Anglicismi con la C (314 alternative)

Proseguo nel mio progetto di dizionario per la circolazione delle alternative italiane agli anglicismi. Ecco la lettera C: sono ben 314! Come al solito: si tratta di una bozza che spero di migliorare e arricchire con l’aiuto di tutti i lettori che vorranno partecipare segnalando errori, lacune, suggerimenti, spunti e considerazioni.

Sull’importanza della circolazione delle alternative segnalo l’intervista che mi ha fatto Tommaso Giartosio su Radio su 3 Fahrenheit (14-11-17), per chi ha voglia di ascoltarla.

C

♦ c/o (abbreviazione di care of, cioè domiciliato presso) negli indirizzi postali si può esprimere in italiano con presso (si utilizza quando il destinatario di una missiva non è registrato nell’anagrafica dell’indirizzo ma è solo domiciliato o reperibile).

♦ cache (lett. nascondiglio) in informatica indica la memoria di servizio, memoria nascosta o intermedia (cfr. forum cruscate) cioè quella parte della memoria di un elaboratore che contiene le informazioni usate più di frequente che si possono richiamare in modo più veloce.

♦ caddie, nel gioco del golf, in italiano è il ragazzo portamazze.

♦ café society (lett. società da caffè) in italiano si può rendere benissimo con il bel mondo, la gente alla moda.

♦ cake in italiano si può meglio esprimere semplicemente con torta, o focaccia dolce. Il termine circola anche in espressioni come fruit cake, cioè torta di frutta o ananas cake, torta all’ananasso (o ananas), o cake design cioè la presentazione o guarnizione dei dolci. Plumcake indica invece una serie di dolci al forno solitamente a base rettangolare.

♦ call (lett. chiamata)  in italiano si esprime più chiaramente con  chiamata o telefonata. La parola circola in molte locuzioni come call center, cioè centralino, centro telefonico (o chiamate) e per estensione centro di informazioni (telefoniche), assistenza o servizio clienti (telefonici) e le aziende che offrono questo servizio; call-to-action è un invito all’azione (per esempio un collegamento in rete in calce a un messaggio di posta elettronica) o uno stimolo all’approfondimento; ♦ call transfer è semplicemente un trasferimento di chiamata e ♦ call deflection una deviazione di chiamata; una ♦ call-girl è più popriamente una ragazza squillo; una call of papers è una raccolta fondi, o una richiesta di contributi.

♦ cam (diminutivo di camera) è un’abbreviazione di telecamera, riferito spesso alla webcam, cioè telecamerina per il computer.  Si ritrova in vari composti come camcorder (camera + recorder)  cioè telecamera portatile che si può collegare al televisore; ♦ camgirl (o webcamgirl) cioè una ragazza che fa spettacoli erotici in rete (il corrispettivo maschile è camboy), che si può rendere in senso lato per esempio con sinonimie come spogliarellista virtuale o telematica.

♦ camber (lett. incurvatura) in italiano è l’inclinazione (rispetto al terreno) delle ruote di un autoveicolo. L’angolo di camber si esprime più precisamente con campanatura.

♦ camera è un anglicismo di ritorno: dall’italiano camera (stanza) il termine è ritornato dall’inglese con il nuovo significato di macchina da presa o fotografica, quindi come sinonimo di telecamera o cinepresa. Di fatto il termine si è perfettamente integrato nel nuovo significato adattato in italiano. Si ritrova in alcuni composti come per esempio ♦ cameracar, cioè telecamera da automobile (per registrare le immagini dal punto di vista del guidatore o per effettuare riprese all’interno della vettura), cameraman (operatore) o candid camera (telecamera nascosta).

♦ cameraman in italiano si può rendere perfettamente con operatore (televisivo, di macchine da ripresa) e anche cineoperatore o teleoperatore che hanno il significato di addetto alla ripresa.

♦ camper ormai intraducibile e insostituibile, è un furgone attrezzato ad abitazione, un furgone alloggio che letteralmente sarebbe il disusato autocarovana.

♦ camping in italiano si può più semplicemente rendere con campeggio.

♦ campus, anglolatinismo, indica un complesso universitario e per estensione anche l’università stessa o i soggiorni di studio nelle scuole: i campus estivi si possono perfettamente rendere con campi estivi cioè le vacanze studio.  Si ritrova in locuzioni come bar campus, il bar universitario o anche la mensa.

♦ canadair è il nome commerciale di un aereo antincendio.

♦ candid camera si può perfettamente rendere in italiano con telecamera nascosta.

♦ canister in italiano si può più precisamente esprimere con tanica (per il carburante).

♦ canvass in italiano si può rendere chiaramente con promozione limitata (per un periodo di tempo o in una determinata area); può essere anche una promozione sondaggio, o un sondaggio, e dunque un’analisi di mercato o un giro di visite che un venditore fa ai clienti.

♦ canyon in italiano si può rendere benissimo con gola (o canalone), e forra se sul fondo scorre l’acqua.  In ogni caso si tratta di una stretta valle scavata nella roccia per l’erosione.

♦ canyoning in italiano si dice più chiaramente torrentismo:  è una pratica sportiva di discesa di un corso d’acqua con tecniche da roccia.

♦ capacity in italiano si dice capacità o abilità. Il termine ricorre in varie espressioni non annoverate dai dizionari ma circolanti, per es. ♦ capacity test è una prova di abilità, un esperimento (o esame) attitudinale; ♦ capacity building (lett. costruzione delle capacità) si esprime meglio per es. con rafforzamento delle potenzialità, percorso di formazione o semplicemente formazione;  capacity development è più semplicemente lo sviluppo;  capacity strenghtening è un potenziamento o un rafforzamento

♦ capitain gain in italiano si può esprimere più chiaramente con plusvalore (o plusvalenza), o più semplicemente con guadagno o utile (di capitale); in senso tecnico è il guadagno in conto capitale, cioè la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita in particolare nei titoli di Borsa (si trova anche al plurale capital gains, cioè guadagni).

♦ capital market in italiano si può rendere perfettamente con compravendita di titoli (o prodotti finanziari) a medio e lungo termine.

♦ capsule collection nel mondo della moda è una collezione limitata di abiti (accessori, borse…).

♦ car significa automobile, non è un lemma presente nei dizionari, ma circola in molte locuzioni e composti come ♦ car pool o ♦ car pooling cioè la condivisione di un’automobile da parte di più persone (quindi anche auto condivisa); ♦ car sharing cioè l’autonoleggio, o parco vetture condivise con varie formule e anche l’auto condivisa, a nolo, temporanea; city car cioè una vettura da città, di piccole dimensioni  e agevole; rent a car cioè autonoleggio; safety car cioè automobile di sicurezza, che nelle gare di formula 1 segnala gli incidenti e permette ai piloti di rallentare; stunt car, cioè, nel cinema, le auto acrobatiche o da incidenti, utilizzate nelle scene pericolose. Lo sleeping car in italiano è invece un vagone letto.

♦ car free in italiano si può rendere perfettamente con senza auto (per es. giornata car free, cioè senza auto o con il blocco delle auto).

♦ caravan letteralmente è carovana (che ha lo stesso etimo, ma non è molto usato con questo significato moderno) e corrisponde al francesismo roulotte, la casetta a rimorchio che in italiano si può rendere anche con rimorchio (attrezzato per dormire o per abitazione).

♦ caravanning in italiano indica una vacanza in caravan o roulotte, quindi un turismo da campeggio o con rimorchio.

♦ carbon free in italiano si può rendere con a emissione zero (di anidride carbonica o carbonio), o senza carbonio.

♦ carbon tax in italiano si dice più precisamente imposta sui carburanti (una tassa sulle risorse energetiche che emettono nell’atmosfera il biossido di carbonio).

♦ card in italiano si può perfettamente rendere con tessera (nominativa) o con carta, scheda, tesserino, biglietto (anche da visita). A volte è sinonimo di carta di credito (credit card), e circola in molte locuzioni o composti come ♦ card collection cioè collezione di figurinecode card, cioè codice (per es. per la duplicazione delle chiavi); fidelity card (pseudoanglicismo) cioè tessera fedeltà (per es. nei supermercati); inlay card cioè la quarta di copertina di un cd, o la retrocopertinamemory card, cioè scheda di memoria (nei computer o cellulari); smart card cioè scheda (personale o nominativa, per usufruire delle trasmissioni delle tv a pagamento o di altri servizi elettronici);  social card cioè tessera assistenziale (o carta prepagata di assistenza sociale); e-card è invece un sinonimo dell’italiano cartolina digitale (o virtuale).

♦ cardigan è un preciso tipo di maglione con bottoni  che si può aprire sul davanti.

♦ care non è una voce registrata dai dizionari, ma significa cura, assistenza, e si ritrova in locuzioni come customer care, cioè assistenza clienti, day care, cioè centro di assistenza diurno (per malati, anziani o per la sorveglianza dei bambini fuori dagli orari scolastici) e  home care, cioè assistenza a domicilio (di malati o anziani).

♦ credit card in italiano si dice più propriamente carta di credito.

♦ cargo è un anglicismo ormai assimilato che non spezza il suono o la pronuncia dei termini italiani (al plurale fa carghi) e indica un aereo o nave merci, o da carico.

♦ carter (dal nome dell’inventore J.H. Carter) in italiano si dice più propriamente copricatena (la copertura delle catene di biciclette o moto).

♦ carried interest in italiano si dice in modo più chiaro provento da partecipazioni (a società), e indica gli utili (o proventi) che alcuni dipendenti di alto livello percepiscono dalle quote e partecipazioni alla società per cui lavorano.

♦ cartoon in italiano si dice più precisamente cartone animato (o cartoni animati), dove animato può anche essere sottinteso. Letteralmente è un singolo disegno o fotogramma di un cartone ma per estensione indica il tutto.

♦ cartoonist in italiano si dice più chiaramente disegnatore di cartoni (animati) o cartonista. Per estensione indica anche un fumettista o disegnatore di fumetti.

♦ carving in italiano è un tipo di discesa con gli sci sciancrati (più corti) e per estensione il tipo di sci, quindi si può rendere genericamente con discesa o con sci sciancrati.

♦ case, riferito per esempio all’esterno di computer, cellulare o telecamera, indica il contenitore, l’aspetto e il rivestimento esterno, la scocca o il telaio (lett. la custodia, cassa, l’esterno, il guscio, la scatola o l’involucro).

♦ case history (lett. la storia di un caso) in italiano si può rendere perfettamente con locuzioni come caso esemplare, esempio da manuale, esempio storico o con esempi di fatti (realmente accaduti).

♦ case insensitive, riferito alle tastiere, in italiano si può rendere con indifferente al maiuscolo, senza distinzione di maiuscolo/minuscolo (per esempio nei codici di accesso personali).

♦ case sensitive, riferito alle tastiere, in italiano si può rendere con sensibile al maiuscolo/minuscolocon distinzione di maiuscolo/minuscolo (per esempio nei codici di accesso personali).

♦ case study (lett. lo studio di un caso) in italiano si può rendere perfettamente con locuzioni come un caso esemplare o concreto, un esempio paradigmatico o da manuale.

♦ cash in italiano si può dire più precisamente (denaro) contante, (in) contanti, pronta cassa, cassa o liquidità.

