giù, basso, per es. oggi mi sento down, cioè mi sento giù, ho l’umore sotto i piedi, sono sottotono. Si usa al maiuscolo anche per indicare un individuo mongoloide (un termine oggi sempre meno usato) cioè affetto dalla sindrome di Down (dal nome del medico che ha studiato questa sindrome).

♦ dow-jones indica l’indice dei titoli (o delle azioni) della Borsa di New York (e per estensione la Borsa di New York, da Ch.H. Dow ed E.D. Jones che lo hanno messo a punto).

♦ downgrade (e downgrading), nel linguaggio economico, è più precisamente  il declassamento, la diminuzione, il ribasso del punteggio (stima o valutazione, in inglese rating) di una società o di un titolo.

♦ download in italiano si esprime più precisamente  con trasferimento o scaricamento (dei) dati (o anche la loro copia in locale). Questo termine non è mai stato tradotto in modo sistematico nelle interfacce dei programmi (per es. di posta elettronica) e si è perciò diffuso (al contrario per es. di attachment sostituito dalla traduzione allegato)  generando anche il gergale downloadare (cioè scaricare, trasferire o copiare).

♦ downshifting (lett. scelta verso il basso) in italiano esprime una scelta di vita basata su un lavoro meno redditizio ma meno logorante, e si può esprimere con semplicità volontaria, cioè la riduzione del lavoro, il ridimensionamento o abbassamento degli impegni lavorativi, la decrescita lavorativa consapevole, la revisione delle aspettative economiche, la scelta di lavorare meno, la rinuncia a un lavoro eccessivo, impegnativo o a tempo pieno per migliorare la propria qualità della vita (e avere più tempo per la famiglia o il tempo libero).

♦ downsizing, nel linguaggio economico, si può più chiaramente esprimere con riduzione del personale (o dei consumi), e corrisponde al ridimensionamento di una società, azienda, attività o impresa per renderla più snella e competitiva.

♦ dowtown in italiano si esprime più chiaramente  con il centro di una città (o centro cittadino).

♦ draft in italiano si esprime più precisamente  con bozza o stesura.

♦ drafting (da to draft = redigere) in italiano si esprime più precisamente  con redazione o stesura di un documento e in particolare di un atto legislativo.

♦ drag-and-drop in italiano si esprime perfettamente  con trascina e (ri)lascia, riferito ai programmi che consentono di spostare (trascinare) gli elementi grafici con il cursore per posizionarli con il rilascio in una zona dello schermo a piacere.

♦ drag queen in italiano è un artista travestito da donna, spesso omosessuale o transessuale, che si esibisce in spettacoli di varietà con fattezze e abiti femminili appariscenti o esagerati (drag era la veste femminile indossata dagli attori nel teatro, e queen = regina in senso metaforico).

♦ dragster in italiano è una vettura (veicolo, automobile) da accelerazione, un veicolo speciale e leggero utilizzato per le gare di accelerazione da fermi su rettilineo.

♦ drawback in italiano si esprime più precisamente  con rimborso, indennizzo, dazio (doganale) di ritorno, e indica la restituzione del dazio di importazione sulla materia prima quando il prodotto finito si esporta.

♦ dreadlok (anche al pl. dreadloks e abbreviato talvolta in dread) in italiano indica la tipica acconciatura rasta, i riccioli attorcigliati, aggrovigliati e infeltriti (da dread = spaventoso e lock = ricciolo).

♦ dream in italiano è sogno, e anche se non è registrato come voce a sé nei dizionari, si ritrova in alcune locuzioni come american dream, cioè il sogno americano (il mito dello stile americano), oppure dream team, cioè la squadra da sogno (o perfetta).

♦ dress code (lett. codice dell’abbigliamento) in italiano si esprime più precisamente  con le regole di abbigliamento, l’etichetta (o il galateo) del vestire a seconda dei contesti e delle occasioni, quindi indica l’abito (o il completo) adatto all’occasione (da ufficio, da matrimonio, da sera…), il saper vestire.

♦ dressing 1) in italiano si esprime più precisamente  con il vestire o il modo di vestire, lo stile dell’abbigliamento (es. il power dressing femminile, cioè il modo di vestire delle donne di potere, oppure vide dressing, cioè i capi firmati usati, di seconda mano). 2) è anche un condimento o salsa (per es. per insalate) che si prepara a parte prima dell’utilizzo.

♦ dribbling in italiano si può esprimere con scarto o anche (il poco frequente) dribblaggio.

♦ drink (da to drink = bere) indica una bevanda alcolica e in italiano si può anche indicare con un bicchiere (o anche calice, es. vuoi un drink? = vuoi un bicchiere? vuoi qualcosa di alcolico?). Per estensione indica anche un ricevimento o una festa in cui si serve qualcosa di alcolico (es. ho un invito per un drink).

♦ driver 1) nel linguaggio informatico, è semplicemente un programma per le periferiche, cioè che gestisce e fa funzionare i dispositivi collegati (per es. tastiera, stampante…). 2) nell’ippica è invece il guidatore (o conducente) del cavallo nel trotto.

♦ drive test in italiano si esprime più precisamente  con  prova (o collaudo) di guida.

♦ drop (anche al pl. drops, lett. goccia) è una caramella gommosa alla frutta.

♦ drugstore è una bottega o negozio tipicamente americano (spesso a orario continuato) che vende sia alimentari sia altre merci come cosmetici e corrisponde all’italiano drogheria o a emporio.

♦ dry in italiano si esprime più precisamente  con secco, il contrario di dolce, riferito al gusto degli alcolici (liquori, vini…).

♦ dual band in italiano si esprime più precisamente  con a doppia banda (a due bande o bibanda), riferito ai telefoni cellulari che operano in questo modo.

♦ dual sim  in italiano si esprime più precisamente con a doppia scheda (telefonica), riferito ai cellulari che supportano contemporaneamente due schede telefoniche.

♦ due diligenze, nel linguaggio economico, indica semplicemente un controllo (o una verifica) di bilancio accurato o approfondito.

♦ dumper in italiano è autocarro con cassone ribaltabile utilizzato per il trasporto di sabbia, ghiaia e materiale incoerente, quindi un autoribaltabile, un camion con cassone inclinabile.

♦ dumping in italiano è la politica di ribasso dei prezzi  delle merci esportate (rispetto al mercato interno), per conquistare i mercati esteri, dunque un’esportazione sottocosto, una svalutazione o ribassamento (internazionale) e anche una concorrenza sleale. Con l’espressione ♦ dumping sociale si indica invece l’inosservanza dei diritti dei lavoratori, del rispetto dell’ambiente, delle leggi sulla sicurezza e simili pratiche illecite che consentono di abbassare i costi, dunque un opportunismo produttivo, uno sfruttamento sociale, un’inadempienza delle garanzie (del lavoro), il non rispetto delle regole o dei requisiti, un sistema di produzione selvaggio per ottenere un maggior profitto.

♦ dune buggy in italiano è un veicolo attrezzato per viaggiare nel deserto, quindi un’auto da deserto (o da dune) o più semplicemente anche un fuoristrada adatto alle dune o alle escursioni nel deserto.

♦ duty free shop (abbreviato spesso in duty free) in italiano è un negozio esentasse, un punto vendita che gode dell’esenzione doganale, libero dalle tasse (o imposte aggiunte), una franchigia doganale o una zona franca che può perciò offrire prodotti a prezzi inferiori e che di solito è situato negli aeroporti internazionali, alle frontiere o sulle navi.