♦ cash and carry (lett. paga e porta via) indica una vendita a prezzi bassi dove si paga in contanti e si porta via con mezzi propri, e in italiano si può rendere con vendita all’ingrosso; per estensione indica anche il luogo di queste vendite, quindi il magazzino all’ingrosso.

♦ cash dispenser (lett. distributore di contante) in italiano si dice più chiaramente sportello (o distributore) automatico.

♦ cash flow in italiano si esprime più chiaramente con flusso di cassa (o monetario) o movimento di cassa o di contanti, quindi per estensione anche con liquidità, il denaro incassato.

♦ cash management in italiano si esprime più semplicemente con estratto conto, e letteralmente è un servizio telematico di informazioni sui conti.

♦ cash mob in italiano si esprime in modo più chiaro per esempio con (gruppo di) (auto)finanziamento o di finanziamento solidale. Letteralmente Indica un gruppo di persone che acquistano i prodotti di un’azienda o di un’attività commerciale per sostenerla (da cash = contante e mob = folla).

♦ cast in italiano si esprime più semplicemente con gli attori (di un film o uno spettacolo teatrale, in quest’ultimo caso anche la compagnia), o l’insieme degli attori di uno spettacolo.

♦ casting in italiano si esprime perfettamente con audizione, oppure con selezione (o scelta) degli attori (e delle parti) per un film o uno spettacolo, quindi i provini, la scritturazione o semplicemente selezione.

♦ casual (lett. casuale), riferito alla moda e all’abbigliamento indica uno stile (o dei capi) informale e sportivo. Talvolta è utilizzato con un’accezione anche un po’ dispregiativa: alla buona, trascurato, disinvolto.

♦ catch indica una variante americana di lotta libera americana senza esclusione di colpi.

♦ catcher, nel gioco della pallabase (o baseball), in italiano si esprime perfettamente con ricevitore.

♦ catering in italiano si esprime più semplicemente con (servizio di) ristorazione o approvvigionamento alimentare (di aziende, mense, arei…).

♦ caterpillar è il nome commerciale di un’azienda nota per l’omonimo grosso cingolato che in italiano si indica più semplicemente con schiacciasassi o apripista.

♦ cat sitter (sul modello di baby sitter che ha originato anche dog sitter e pet sitter) in italiano non ha un corrispondente, a parte il termine gattaro, riferito però a persona che si prende cura dei gatti randagi, dunque per passione più che professione. Si potrebbe rendere semplicemente con guarda gatti  (sul modello di guardabimbi proposto da Arrigo Castellani), comprensibile a tutti ma non in uso. Oppure con  locuzioni come assistente (badante o custode) per gatti, e simili.

♦ catwalk (lett. camminata da gatto) nel linguaggio della moda si può più chiaramente esprimere in italiano con passerella.

♦ CD (sigla di Compact Disc) in italiano per esteso si può indicare benissimo con dischetto.

♦ celebrity in italiano si esprime più chiaramente con il corrispettivo celebrità.

♦ cent in italiano si può esprimere in modo più preciso con centesimo (di dollaro).

♦ center in italiano si può esprimere più chiaramente con centro; non è una voce a sé nei dizionari, ma si ritrova in varie locuzioni come call center, cioè centro chiamate o centralino, garden center, cioè centro per la vendita di piante o vivaio, shopping center cioè centro commerciale e simili.

CEO (sigla di Chief Executive Officer) è una posizione dirigenziale del mondo anglosassone che in italiano equivale all’amministratore delegato o al direttore generale.

♦ certified in italiano si può meglio dire autenticato, garantito, certificato.

♦ chain in italiano si può meglio dire catena; il termine ricorre in locuzioni come supply chain cioè catena di distribuzione (o di fornitura); supply chain director cioè direttore della logistica♦ chain organization cioè la catena di vendita; ♦ chain stores cioè catena di negozi

♦ challenge in italiano si può più chiaramente esprimere con gara, competizione, torneo o sfida di tipo sportivo, che prevede l’assegnazione di un trofeo, titolo o coppa (ugualmente detto challenge).

♦ challenger in italiano si può meglio esprimere con sfidante (di un detentore di un titolo sportivo).

♦ change in italiano si esprime semplicemente con cambiamento o variazione e circola in locuzioni come per es. climate change, cioè cambiamento climatico; ♦ change office cioè ufficio di cambio (o anche servizio o agenzia di cambi delle valute).

♦ Champions League è la denominazione ufficiale del torneo calcistico della UEFA che fino al 1993 era la Coppa dei Campioni, con cui si può denominare anche oggi per esteso, insieme a coppa UEFA.

♦ change management indica i protocolli aziendali per la gestione dei cambiamenti organizzativi o tecnologici, e in italiano si può perfettamente esprimere con gestione dell’innovazione, protocolli di cambiamento (o di transizione).

♦ changeover in italiano è il passaggio (o transizione) da un sistema monetario a un altro e si può perfettamente esprimere con cambio di moneta, per esempio dalla lira all’euro (in questo caso: passaggio all’euro) o conversione e anche riconversione.

♦ channel  non è presente come voce a sé nei dizionari, ma ricorre in varie locuzioni che in italiano si possono esprimere più propriamente con canale (televisivo, di comunicazione, di distribuzione ecc.).

♦ charity (lett. beneficenza o carità quindi per es. charity per i terremotati, o per la ricerca sul cancro) in italiano si può rendere perfettamente con spettacolo (evento o manifestazione) di beneficenza (di raccolta fondi , donazioni o solidarietà).

♦ charm in italiano è semplicemente un ciondolo, pendaglio (o pendente) che si fissa a collane, bracciali orecchini.

♦ chart (lett. carta, mappa) nel linguaggio economico indica semplicemente l’andamento di Borsa, il grafico (o il diagramma) delle quotazioni.

♦ charter (lett. noleggio o licenza d’uso) indica un aereo (un volo, ma anche un viaggio per nave) economico, quindi non una rotta regolare di linea, ma un tragitto effettuato con un mezzo a nolo.

♦ chat (lett. chiacchiera o chiacchierata) in italiano si può esprimere con conversazione (o chiacchierata) virtuale o telematica, che avviene mediante tastiera attraverso una chat line, cioè un programma, un sito o un’applicazione per la conversazione digitale (chat line è spesso abbreviata in chat senza distinzione tra la piattaforma e i contenuti/servizi veicolati). La chat room è invece una stanza, come si può dire perfettamente in italiano, cioè uno spazio virtuale generico o tematico, in cui avviene la conversazione.

♦ cheap (lett. poco costoso) in italiano si può meglio esprimere attraverso innumerevoli sinonimi come economico, a buon mercato, conveniente, a basso costo, e spesso ha un’accezione spregiativa e indica qualcosa che di conseguenza è di poco valore, dozzinale, di qualità inferiore, quindi scadente, mediocre e per estensione anche privo di classe, gretto, meschino o di cattivo gusto.

♦ check (lett. controllo, verifica) da solo ha anche il significato di assegno (bancario) come si dice più chiaramente in italiano (per es. in espressioni come i vecchi traveller’s check, gli assegni turistici) ma ormai ha assunto sempre più il significato di controllo, ed è presente in molte locuzioni come check-in e check-out, check list, checkup e altre (->). Fare il check è un’espressione che in italiano si esprime più precisamente con fare il punto della situazione.

♦ check-in letteralmente è il controllo dei biglietti, e negli aeroporti  o negli alberghi è l’accettazione dei passeggeri (e ritiro bagagli) o dei clienti, quindi la registrazione o, nel caso di aerei e navi, l’imbarco.

♦ check list letteralmente è la lista di controllo o la lista dei controlli per verificare l’esecuzione di varie operazioni complesse nel giusto ordine.

♦ check-out in italiano è il controllo all’uscita di alberghi o aeroporti, quindi la procedura di uscita per il ritiro bagagli, il pagamento (o il liberare la stanza) prima di lasciare un albergo (con restituzione dei documenti).

♦ check panel in italiano si può esprimere più precisamente con pannello (o quadro) di controllo.

♦ check point in italiano si può esprimere più precisamente con posto di blocco.

♦ checkup (o check-up) in italiano si può esprimere più precisamente, riferito alle visite mediche,  con controllo medico, visita generale, accertamento, serie di esami; in senso lato indica qualunque controllo, verifica, punto della situazione, analisi (esame o indagine) generale e anche revisione (periodica) e analisi sistematica, per es. il checkup di un impianto.

♦ cheddar è il tipico formaggio a pasta dura semicotta dei Paesi anglosassoni, che in italiano si può esprimere genericamente con formaggio inglese o indicare con varietà simili o equivalenti anche nelle ricette, come per esempio il formaggio olandese.

♦ cheerleader in italiano si può esprimere perfettamente con l’espressione ragazza pompon.

♦ cheese in italiano è formaggio, e la parola inglese si ritrova in varie locuzioni come cheese cake (torta al formaggio o alla crema di formaggio) o cheeseburger (panino con medaglione di carne e formaggio). Da solo si usa anche tradizionalmente come sinonimo di “sorridi” o “fate un sorriso“ nelle pose fotografiche (la pronuncia spingerebbe le labbra al sorriso).

♦ cheesburger in italiano è un panino con hamburger (che si può dire anche svizzera o medaglione) e formaggio.

♦ cheescake è un dolce al formaggio o torta alla crema di formaggio tipico degli Stati Uniti.

♦ cherry brandy (lett. acquavite di ciliegia), detto anche solo cherry, in italiano si può indicare con liquore (o ratafià) alla ciliegia o anche cerosella.

♦ chewing gum in italiano è più precisamente una gomma da masticare, detta anche cicca.

♦ chief executive officer (abbr. CEO) in italiano corrisponde all’amministratore delegato o al direttore generale di una società.

♦ chinatown (lett. città cinese) indica un quartiere abitato prevalentemente dai cinesi (per es. a Milano la zona intorno a via Paolo Sarpi) e si può rendere con quartiere cinese.

♦ chip in italiano è più precisamente un (micro)circuito (integrato) o (micro)circuito elettrico.

♦ chips in italiano sono più precisamente le patatine fritte (a fette sottili o a bastoncino) perlopiù confezionate industrialmente.

♦ chow chow è un tipico cane dal pelo folto, criniera e muso schiacciato che in italiano è stato adattato in ciauciau.

♦ chromakey in italiano si può esprimere con chiave cromatica per lo scontorno cinematografico. È una tecnica di ripresa che usa uno sfondo uniforme come chiave cromatica che viene poi sostituita con altri sfondi applicati nella fase del montaggio. Per estensione chromakey indica anche lo sfondo uniforme impiegato nella ripresa.

♦ cineclub in italiano si può perfettamente esprimere con circolo cinematografico, associazione cinefila o anche con un più generico cineteca.

♦ cinemascope è un marchio registrato di un vecchio sistema per la proiezione cinematografica che in italiano si può rendere perfettamente con cinema panoramico.

♦ citizien journalism in italiano si può perfettamente esprimere con giornalismo partecipativo (o anche collaborativo) che vede la partecipazione dei lettori grazie soprattutto alle nuove tecnologie della rete.

♦ city (lett. città) da solo indica propriamente il centro politico o finanziario di una città, dunque il centro cittadino, il nucleo (o il cuore) della città, e per estensione la città stessa. Il termine è presente in varie locuzioni come ♦ city airport, cioè l’aeroporto cittadino (quello più vicino alla metropoli); ♦ city magazine, cioè una pubblicazione turistica o con gli eventi cittadini; ♦ city manager e cioè un dirigente (amministrativo) comunale (o funzionario del comune) e altre.

♦ city bike in italiano indica semplicemente una bicicletta da città.

♦ city-car in italiano indica un’automobile da città, di dimensioni ridotte e agevole, progettata per la guida nelle metropoli.

♦ city tax in italiano si può perfettamente esprimere con tassa di soggiorno.

♦ clacson (in origine marchio di fabbrica della Klaxon) è ormai assimilato e quasi insostituibile in italiano, ma tra i sinonimi ci sono segnalatore (o avvisatore) acustico e anche tromba (automobilistica).

♦ claim in italiano è, come slogan, più semplicemente un motto (richiamo, avviso, strillo) pubblicitario.

♦ clan (lett. famiglia) in italiano indica un gruppo (apparentato dalla discendenza, ma anche da rapporti sociali e interessi comuni) e per esteso si può rendere con gruppo chiuso, membri di un gruppo (di appartenenza, per es. il clan di Celentano), e con accezione negativa anche una banda (un clan mafioso, cioè un’organizzazione chiusa), cricca, combriccola, associazione, consorteria, famiglia, brigata, compagnia, congrega, e anche setta; in ambito sportivo si usa anche come sinonimo di squadra, società o scuderia.

♦ class non è una voce a sé presente nei dizionari, ma class al posto di classe si ritrova nelle tariffe di treni e aerei: business class (al posto della vecchia prima classe, o usata come classe intermedia tra la prima e la seconda) o economy class, la classe turistica, e ancora la top class, negli aerei  la classe di lusso, superiore alla prima; middle class in italiano si dice più precisamente il ceto medio, la borghesia, mentre upper class non è altro che l’aristocrazia o l’alta borghesia.

♦ class action in italiano si esprime perfettamente con azione legale di gruppo o causa (legale), denuncia (o querela) collettiva.

♦ cleaning  in italiano si esprime perfettamente con pulizia o pulitura.

♦ clearence in italiano si esprime perfettamente con depurazione.

♦ clearing nel linguaggio economico indica un accordo per la compensazione tra debiti e crediti, per esempio tra banche o stati, e in italiano si può rendere benissimo con (accordo di) compensazione.

♦ clerygyman è l’abito sacerdotale o ecclesisatico con giacca e pantaloni (quindi contrapposto alla tonaca).

♦ click in italiano si scrive più semplicemente con l’adattamento onomatopeico clic. In ambito informatico fare clic si può rendere genericamente anche con selezionare, scegliere.

♦ click day si riferisce a una data per la presentazione telematica di rimborsi o iscrizioni, e in italiano si può rendere perfettamente con espressioni come data (o scadenza) di una presentazione (o iscrizione, prenotazione) telematica.

♦ client (lett. cliente) in italiano indica un computer (o programma) in comunicazione con il computer principale (host o server) da cui dipende e si può rendere genericamente con  computer (o elaboratore) cliente o anche terminale intelligente (cioè che non ha solo schermo e tastiera, ma anche una sua autonoma capacità di elaborazione).

♦ climate change in italiano si esprime semplicemente con cambiamento climatico.

♦ clip 1) in italiano è semplicemente un fermaglio (per es. degli orecchini, e in questo caso per estensione indica anche l’orecchino stesso) a molla, a scatto o anche a graffetta (per fissare dei fogli) e in alcuni casi si può sostituire anche con molletta. 2) Come abbreviazione di videoclip, invece, si può rendere con (breve) filmato.

♦ clip art (lett. ritaglio + arte) è un’immagine digitale, un disegno, un’icona, un figura (e anche una raccolta di queste) che di solito ha un utilizzo libero, ed è riproducibile senza copyright o diritto d’autore, quindi anche un’immagine libera, riproducibile, pubblicabile.

♦ clock in italiano si dice più chiaramente orologio.

♦ cloud (lett. nuvola) è un’abbreviazione di cloud computing, indica una serie di programmi e servizi (per esempio di memoria) disponibili in rete invece che sui dispositivi degli utenti. Il cloud storage, per esempio, è l’archiviazione in rete (una nuvola di archiviazione) dei propri documenti.

♦ closed in italiano si dice chiuso o chiusura (per es. nei cartelli dei negozi, closed for summer, cioè chiusura estiva).

♦ close-up in italiano si dice più chiaramente primo (o primissimo) piano (nelle fotografie o nelle riprese cinematografiche).

♦ clown in italiano si può esprimere perfettamente con pagliaccio.

♦ clown therapy in italiano si può esprimere con comicoterapia o terapia del sorriso.

♦ club in italiano si può esprimere perfettamente con circolo (culturale o sportivo), associazione e in alcuni contesti con gruppo, società.

♦ cluster ha tanti significati che a seconda dei casi rimandano al grappolo (cioè a elementi collegati tra loro, per es. un cluster di aziende, cioè un gruppo o insieme; in genetica una sequenza di geni…) oppure a un settore o blocco. In astronomia un cluster in italiano si dice più chiaramente un ammasso stellare (soprattutto un ammasso globulare). In informatica: in un disco rigido, indica un insieme di settori contigui, oppure un insieme di elaboratori collegati, dunque una rete di computer.  Una cluster bomb in italiano si dice più chiaramente bomba a grappolo.

♦ clutch in italiano è una borsetta, senza manici, fino al secolo scorso indicata preferibilmente con il francesismo pochette.

♦ CMS (acronimo di content management system) in italiano è un sistema (un programma o una piattaforma) di gestione dei contenuti per esempio per la pubblicazione in rete.

♦ coach in italiano si dice più chiaramente allenatore o preparatore, con un significato originariamente solo sportivo (soprattutto della pallacanestro), ma oggi sempre più riferito in senso esteso all’allenatore mentale, motivatore, e anche istruttore, formatore, insegnante in ambito più psicologico o lavorativo (l’allenamento psicologico e motivazionale per il conseguimento di risultati lavorativi o personali).

♦ coaching in italiano si può esprimere con allenamento, preparazione in vari ambiti, da quello sportivo a quello motivazionale più generale per l’ottenimento di risultati nella vita o nella carriera.

♦ coast to coast in italiano si dice più chiaramente da costa a costa (riferito ai viaggi).

♦ cocktail è un anglicismo ormai assimilato senza alternative, anche se Bruno Migliorini proponeva arlecchino. Espressioni sinonimiche non molto utilizzate ed efficaci possono essere miscela (o miscuglio) di liquori (o alcolici) o ricetta (anche fantasia, in senso metaforico) di liquori (o alcolica) e in senso dispregiativo intruglio.

♦ code card in italiano si dice semplicemente un codice (per es. per la duplicazione delle chiavi di una vettura).

♦ coding in italiano si dice semplicemente scrittura di un codice (informatico), scrittura di un programma o programmazione. In senso lato corrisponde a codifica.

♦ coffee break in italiano si dice più chiaramente pausa caffè.

♦ cohousing in italiano è semplicemente una forma di coabitazione o una condivisione di spazi tra vicini (per es. cucina, giardini, lavanderie, palestra…).

♦ collection in italiano si dice collezione. Circola in varie locuzioni come card collection cioè collezione di figurine, capsule collection cioè una collezione limitata di abiti (accessori, borse…).

♦ college indica la scuola secondaria inglese, o l’università americana, e per estensione anche l’edificio scolastico che le ospita. In italiano si può genericamente rendere con scuola, istituto scolastico, facoltà, università o anche liceo.

♦ collie in italiano si può rendere con (cane da) pastore scozzese.

♦ colossal (in tedesco kolossal) in italiano si può rendere con film (o spettacolo) costoso, sfarzoso, grandioso.

♦ columnist in italiano si può rendere meglio con editorialista, giornalista, pubblicista (con una rubrica fissa in un periodico o rivista).

♦ combine in italiano si può dire più chiaramente accordo (o cartello) sottobanco (o illecito), pastetta, comunella e anche intrallazzo o imbroglio.

♦ comfort (che si alterna con il francesismo confort) in italiano si può dire più chiaramente comodità o agio (una casa o una vettura dotata di tutte le comodità) e anche conforto.

♦ confortable in italiano si può dire più chiaramente agevole, comodo, confortevole.

♦ comic (anche al plurale comics, abbr. di comic strip = striscia a fumetti) in italiano si può dire più precisamente fumetto, racconto a fumetti, e al plurale anche strisce, vignette.

♦ coming out in italiano è più chiaramente una pubblica dichiarazione (ammissione, rivelazione, esternazione, confessione) della propria omosessualità (cfr. outing che è invece la dichiarazione pubblica dell’omosessualità di un’altra persona, con cui l’espressione è spesso confusa) e in senso lato può significare anche uscire allo scoperto.

♦ commando in italiano si può dire più chiaramente truppa d’assalto, reparto speciale, piccolo gruppo di guerriglieri (o soldati, militari) o più genericamente anche pugno di uomini (armati). Si tratta di un anglicismo mascherato che non rappresenta un “corpo estraneo” e una violazione delle nostre regole fonetiche o lessicali.

♦ commercial in italiano si può dire più precisamente annuncio (o comunicato) pubblicitario, promozionale o anche semplicemente promozione o pubblicità (televisiva o radiofonica).

♦ commercial paper (e anche ♦ commercial bill) in italiano si può dire più chiaramente cambiale (commerciale, finanziaria, d’affari) o pagherò.

♦ commission in italiano si dice più chiaramente compenso, commissione, provvigione o percentuale di agenzia.

♦ commitment in italiano si può dire più precisamente impegno, motivazione, senso del dovere (o di appartenenza o responsabilità) per esempio a un’azienda, quindi anche fedeltà, forte identificazione (a un’organizzazione o ai suoi obiettivi).

♦ commodity in italiano si può dire più precisamente bene (o prodotto) primario, materia prima, bene o prodotto di scambio (come petrolio, diamanti… che costituiscono materia di scambio commerciale internazionale).

♦ common low in italiano si può dire più precisamente diritto consuetudinario, cioè basato sulla tradizione più che sul diritto codificato. Nell’ordinamento giuridico inglese il common law (lett. legge comune) si fonda sulle sentenze più che sulla norma scritta di derivazione romanistica.

♦ common rail in italiano si può dire più precisamente (sistema a) iniezione diretta, riferito al motore diesel.

♦ commonwealth in italiano si può dire bene comune, la cosa pubblica, inizialmente riferito alle ex colonie dell’Impero britannico che hanno dato vita al Commonwealth inteso come un patto tra Stati di lingua inglese.

♦ community (abbr. di web community) in italiano si può dire perfettamente comunità (virtuale o della rete).

♦ compact disc (detto anche con la sigla cd) in italiano si può dire per esteso semplicemente dischetto.

♦ company in italiano si dice più precisamente azienda, società e in qualche caso anche con il “falso amico” compagnia che ha preso piede solo in alcuni ambiti (per esempio aerea, telefonica o assicurativa). Circola in varie locuzioni come ♦ company profile, cioè profilo aziendale o societario; ♦ company goals cioè gli obiettivi aziendali.

♦ competitor in italiano si dice più precisamente competitore, oppure concorrente, rivale.

♦ compilation  è un termine nato in ambito discografico (raccolta di  successi musicali) che oggi si estende anche ad altri ambiti, e in italiano si può esprimere perfettamente con sinonimi come raccolta, selezione, collezione, antologia e anche compilazione.

♦ compliance in medicina corrisponde alla capacità di adeguamento del volume di un organo (per esempio i polmoni) davanti alla pressione, per cui si può esprimere con elasticità, capacità di dilatazione. In senso lato in italiano si può dire anche cedevolezza, disponibilità (a collaborare o di collaborazione o a conformarsi), collaborazione per es. di un paziente nei confronti delle prescrizioni mediche o di un soggetto a osservare le regole e le leggi (quindi anche osservanza, aderenza, l’essere ligi o collaborativi, adempimento normativo o legislativo).

♦ component approach è un’espressione inglese introdotta per esempio nel linguaggio tributario (cfr. Petizione dell’avv. Maurizio Villani) che implica il calcolo separato degli ammortamenti per i singoli componenti, e in italiano si può dire più chiaramente ammortamento distinto (o dettagliato) e anche sconti fiscali distinti.

♦ compliance in italiano si dice più precisamente adempimento, conformità.

♦ compliant in italiano si dice più precisamente conforme (per es. i fondi PIR compliant, cioè conformi al PIR = Piani Individuali di Risparmio previsti dalla legge di bilancio 2017 per le agevolazioni fiscali).

♦ compost in italiano si può dire in modo chiaro composta o terricciato, e indica per esteso un fertilizzante, concime (organico) o un terriccio ottenuto dal compostaggio dei rifiuti.

♦ compound in italiano si può esprimere con complesso di edifici e per esteso anche stabilimento, sito, edificio (complesso); letteralmente indica una zona recintata con costruzioni di destinazione affine o complementare (militare fortificata o civile).

♦ computer fino agli anni Ottanta del secolo scorso in italiano si diceva calcolatore (elettronico) e anche con un sinonimo metaforico e suggestivo come cervello elettronico, poi affiancato anche da elaboratore (elettronico), ma in seguito all’avvento dei personal computer il termine inglese si è ormai imposto sempre più come insostituibile, e le alternative italiane – tra cui anche ordinatore elettronico (sul modello di come si dice in Francia e Spagna) – si possono oggi usare solo come sinonimie secondarie, perché suonano obsolete.

♦ computer art in italiano si può esprimere perfettamente con arte digitale.

♦ computer game in italiano si può esprimere perfettamente con videogioco.

♦ computer graphics in italiano si può esprimere perfettamente con grafica digitale.

♦ computer music in italiano si può esprimere perfettamente con musica digitale.

♦ concept in italiano si può rendere con progetto o prototipo, o anche con concettoidea o filosofia (di fondo), per es. nel caso del concept di un’opera. L’anglicismo si trova in espressioni come ♦ concept album un’opera (o album) musicale  a tema che sviluppa una stessa storia; ♦ concept car, il prototipo o l’esemplare unico di una vettura che viene presentato; ♦ concept provider un ideatore (o autore) di progetti multimediali; ♦ concept store un negozio all’avanguardia o innovativo (a tema).

♦ conference in italiano si può esprimere perfettamente con conferenza, e anche riunione, colloquio, convegno, congresso.

♦ conference call in italiano si può esprimere perfettamente con audioconferenza, anche se talvolta si impiega per indicare una semplice telefonata o chiamata (magari in vivavoce in presenza di più persone), quindi conferenza telefonica; oppure in caso di attivazione della telecamera si può indicare come teleconferenza, videoconferenza o videochiamata.

conferene room in italiano si dice più semplicemente sala riunioni.

connection (lett. connessione) in italiano indica un’organizzazione mafiosa (o malavitosa), un’aggregazione (rete o associazione) criminale (o illecita) e segreta (occulta), un traffico illecito (spesso internazionale) una gestione illegale per ottenere profitti illegali; spesso si ritrova in associazione ad altre parole come pizza connection, l’accordo tra la malavita italo-americana per il traffico della droga, o petrolio connection, la gestione illegale del petrolio

consultant in italiano si può esprimere più precisamente con consulente, o anche con esperto esterno (all’azienda).

consulting in italiano si può esprimere più precisamente con consulenza, o con l’offerta di consulenze in ambito professionale (una società di consulting, cioè di consulenza, o un’attività di business consulting cioè di consulenza professionale).

♦ consumer in italiano si può esprimere più precisamente con per i consumatori (o per il mercato privato), destinato ai consumatori (riferito a un bene o prodotto) o all’utente finale (contrapposto ai prodotti per le aziende); ♦ consumer price si può dire più chiaramente prezzo al dettaglio o al pubblico consumer research è una ricerca sul consumatore.

♦ consumer benefit (lett. vantaggio del consumatore) in italiano si può esprimere più precisamente con aspettativa del consumatore (o cliente, acquirente) davanti a un prodotto e a come è presentato, quindi anche la motivazione di acquisto (da parte del cliente), la percezione positiva di una merce, la capacità di un prodotto di essere seducente, desiderabile, di offrire vantaggi e rispondere ai bisogni del compratore.

♦ container in italiano è più semplicemente un contenitore, un cassone metallico o una cassa mobile per il trasporto delle merci. L’uso dell’anglicismo è legato al fatto che questi cassoni possiedono delle misure codificate internazionalmente per renderle adatte al trasporto ferroviario, aereo o stradale, e in senso tecnico si può anche dunque rendere con contenitore intermodale (cioè idoneo a diversi mezzi di trasporto), universale o ISO (Organization for Standardization = Organizzazione internazionale per la standardizzazione) come si dice per esempio in Francia (conteneur) e in Spagna (contenedor).

♦ content management sistem (o CMS) in italiano è un sistema (un programma o una piattaforma) di gestione dei contenuti per esempio per la pubblicazione in rete.

♦ content manager in italiano è più chiaramente il responsabile dei contenuti (testuali, audiovisivi, multimediali o ipermediali) di un sito o di un prodotto digitale.

♦ content provider in italiano è più chiaramente un fornitore di contenuti, o una società fornitrice di contenuti (testuali, audiovisivi, multimediali o ipermediali) per la rete o altri prodotti digitali (contrapposto ad access provider che fornisce invece l’accesso alla rete).

♦ contents in italiano sono i contenuti, e come abbreviazione di table of contents il termine indica a volte l’indice (o il sommario, la tavola) dei contenuti.

♦ contest in italiano si dice più propriamente gara, competizione o concorso (es. beauty contest = concorso di bellezza, oppure contest fotografico, letterario…).

♦ contractor in italiano si dice più propriamente appaltatore, contraente o intermediario, per esempio un’azienda che appalta la costruzione di un’opera a terzi, di cui è responsabile, quindi un’azienda appaltatrice; talvolta il termine si riferisce a un militare o una guardia armata (privata, cioè a contratto) reclutata con compiti di polizia, di protezione o sorveglianza in zone a rischio o di guerra.

♦ controlled foreign companies (anche CFC) in italiano si dice più propriamente controllo delle aziende estere, o controllo estero, riferito al regime fiscale di chi detiene società con sede all’estero (cfr. Petizione dell’avv. Maurizio Villani).

♦ controller (lett. controllore) in italiano si riferisce a un comando, quindi un pannello di controllo per sistemi meccanici o elettronici, oppure a un responsabile del controllo, riferito a una persona che si occupa della gestione economica di un’azienda, quindi anche responsabile (o amministratore) economico, economo, direttore amministrativo.

♦ convention, letteralmente, negli Stati Uniti è l’assemblea dei delegati di un partito per eleggere il candidato alla presidenza, e per esteso in italiano si esprime più chiaramente con assemblea, convegno, congresso, radunosimposio, riunione, incontro, vertice, conferenza, riunione plenaria, assise. Nel mondo del lavoro e del commercio è anche un convegno di lavoro per stabilire gli obiettivi da raggiungere, quindi una riunione strategica, un incontro per fissare gli obiettivi. Nel linguaggio commerciale è una riunione dei venditori.

♦ cookie (lett. biscotto) è una metafora che indica la registrazione (riconoscimento o profilazione) di un utente da parte di un sito in rete, e in italiano la traduzione biscotto non è molto in voga, o ha un’accezione scherzosa, anche se biscotto informatico (sul modello per es. dello spagnolo galleta informática) sarebbe ineccepibile.

♦ cooking show in italiano è più propriamente un programma (o uno spettacolo) di cucina (o di ricette), una trasmissione televisiva basata su un cuoco che cucina in diretta o un gara televisiva di cucina o di ricette.

♦ cool , lett. freddo (es. una persona cool = distaccata), ha assunto ormai il significato di alla moda, di tendenza (un locale o un programma cool) e per estensione è usato anche come sinonimo di fantastico, meraviglioso, bello, soprattutto in un registro gergale colloquiale, quindi fico, ganzo

♦ cooler in italiano è più propriamente un dispositivo di raffreddamento (in varie tecnologie), un refrigeratore, o dissipatore (di calore). Come abbreviazione di wine cooler è una bibita (rinfrescante) a base di vino e frutta ( a bassa gradazione alcolica) e anche un contenitore per tenere il vino in fresco, quindi il cestello del ghiaccio.

♦ cool hunter (lett. cacciatore di tendenze) è un professionista o giornalista alla ricerca di nuove mode e stili di vita di tendenza, quindi in italiano si può rendere anche con esperto di mode (o tendenze).

♦ cooperative compliance nel linguaggio tributario si può esprimere più chiaramente con (regime di) adempimento collaborativo, e consiste in un modello da trasmettere al fisco prima della dichiarazione dei redditi per evitare errori o contenziosi (cfr.  Petizione dell’avv. Maurizio Villani).

♦ copy in italiano è più precisamente un testo pubblicitario, e come abbreviazione di copywriter indica l’autore o il redattore (scrittore) di testi pubblicitari, o redattore pubblicitario.

♦ copyleft (lett. un gioco di parole sul modello di copyright – dove right, significa sia destra sia diritto – mentre left è sinistra ma anche lasciato, quindi a diposizione di tutti) è una forma di protezione di un’opera d’autore che prevede la libertà di riproduzione solo in modo gratuito, quindi non per fini commerciali. In italiano si può rendere con espressioni come opera riproducibile gratuitamente, riproducibile non per fini commerciali.

♦ copyright (lett. diritto di copia, cioè di replica) è un concetto della giurisprudenza statunitense che corrisponde al diritto di sfruttamento economico o di riproduzione (o di replica) di un’opera per fini commerciali.  È una formula che corrisponde solo in parte, e in senso lato, al diritto d’autore che vige nella normativa europea e italiana, che comprende il diritto di sfruttamento economico ma anche una tutela maggiore per l’autore dell’opera e i suoi diritti (dunque non solo la protezione della mera opera). In senso figurato è la paternità intellettuale e in senso stretto protegge la forma (per es. di un testo letterario. musicale o cinematografico) più che i contenuti o la trama (al contrario di un brevetto industriale che tutela l’idea). Si può rendere in italiano con espressioni come riproduzione vietata, protetto da diritto d’autore.

♦ copywriter in italiano è più precisamente l’autore o il redattore (scrittore) di testi pubblicitari, o redattore pubblicitario.

♦ cordless in italiano si dice più semplicemente senza fili, riferito soprattutto agli apparecchi telefonici.

♦ core business (lett. il cuore o nucleo di un’impresa) in italiano si può perfettamente esprimere  in modo più semplice con l’attività primaria (principale, portante o fondamentale) di un’azienda, di un’impresa o attività.

♦ corner, nel gioco del calcio, in italiano si dice più chiaramente calcio d’angolo e l’espressione figurata salvarsi in corner si può perfettamente rendere con locuzioni come  salvarsi per il rotto della cuffia, per un pelo, per un soffio. Nel linguaggio promozionale talvolta un corner (lett. angolo) è un angolo, un padiglione, un espositore, un banco (talvolta anche sportello) posto all’interno di un grande magazzino dove viene venuto o promosso un prodotto o un marchio.

♦ cornflakes in italiano si possono perfettamente dire fiocchi di granturco o mais (soffiati) o più in generale (fiocchi di) cereali.

♦ corporate in italiano è semplicemente aziendale, societario e si ritrova in varie espressioni composte con questo significato: corporate bond cioè titoli societari; ♦ corporate tax cioè tassa aziendale; corporate bond cioè titoli societari; premio corporate (= aziendale) e molte altre di seguito.

♦ corporate design in italiano è semplicemente l’immagine dell’azienda, il logotipo, l’identità visiva e il marchio societario o anche la confezione e la grafica di un prodotto o marchio aziendale.

♦ corporate finance in italiano è più chiaramente la finanza d’impresa, le strategie finanziarie di una società e anche le attività di consulenza per finanziare un’attività.

♦ corporate governance in italiano si esprime più chiaramente con governo, gestione o amministrazione di un’impresa o società, e indica anche l’insieme delle regole, i protocolli, le (buone) pratiche di un’azienda.

♦ corporate identity in italiano è semplicemente l’identità dell’azienda (societaria o aziendale) e quindi per estensione ciò che rappresenta un marchio o che distingue una società, la sua percezione pubblica.

♦ corporate image in italiano è semplicemente l’immagine di un’azienda (impresa o società), di un marchio o di un prodotto che caratterizza un’impresa, quindi la reputazione, la fama, nomea, fortuna o visibilità.

♦ corporation in italiano è più precisamente una grande impresa cioè una società di grandi dimensioni, spesso una multinazionale, o anche una società per azioni.

♦ cosplay (comp. da costume + play = giocare) è la moda di indossare i costumi dei personaggi di cartoni animati, fumetti, videogiochi o film e di impersonarli e in italiano non ha un corrispondente se non in senso lato con travestimento, festa a tema, mentre un adattamento come costumismo non è in uso, anche se sarebbe ineccepibile.

♦ cosplayer è un appassionato o un praticante del cosplayer, quindi un indossatore di costumi di personaggi dei fumetti o film, un amante del travestimento.

♦ cost in italiano è costo, prezzo o spesa.

♦ costing in italiano si esprime più chiaramente con rilevazione o controllo dei costi (aziendali).

♦ co-sourcing in italiano è più chiaramente una risorsa condivisa o la condivisione delle risorse.

♦ cottage in italiano è più chiaramente una villetta, o casetta, casa (a un piano), perlopiù di campagna, di stile rurale, rustico ma elegante.

♦ cotton fioc è un nome commerciale usato per antonomasia per esprimere, più precisamente, i bastonicini ovattati per la pulizia delle orecchie, detti (bastonicini) pulisciorecchi.

♦ couchsurfing (lett. surfing dal divano, dal nome di un sito che offre questo servizio) è un servizio di scambio ospitalità attraverso la rete, e anche la pratica di viaggiare attraverso lo scambio gratuito di ospitalità e abitazioni.

♦ counsellor (anche counselor) letteralmente è un consigliere, che si occupa di counselling, un professionista che fa il motivatore, l’orientatore il consulente alla persona, e aiuta i suoi clienti psicologicamente e con varie tecniche a sviluppare le proprie potenzialità nel lavoro e nella società.

♦ counselling (anche conuseling) in italiano è più chiaramente una consulenza per l’orientamento professionale, o anche più in generale un servizio di orientamento, sostegno psicologico, una terapia o un corso motivazionale per chi manifesta disagi sociali e viene così reintegrato nella società e nel mondo del lavoro, ma anche per individuare, motivare, coltivare e potenziare le proprie attitudini e la propria autostima, dunque: una terapia per l’autostima, un sostegno motivazionale,  un corso o una consulenza per l’autoriqualificazione o l’autoaiuto.

♦ countertrade (lett. controscambio) in italiano indica un baratto (o scambio) commerciale in cui l’acquirente paga le merci con i beni del proprio Paese che il venditore immette sul mercato, quindi è in senso lato un semplice scambio merci a livello internazionale.

♦ countdown in italiano si esprime più precisamente con conto (o anche conteggio) alla rovescia.

♦ country manager in italiano si esprime più semplicemente con responsabile (commerciale) di un dato Paese o nazione, quindi in una multinazionale è il direttore (dirigente o responsabile) nazionale.

♦ couponing in italiano è una promozione attraverso buoni sconto od omaggio.

♦ cover (lett. copertina) in italiano si esprime più semplicemente con copertina (di dischi, riviste ecc.); riferito ai cellulari indica la custodia sostituibile (rimovibile e intercambiabile), la mascherina, l’involucro; in ambito musicale indica un rifacimento, una riedizione, una reinterpretazione o una riesecuzione di un brano o di una canzone successo (anche una nuova versione).

♦ coverage in italiano si esprime più chiaramente con copertura del segnale televisivo, radiofonico o telefonico.

♦ cover band in italiano è un complesso (musicale) che esegue pezzi di successo altrui.

♦ cover girl in italiano si esprime più chiaramente con ragazza (da) copertina e per estensione fotomodella.

♦ cover story (lett. storia da copertina) in italiano si esprime più chiaramente con fatto (o storia, vicenda) da prima pagina (o da copertina), quindi di primo piano, eclatante, vicenda bomba e simili.

♦ cowboy (comp. di mucca e ragazzo) letteralmente in italiano è più precisamente un buttero (guardiano, a cavallo, di mandrie), mandriano, vaccaro o vaccaio, allevatore (di mucche), ma nell’immaginario cinematografico indica i personaggi dei film western cioè i coloni ottocenteschi delle coste occidentali degli Stati Uniti (il “far west”) che giravano armati, e per estensione è talvolta sinonimo di pistolero o avventuriero.

♦ coworking in italiano è letteralmente una condivisione del lavoro (o lavoro in condivisione) che può avvenire attraverso la condivisione di uno stesso spazio lavorativo (per es. tra diversi professionisti), la condivisione di alcuni spazi o servizi (per es. una sala riunioni o una segreteria) oppure una sinergia multidisciplinare tra differenti competenze e figure professionali.

♦ crack 1) è una droga a base di cocaina in cristalli, da fumo e di basso costo. 2) in informatica in italiano corrisponde a una violazione, intrusione (illecita, abusiva, illegale) in un sistema o programma (craccare si esprime anche con bucare un sistema), o anche il suo danneggiamento. 3) adattato in crac, in economia indica più precisamente il fallimento (tracollo, crollo, rovina) economico o finanziario di un’impresa.

♦ cracker 1) in italiano è una galletta o biscotto (salato). 2) in informatica è chi viola un sistema o un programma per danneggiarlo o rubarne i dati , quindi un pirata (criminale, scassinatore) informatico.

♦ cracking è una lavorazione del petrolio che in italiano si chiama più precisamente piroclasi, pirolisi, piroscissione (cfr. forum cruscate).

♦ crash (di etimo onomatopeico) è il rumore di qualcosa che va in pezzi, il frantumarsi, la frantumazione rumorosa, lo schianto, l’andare in pezzi,  il fracassarsi; per estensione in italiano indica anche il crollo in Borsa; in informatica è il blocco di un sistema o di un programma, l’arresto improvviso, l’andare in bomba, l’impallarsi.

♦ crash test in italiano si può dire perfettamente simulazione di un incidente (automobilistico) o di collisione, prova d’urto, collaudo di impatto.

crawl, nel nuoto, in italiano si dice più propriamente stile libero.

♦ creative writing in italiano si dice più propriamente scrittura creativa.

♦ credit card in italiano si dice più propriamente carta di credito.

♦ credit crunch in italiano si dice più propriamente stretta di credito (o credilizia) e cioè la riduzione del credito (la concessione del credito limitata o erogata con parsimonia) da parte delle banche.

♦ credit manager (o anche credit officer) in una banca è più chiaramente il responsabile (della concessione) dei crediti.

♦ credits in italiano sono più precisamente i riconoscimenti, le attribuzioni o i ringraziamenti, in un libro espressi per es. nel colophon o nel frontespizio, cioè gli autori, i collaboratori; nei film sono i titoli di coda; nei programmi multimediali in rete o su dischetto talvolta sono indicati anche con il falso amico (non particolarmente corretto) crediti.

♦ crew in italiano si dice più propriamente il personale (solitamente i crew sono il personale di grandi catene commerciali); un’altra accezione è quella semplicemente di squadra o equipaggio, cioè un gruppo di persone impegnate in un’attività comune.

♦ cric in italiano si può dire martinetto (a leva) e genericamente è una leva (per il cambio di una ruota o il sollevamento di una vettura).

♦ critical mass in italiano si dice più propriamente massa critica.

♦ cropping in italiano si dice più propriamente scontornare, ritagliare, rifilare o anche profilare (una sagoma, una foto, un disegno…).

♦ cross, nel linguaggio calcistico, si dice meglio in italiano traversone; nel tennis corrisponde invece a un colpo diagonale, mentre nel pugilato in italiano si dice gancio. Spesso viene usato come abbreviazione di motocross, che in italiano si può definire attraverso sinonimie poco in uso come motociclismo campestre.

♦ cross-country in italiano si dice più propriamente corsa campestre.

♦ crossing-over in italiano si può definire come scambio (o incrocio) genetico (o di segmenti di DNA), o ricombinazione cromosomica (o genetica) che avviene tra cromosomi durante la meiosi.

♦ crounch, nel linguaggio del pugilato, in italiano si dice meglio guardia bassa.

♦ crowdfounding in italiano si può definire come finanziamento collettivo o popolare, o raccolta di (micro)finanziamenti o di fondi, per lo più attraverso la rete intorno a progetti di valore sociale.

♦ crowdsourcing in italiano si può definire come progetto collettivo, progettazione (o anche soluzione) collettiva o popolare,  in altre parole un progetto basato sull’intelligenza collettiva o connettiva della rete. Nel caso le soluzioni siano ricercate da un’azienda si può parlare anche di esternalizzazione collettiva o digitale (invece di fare outsourcing = esternalizzazione verso terzi, si fa un’esternalizzazione aperta alle reti sociali).

♦ cruelty-free in italiano si può esprimere con il calco senza crudeltà o con animalista, rispettoso dei diritti degli animali, e più precisamente non testato sugli animali (riferito a prodotti per es. cosmetici che seguono queste procedure).

♦ cruise in italiano si può definire come missile da crociera o a traiettoria guidata (in quanto possiede un motore per la traiettoria guidata che gli consente una sua rotta, al contrario dei missili balistici a traiettoria prefissata).

♦ cruiser è un imbarcazione che in italiano si può indicare con cabinato, cioè fornita di cabina, da diporto e adatta a brevi crociere.

♦ cruising in italiano si può definire navigazione sportiva, o da diporto.

♦ cult in italiano si può rendere perfettamente con oggetto di culto (in ingl. anche cult object),o semplicemente di culto quando è riferito a qualcosa come un libro un film (che possono anche essere resi con di straordinario successo e simili).

♦ curtain wall in italiano si può rendere perfettamente con parete a vetro o genericamente vetrata (di fabbricati con le pareti a vetro sostenuti da intelaiature metalliche).

♦ curvy indica la rotondità delle forme, e riferito a una donna si può meglio esprimere con dalle forme piene, abbondanti, rotonda o rotondetta, maggiorata, prosperosa, giunonica, tutta curve, burrosa, e anche come eufemismo di grassa, cicciona, sovrappeso, obesa.

♦ custom in italiano si può rendere perfettamente con personalizzato, fatto su misura (o con la locuz. latina ad hoc ).

♦ customer care in italiano si può rendere più precisamente con assistenza clienti (o della clientela) o servizio clienti.

♦ customer satisfation in italiano si può dire meglio soddisfazione dei clienti o gradimento.

♦ customer service in italiano si può rendere perfettamente con servizio clienti, il reparto aziendale che segue i clienti nella postvendita, quindi anche servizio postvendita.

♦ cut in italiano è un taglio, e il termine circola in varie espressioni come cut and paste, cioè taglia e incolla; ♦ cut price cioè uno sconto, una riduzione del prezzo di vendita.

♦ cutter in italiano si può rendere perfettamente con taglierino o anche sgarzino, cioè una lametta retrattile (per tagliare la carta, le pelli…). A volte indica invece un frullatore, uno sminuzzatore, un tritatutto (un elettrodomestico dotato di lame per tagliare). Nel linguaggio marinaresco è anche un piccolo veliero, un’imbarcazione a vela (da diporto o regata).

♦ cyber- è un suffissoide che in italiano è stato adattato anche come ciber-, e indica ciò che è virtuale o legato alla rete, e si ritrova in composti come cybersecurity, cioè sicurezza informatica o le procedure per la sicurezza contro virus o attacchi informatici; ciberbullismo, cioè bullismo digitale o virtuale; ciberspazio cioè realtà virtuale, lo spazio virtuale della memoria dei calcolatori; cibernauta cioè navigatore in rete.

♦ cyborg nella fantascienza indica un essere umano con impianti sintetici, quindi in italiano si può rendere benissimo con uomo bionico, cibernetico, potenziato (da protesi).

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L’itanglese ci avvolge: qualche esempio concreto

La mia impressione è che molti studiosi stiano sottovalutando, e di molto, il fenomeno degli anglicismi che percolano nel linguaggio di tutti i giorni in modo sempre più abbondante. L’itanglese non è poi così lontano, non è una prospettiva che riguarda solo il futuro, è qualcosa di tangibile nel linguaggio del presente. Voglio proporre tre esempi di fenomeni accaduti in questi giorni che ritengo significativi.

L’itanglese nella Gazzetta Ufficiale

Lucius Etruscus mi ha segnalato un bando appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (6/11/2017) per  la fornitura di “Servizi di capacity building”, che ha così commentato:

“L’appalto rientra in un rapporto fra l’Italia e il Kenya e sicuramente ci si esprime in inglese (il titolo dell’appalto è infatti: Capacity building and supply to the Sigor Wei Wei Integrated Development Project), però bisogna decidersi: visto che il bando è pubblicato sulla Gazzetta italiana, forse dovrebbe essere scritto in italiano… Poi però viene specificato che interessa una «zona arida del Paese caratterizzata da scarsità di pioggie»: ecco perché scrive in inglese, perché l’italiano lo mastica poco!”

A parte lo strafalcione pioggie/piogge segnalato in modo perfido, quello che mi colpisce è la totale assenza di equivalenti italiani per capacity building, un’espressione incipiente e poco chiara, forse anche fumosa per molti (mentre Performance Guarantee è stato giustamente affiancato a Garanzia buona esecuzione).

Cosa significa in sostanza?
Capacity in italiano si esprime più semplicemente con capacità o abilità. Il termine inglese non è annoverato nei dizionari tra gli anglicismi entrati nella nostra lingua, eppure ricorre in varie espressioni circolanti sui giornali, come capacity test (una prova di abilità, un esperimento o esame attitudinale) o capacity development (più semplicemente lo sviluppo), o ancora capacity strenghtening (un potenziamento o un rafforzamento).

Venendo a capacity building (lett. costruzione delle capacità), si può dire più precisamente senza ricorrere all’inglese per esempio rafforzamento delle potenzialità, percorso di formazione…  e nel caso del bando in questione si potrebbe forse scrivere “Servizi di formazione”, anche perché tra i requisiti di gara c’è l’aver già partecipato ad almeno un altro simile appalto, per cui la traduzione e la chiarezza sarebbero in teoria doverose.

Tra gli altri anglicismi del testo spicca anche tender, in un caso affiancato al corrispettivo italiano (Garanzia mantenimento offerta – Tender Guarantee) ma più avanti usato come sinonimo di offerente, come nota Lucius che cito testualmente:

“Nella modalità di presentazione delle offerte si parla di «numero di riferimento del presente tender» (cioè della presente offerta) e della necessità di inserire «la frase, scritta nella lingua del tender: Not to be opened before the tender-opening session». Ora mi chiedo: che cos’è un tender? E quale sarebbe la lingua del tender? L’itanglese? Anche soprassedendo sulla scritta che dice «di non aprire prima dell’apertura…» questo tender sarebbe il mantenimento offerta? Boh…

Infine ho avuto un brivido all’ultima riga: «Sito italiano dal quale reperire tutta la documentazione […] durante la prevista site visit sarà richiesta attestazione dell’avvenuto pagamento». Site visit? Devo proprio dirlo: Oh my God!”

Sugli anglicismi che stanno entrando nel linguaggio istituzionale mi sono già espresso, non ritengo ci sia da aggiungere altro rispetto a questa segnalazione.

Cartelli stradali: refuso o lapsus?

Fico Rovery-2Il secondo esempio di itanglese (grazie all’avv. Bruna Zambrini che me l’ha indicato), riguarda un refuso su un cartello stradale in zona Bologna. Nella segnalazione del nuovo parco alimentare FICO Eataly World, nella foga di usare gli anglicismi, ecco che anche Roveri diventa Rovery. Alcuni giornali hanno parlato di un refuso, ma pare più un lapsus freudiano: non sarà il suono inglese sempre più pervasivo che ha portato a percepire all’inglese anche la i finale della zona industriale di Roveri? Agli “psicanalinguisti” l’ardua sentenza.


Chi è Walter Veltroni? Uno
Statesman, journalist & filmmaker!

Il terzo esempio riguarda una manifestazione che si è appena svolta sul lago di Como, il TEDxLakeComo.

Anche in questo caso, basta scorrere il programma e il sito, per rendersi conto che la lingua scelta per promuovere la manifestazione è l’itanglese, l’alibi è di certo il voler rivolgersi a un pubblico internazionale, ma sarà davvero così?
Gli ospiti sono quasi tutti italiani, e l’italiano è la lingua in cui si parla nei convegni. La cosa che più mi colpisce e mi fa sorridere, è che tutti i protagonisti della manifestazione sono presentati in inglese, e così Waler Veltroni è uno Statesman, journalist & filmmaker, i musicisti sono music performer (alla faccia di chi sostiene che si usa l’inglese perché è una lingua più sintetica), un’arpista è una Contemporary Harpist (per fortuna che è contemporanea, altrimenti le sarebbe difficile suonare dal vivo) i giornalisti sono journalist e via dicendo. Ma che nel mondo del lavoro la frittata sia ormai fatta è cosa risaputa. Da anni le traduzioni in inglese delle professioni sono un obbligo (anche a costo di apparire ridicoli), basta consultare un sito di offerte di lavoro o collezionare biglietti da visita per rendersene conto.

 

PS: per chi fosse interessato, domani alle 16 parlerò di anglicismi su Radio 3, nella trasmissione Fahrenheit.

Il mito della sinteticità dell’inglese (competitor e giveaway)

Uno dei motivi per cui i giornalisti preferiscono ricorrere all’inglese, soprattutto nei titoli e nei sottotitoli, è legato alla maggiore sinteticità di questa lingua che permette di comporre strilli di impatto con un minor numero di lettere rispetto all’italiano. Spesso gli anglicismi si riducono a comodi monosillabi, come boss, box, club, cast, fan, flirt, gay, quiz, star, show, tweet, vip, zoom

Ma è davvero questa la ragione della preferenza dei termini inglesi?

Non credo proprio. Premesso che la lingua non è matematica – e se il cinese fosse ancora più sintetico dell’inglese non mi sembra una buona ragione per adottarlo al posto dell’italiano – la sinteticità dell’inglese è solo un alibi. La verità è che lo preferiamo per altri motivi: perché è di moda, suona moderno e internazionale e perché abbiamo un complesso di inferiorità culturale che ci induce a utilizzare le parole inglesi, o i loro suoni, invece di adattarle o tradurle, per sentirci più americani, come nella canzone di Renato Carosone e nel film con Alberto Sordi Un americano a Roma.

Per prima cosa: la preferenza dell’inglese avviene anche quando questa sinteticità viene meno. Misunderstanding è lungo e impronunciabile rispetto a equivoco, malinteso o fraintendimento, eppure si sente spesso, perché suona più “figo”. Che dire della preferenza dei giornali per il termine leader rispetto a capo? Dov’è il risparmio? E nomination o location invece di nomina e luogo (posto o sede)? In realtà queste parole ci piacciono per il loro suono (abbiamo un debole per i suoni in scion, come nella Svalutation di Celentano) e non è certo per risparmiare una “e” finale se sempre più spesso si sente dire mission, vision o competitor al posto dei nostri equivalenti.

Competitor o competitore?

Competitore non è una parola di alta frequenza rispetto a sinonimi come rivale, concorrente e simili, ma si è sempre usata, in italiano, senza vergognarcene. Almeno fino agli anni Novanta, quando si è cominciato sempre più a usare il corrispondente inglese. Dagli anni Duemila c’è stato il sorpasso: oggi il termine inglese ha una frequenza che è più del doppio di quella dell’italiano (stando alle occorrenze dei libri in italiano indicizzati da Google).

competitor

Seconda considerazione, tornando alla sinteticità dell’inglese: in linea di massima è innegabile, ma non è questa la causa dell’abuso degli angloamericanismi. Già Leopardi, nello Zibaldone, appuntava che “nel pronunziare o nel sentir pronunziare una lingua straniera, ci piacciono più di tutti quei suoni che non sono propri della nostra” e se questa lingua è poi considerata superiore, di moda o maggiormente evocativa, come nel caso dell’inglese, è qui che vanno ritrovate le ragioni dell’abbandono dell’italiano.

E infatti la lista degli pseudoanglicismi – quelle parole che suonano come inglesi ma che non lo sono affatto nel significato o nell’uso – è molto lunga. In inglese non esistono gli slip né i pile. Beauty è bellezza, non il diminutivo di beauty case, basket è cesto, non la pallacanestro (basketball). Spesso siamo noi che accorciamo le espressioni inglesi e diamo loro un significato particolare e una sinteticità che esistono solo in Italia: la spending review viene introdotta nella nostra lingua al posto di taglio o revisione della spesa e diventa semplicemente spending, i wafer biscuit o (wafer cookie) sono wafer, il trolley course (trolley bag, trolley case o trolley suitcase) è il trolley; lo striptease diventa strip e il toasty, toastie o toasted sandwich, si contraggono semplicemente in toast.

Giveaway: Diciamolo in italiano!

Tra gli pseudoanglicismi incipienti c’è anche giveaway che in inglese indica un omaggio, qualcosa di “dato via” per fini promozionali, spesso di scarso valore, ma che in italiano è usato erroneamente come sinonimo di gara a premi, competizione con in palio un omaggio, ma come ha osservato Licia Corbolante in inglese si dice giveaway contest o giveaway competition.

diciamolo in italianoE allora chi vuole partecipare a un sorteggio per vincere una copia omaggio del mio libro… può collegarsi al Free Book #Giveaway: Diciamolo in italiano!

Buona fortuna e W le contraddizioni!

Per partecipare al commenta e vinci basta lasciare un commento entro il 27 novembre sul sito Liberi di scrivere. Tra tutti quelli pervenuti sarà estratto un nominativo a caso che riceverà a casa gratuitamente una copia del libro.

Partecipa numeroso, lettore!

Rassegna stampa

Si sa che le lingue cambiano, si evolvono e si contaminano. Quindi perché l’itanglese è un problema?
L’itanglese è la rinuncia alle nostre radici, alla nostra storia, alla nostra cultura e al futuro dell’italiano. Curiosamente, nessuno ha da ridire sulla difesa e salvaguardia dell’italianità in altri campi, dal patrimonio artistico a quello culinario. Ma per la lingua, sembra che la sua tutela (normale in Francia, Spagna o in Cina) sia un’idea da conservatori antiquati.

Le lingue vive cambiano, certo, ma proprio perché sono vive non bisogna dimenticare che possono anche morire. L’espansione dell’inglese globalizzato interferisce con gli idiomi di tutti i Paesi, ma dai noi il numero e la frequenza degli anglicismi non sono paragonabili a quanto accade altrove…

Questo è uno stralcio dell’intervista che mi hanno fatto sul sito della Comunità Radiotelevisiva Italofona, uscita ieri, che si può leggere integralmente qui: L’italiano diventerà un dialetto d’Europa?

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“Ecco un libro cool che andrebbe letto as soon as possible (o peggio, asap!). Perché think different è sempre un must.

Chiara Beretta Mazzotta ha segnalato il mio libro su Radio 105, nella rubrica “Libri a colacione” del 28 ottobre. Si può leggere la sua presentazione e scaricare l’audio della trasmisione sul sito BookBlister.

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“La verità è che non riesco a vedere negli anglicismi l’unico colpevole dell’impoverimento lessicale dell’italiano che usiamo tutti i giorni. Impoverimento che non si può negare, così come massiccia è l’invasione dell’inglese, di cui Zoppetti ci fornisce ampie prove.

Anche a me location fa orrore e scrivo persino sempre fine settimana invece di weekend, ma non riuscirei a tornare a trucco invece di makeup o a tesserino invece di badge. Perché mi vengono in mente le signore cotonate degli anni sessanta e le macchinette timbratrici all’ingresso degli uffici.”

Luisa Carrada in una recensione al libro sul blog Il mestiere di scrivere.

 

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“Avete presente le diatribe sul riscaldamento globale, con tanti scienziati che negavano (e alcuni che negano ancora oggi) che gli eventi che si trovano davanti ai nostri occhi abbiano correlazione alcuna con l’aumento della temperatura del pianeta causato dalle nostre emissioni? Ecco: in questo libro Zoppetti mostra come l’ingresso degli anglismi nella lingua italiana stia seguendo lo stesso percorso, con un effetto valanga che è nato sottotraccia, addirittura minimizzato da illustri italianisti come Tullio De Mauro, ma è arrivato a un punto tale che potrebbe persino essere troppo tardi per evitare danni irreparabili non solo al lessico ma anche alla struttura stessa dell’italiano.”

Lo scrive Maurizio Codogno sulle sue Notiziole di .mau.

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“Wojtyla una volta disse: ‘Non so se posso bene spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi… corrigerete‘, ma nessuno osò corrigerlo.
Ma almeno quel papa (…) ci aveva provato a parlare italiano, mentre molti italiani vi rinunciano.”

Armando Adolgiso apre così la sua segnalazione al mio libro dalla rubrica Cosmotaxi.

Anglicismi con la B

Dopo gli anglicismi con la A,  pubblico la lettera B del dizionario dei sinonimi e delle alternative agli anglicismi imperanti, nella speranza che possa servire per la diffusione e circolazione delle parole italiane, che stanno soccombendo davanti al monolinguismo basato sull’inglese e sulla monosemia che piace tanto ai traduttori automatici.

Premessa

Nel 2015, Claudio Giovanardi, analizzando alcune voci del Devoto Oli,  notava che troppe volte i dizionari si limitano a dare delle definizioni, ma non riportano le alternative italiane agli anglicismi. In questo modo la parola straniera diventa l’unica risorsa lessicale a disposizione del lettore.

Cfr. Claudio Giovanardi, “Un bilancio delle proposte di traduzioni degli anglicismi 10 anni dopo” in Claudio Marazzini e Alessio Petralli (a cura di), La lingua italiana e le lingue romanze di fronte agli anglicismi, Accademia della Crusca/goWare, 2015, pp. 64-85 (e-book, formato epub).

Questo è per me un punto fondamentale che voglio riprendere con qualche esempio. Bulldozer in italiano si dice apripista, e anche se non è comune come il corrispettivo inglese, è un termine appropriato e in circolazione. Eppure, nella voce bulldozer di Devoto Oli 2017, Zingarelli 2017 (che riporta: “fig. schiacciasassi”), Gabrielli, Nuovo De Mauro e Sabatini Coletti (che indica ruspa), l’alternativa italiana non è mai indicata.  Curiosamente, invece, la voce apripista di Devoto Oli, Zingarelli e Nuovo De Mauro rimanda proprio a bulldozer.
Perché questa alternativa al contrario? Perché la parola inglese non ha l’alternativa italiana e, viceversa,  quella italiana ha un rimando a come si dice in inglese?

Non è solo una questione di frequenza, è un problema di impostazione.
Cercando catering, non c’è un dizionario che riporti l’alternativa di servizio di ristorazione che si trova per esempio nell’elenco delle 300 parole pubblicato su Nuovo e Utile di Annamaria Testa.

Oppure screenshot, perché i dizionari si limitano a definire l’anglicismo senza riportare l’alternativa schermata? Questo approccio non può che contribuire alla diffusione delle parole in inglese e a farle affermare come l’unica possibilità espressiva. La gente parla come vuole, ma per poter scegliere, le alternative devono esistere e devono circolare. I giornali preferiscono gli anglicismi e li diffondono, la gente necessariamente li ripete, e gli equivalenti italiani regrediscono. Se non li riportano nemmeno i dizionari, l’itanglese sarà il futuro.

Per fortuna la nuova edizione del Devoto Oli sembra che abbia finalmente recepito questo problema e ha annunciato tra le novità proprio una sezione con 200 anglicismi di cui sono finalmente proposte le alternative.

Il segnale è importante, ma 200 anglicismi sono davvero pochi. Primo perché il dizionario ne annovera più di 3.400 e secondo perché di seguito pubblico 261 alternative a parole inglesi solo con la lettera B.

Ho aggiustato il tiro rispetto alla lettera A (soprattutto nel taglio), ma ancora si tratta di un elenco in fase di bozza, sicuramente con errori, ingenuità, lacune, possibilità di miglioramenti, ma da qualche parte bisogna pure cominciare. Spero che possa essere utile e spero che gli utilizzatori e i lettori si trasformino in partecipanti: che lascino le loro aggiunte e segnalazioni in modo che tutto si possa arricchire e perfezionare.

Ringrazio:
♦ l’avvocato Bruna Zambrini per la consulenza sui termini bancari e della giurisprudenza;
Lucio per il materiale bibliografico che ha voluto condividere;
♦ il forum Cruscate, che con i suoi elenchi di traduzioni dei forestierismi è attualmente la più ampia e preziosa risorsa in rete che ho consultato, insieme alle 300 parole da dire in italiano di Annamaria Testa.

 

Alternative agli anglicismi: lettera B

(C) 20017, antonio zoppetti

B2B abbreviazione di business to business (approssimato al suono di two = 2). È una voce gergale del linguaggio aziendale, e soprattutto nel linguaggio comune si può sostituire per esempio con l’espressione commercio interaziendale.
B2C abbreviazione di business to consumer (approssimato al suono di two = 2) consumer. È una voce gergale del linguaggio aziendale, e soprattutto nel linguaggio comune si può sostituire per esempio con commercio al dettaglio o rivolto al consumatore finale.
♦ baby si può sostituire con equivalenti come bambino, bimbo, pupo, piccolo (secondo Arrigo Castellani anche bebè, un francesismo ottocentesco onomatopeico che risulta ineccepibile anche dal suo punto di vista neopurista). Al femminile indica anche ragazza (hey baby!). In Italia (ma non nell’inglese) dal sinonimo di piccolo passa a designare anche una porzione ridotta o mezza porzione di un alcolico (per esempio di whisky). Baby è diventato anche un suffissoide sinonimo di piccolo o giovane (es. royal baby, l’ultimo nato della casa reale del Regno Unito) che in italiano (ma non inglese) genera espressioni dal suono anglofono come baby bonus o bonus bebè (= contributo per le nascite), baby-gang (= banda criminale minorile), baby killer (= giovane assassino o omicida). In molti altri casi si combina con termini italiani in parole macedonia dove può essere sostituito da bambino, piccolo o giovane: babypensionato, babycalciatore, babycampione, babyconsumatore. Spesso designa la delinquenza giovanile o dei minori: babycriminale e babycriminalità, babydelinquente, babydelinquenza, babyspacciatore.
♦ baby bonus in italiano si dice più chiaramente contributo per le nascite.
♦ baby boom è un’espressione coniata per indicare l’incremento demografico o l’esplosione delle nascite (del Dopoguerra).
♦ baby boom generation si riferisce alla generazione dei nati negli anni Cinquanta.
♦ baby doll (lett. piccola bambola) indica un completo da notte femminile divenuto popolare attraverso l’omonimo film di Elia Kazan (1956). Nel linguaggio comune si può sostituire in senso esteso con sinonimi come completo da notte, vestaglia, camicia da notte (di aspetto sensuale).
♦ baby-gang in italiano si può meglio dire banda criminale minorile.
baby killer in italiano si può meglio esprimere con giovane assassino o omicida.
♦ baby parking è una zona attrezzata per la custodia dei bambini, per esempio in alcuni centri commerciali. Si può perfettamente esprimere con espressioni italiane come zona bambini, parco (per i) bambini.
♦ baby-sitter è ottimamente sostituibile da parole italiane come tata o bambinaia, e anche da espressioni più datate come balia e in alcuni casi governante. Arrigo Castellani ha proposto senza successo l’equivalente guardabimbi, che non è in uso né un termine registrato dai dizionari. Tuttavia è comprensibilissimo e non richiede spiegazioni, e nel linguaggio comune (in cui si esprime la creatività personale del parlanti) nulla vieta di usare l’espressione guarda-bimbi.
baby-sitting si può esprimere perfettamente con il parziale adattamento babysitteraggio, oppure con locuzioni equivalenti come per es. assistenza bambini o sorveglianza dei bimbi.
backbone (lett. spina dorsale) indica una linea di collegamento telematica e si può rendere benissimo anche con dorsale (per le telecomunicazioni) e sinonimi come collegamento o infrastruttura.
back-end nei programmi informatici indica l’interfaccia di amministrazione (contrapposto a front-end = interfaccia utente).
back cover è un’espressione non riportata nei dizionari, ma che circola in rete o nel linguaggio dell’editoria, e si può rendere in modo più comprensibile e corretto con quarta di copertina o retrocopertina.
♦ backgammon è un celebre gioco che in italiano si chiama tavola reale, tric trac o tricche tracche (onomatopeico, dal rumore dei dadi) e anche sbaraglino (il diminutivo di un gioco simile, ma con tre dadi invece di due, che si chiama sbaraglio).
background in italiano si esprime più correttamente con espressioni come retroterra o bagaglio (culturale), e in certe espressioni si può esprimere per esempio anche con sfondo.
back-office (lett. ciò che sta dietro un ufficio o un’attività, e che il pubblico non vede) è un’espressione del linguaggio aziendale (il back-office bancario, le attività di back-office) che indica per estensione la logistica, la produzione, la struttura operativa di un’azienda che si possono utilizzare come sinonimi efficaci. La traduzione retrosportello non è molto in uso.
backslash è il simbolo (\) presente sulle tastiere che in italiano si chiama barra (barretta o sbarretta) rovesciata (o retroversa).
backspace è il tasto lungo (<–)  che serve per cancellare il carattere a sinistra del cursore, presente sulle tastiere, che in italiano si chiama tasto indietro, e si può esprimere con locuzioni come tasto di ritorno.
♦ backstage si può meglio esprimere in italiano con dietro le quinte (o il meno diffuso retroscena).
♦ backup è un sistema di riserva (in caso di guasto di quello principale), e in informatica fare un backup si può esprimere più chiaramente con fare una copia o un duplicato (di sicurezza, riserva, scorta su un secondo supporto),  e per estensione è anche il salvataggio dei dati.
backpacker (lett. che ha uno zaino in spalla) indica un turista squattrinato, con pochi soldi, senza un programma stabilito e quindi fai-da-te, e si può esprimere in senso lato anche con sinonimi come per esempio saccopelista.
♦ bacon in italiano si dice più correttamente pancetta affumicata.
♦ bad bank nel linguaggio economico indica una  banca (costituita) per l’assorbimento dei crediti deteriorati (non esigibili o dei derivati). Non c’è nessuna ragione per non tradurre l’espressione con un equivalente di banca cattiva (o cattiva banca), in molti articoli sull’argomento le due espressioni sono infatti alternate (es. Banca d’Italia).
Un consiglio per chi deve per esempio scrivere in proposito è quello di introdurre le due espressioni e di alternarle come sinonimi in modo da fare circolare anche l’equivalente italiano, che in senso lato si può rendere anche come mala banca [Cfr. Gabriele Valle, Italiano Urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo, Reverdito, Trento 2016].
bad boy si può esprimere in italiano a seconda dei contesti come ragazzaccio o cattivo soggetto o anche bullo, ribelle (con accezione negativa ma che può avere il suo fascino).
bad company (lett. cattiva società)  nel linguaggio economico indica una a società (costituita) per l’assorbimento delle perdite (dei debiti o dei passivi), per es. l’Alitalia smembrata in una cattiva impresa da liquidare e in una buona impresa da risanare. Non c’è nessuna ragione per non tradurre l’espressione con un equivalente come cattiva impresa/società (o impresa/società cattiva) e in molti articoli sull’argomento le due espressioni sono infatti alternate.
Un consiglio per chi deve per esempio scrivere in proposito è quello di introdurre le due espressioni e di alternarle come sinonimi in modo da fare circolare anche l’equivalente italiano.
♦ bad girl si può esprimere in italiano a seconda dei contesti come ragazzaccia, cattiva ragazza, malafemmina.
♦ badge (lett. distintivo anche della polizia) in italiano si può rendere benissimo con tesserino (magnetico) che può essere identificativo o di accesso, cartellino, o anche lasciapassare.
badminton in italiano è il gioco del volano.
baggy pants indica i pantaloni a vita bassa, calzati bassi, che lasciano intravedere l’intimo.
bagpipe in italiano è la cornamusa (scozzese).
♦ bagtrack in italiano è il (sistema di) tracciamento dei bagagli (per es. negli aeroporti).
♦ bail-in è un’espressione del linguaggio economico che si può meglio esprimere in italiano con salvataggio interno (di una banca in difficoltà) [cfr.  Petizione dell’avv. Maurizio Villani] o ricapitalizzazione interna [Cfr. Gabriele Valle].
♦ balloon in italiano si rende meglio con nuvoletta (dei fumetti), una parola che è resa anche nei nomi di varie librerie e manifestazioni specializzate con “nuvola parlante”. Per estensione i balloon si usano anche per indicare i fumetti stessi (o le strisce).
♦ banana republic è un’espressione che in italiano si esprime meglio con repubblica delle banane.
♦ band, nella sua accezione musicale, in italiano si può esprimere con espressioni come gruppo o complesso (musicale), per la musica leggera. Tra i sinonimi ci sono anche orchestra (più adatto per il jazz o la musica classica), piccola orchestra, orchestrina, mentre banda si riferisce soprattutto a una compagnia di suonatori di fiati e percussioni (civile o militare).
♦ bang come onomatopea vive correttamente nell’italiano, per esempio nei fumetti (accanto a bum e agli altri suoni); nel suo significato esteso si può dire meglio con parole come scoppio (per es. sonico, per la rottura del muro o barriera del suono), sparo, deflagrazione, esplosione, boato e altri.
♦ bankster (composto da banker “banchiere” e gangster) in italiano si può indicare con la parola faccendiere, o con locuzioni come banchiere pirata, fraudolento, speculatore e altri simili epiteti.
♦ banjo indica lo strumento musicale che in italiano è stato adattato con bangio.
♦ banner è un tecnicismo per indicare gli annunci grafici cliccabili sulle pagine in rete, e per esteso si può di volta in volta rendere in italiano anche con pubblicità, inserzione o annuncio cliccabile.
♦ bar è un anglicismo che da noi ha assunto un diverso significato (in inglese nei bar si servono gli alcolici) ma è ormai assimilato nella nostra lingua sin dall’Ottocento, al punto che non ne percepiamo più l’origine straniera. Tra i sinonimi e le alternative ci sono anche caffè, caffetteria, birreria, il datato mescita (o spaccio di bevande) o il generico locale (pubblico).
♦ barbecue in italiano si può esprimere con griglia o fornello (a carbonella), e la sua altra accezione che indica il cucinare all’aperto e il tipo di cottura con grigliata, cottura alla brace.
♦ barbie è il nome commerciale dell’omonima bambola, e per antonomasia indica anche una bambola generica. In senso metaforico, barbie (come appunto bambola) indica anche una bella donna, che rappresenta il canone di bellezza o la bellezza stereotipata.
♦ barcamp è un termine tipico del linguaggio della rete e per designare un raduno (di discussione) e un incontro pubblico annunciato su web su determinate argomenti. Tra i sinonimi ci sono per esempio ritrovo, evento, discussione, dibattito, confronto (pubblici).
♦ barcode in italiano si può meglio esprime con codice a barre.
♦ barmaid è l’equivalente femminile inglese di barman, dunque si può rendere in italiano con (la) barista, e per estensione con cameriera o genericamente con ragazza.
♦ barman in inglese è chi lavora in un bar, dove si servono alcolici, e ha competenze nella loro miscelazione. In italiano si dice più correttamente barista, che ha competenze più allargate, perché serve anche cibi o caffè.
♦ bartender equivale a barman (inglese) nell’angloamericano. Da noi questa parola è talvolta usata per indicare chi prepara “cocktail acrobatici” e ricorre a tecniche più veloci o spettacolari. Ma in italiano il termine equivalente è barista, e come per i pizzaioli acrobatici, anche per i baristi si può aggiungere l’aggettivazione di volta in volta più appropriata.
♦ baseball è un gioco che in italiano è stato adattato con pallabase, che è l’equivalente anche se meno usato.
♦ baseball cap (o hat) indica il tipico cappello usato nella pallabase, e per estensione designa in modo più generico il cappello con visiera.
♦ base jumping in italiano si può esprimere con l’espressione paracadutismo da terra, o anche da dirupo o da grattacielo a seconda delle circostanze.
♦ base line (lett. “linea di base”) nel linguaggio pubblicitario designa la scritta in calce a un documento (o testo) che reca l’anagrafica, il logotipo o il motto aziendale. Nel linguaggio comune si può esprimere come l’anagrafica in calce o di fondopagina.
♦ basic oltre a essere un linguaggio di facile programmazione (Beginners Allpurpose Symbolic Instruction Code), come aggettivo in inglese significa essenziale, fondamentale, di base. Non c’è alcun bisogno in italiano di ricorrere al termine in inglese, davanti ai tanti sinonimi, tra cui se ne è aggiunto uno nuovo proprio per l’influsso del “falso amico” inglese: basico (un tempo il contrario di acido o riferito alle rocce eruttive) oggi possiede anche l’analoga estensione del significato anglosassone (che tuttavia non è particolarmente elegante e consigliabile nei registri linguistici elevati).
♦ basic english in italiano si può esprimere con inglese di base, fondamentale, i rudimenti dell’inglese, o anche con inglese da turista in senso ironico.
♦ basket letteralmente significa canestro, e in italiano (ma non in inglese) viene preferibilmente usato come abbreviazione al posto di basketball che nella nostra lingua si dice pallacanestro.
♦ basketball in italiano si dice pallacanestro.
♦ basset hound è il nome inglese di un cane da caccia che, solo nel linguaggio comune, per estensione si può rendere genericamente con bassotto da caccia.
♦ batch processing nel linguaggio informatico è un procedimento che in italiano si può rendere con elaborazione a blocchi.
♦ bazooka in italiano si può indicare in modo preciso come lanciagranate (o lanciarazzi) anticarro portatile, e nel linguaggio generico un sinonimo semplicemente lanciarazzi o lanciagranate.
♦ BB cream (Blemish Balm cream) è una crema coprente (da giorno), che serve per nascondere le imperfezioni e idratare, quindi copre come un fondotinta (che può essere sinonimo in contesti generici) ma senza cambiare le tonalità della pelle.
BBW acronimo di Big Beautiful Woman, cioè bella donna grossa. Nel gergo del porno designa le donne con queste caratteristiche quindi una BBW si può rendere a seconda dei contesti con: maggiorata, grassottella, cicciona, in carne, obesa, sovrappeso, donnona, donna rotonda o abbondante. Per estensione indica anche l’attrazione sessuale verso questo canone femminile.
♦ beach basket in italiano è la pallacanestro da spiaggia.
♦ beach soccer in italiano è il calcetto da spiaggia.
♦ beach tennis in italiano è il tennis da spiaggia.
♦ beach volley in italiano è la pallavolo da spiaggia.
♦ beachwear nel linguaggio della moda corrisponde all’abbigliamento da mare.
♦ bear nel linguaggio della borsa si può rendere in italiano con speculatore ribassista, cioè chi vende titoli che poi ricompra a un prezzo inferiore (il contrario di -> bull, speculatore rialzista). Il termine inglese compare nella Borsa di Londra a metà degli anni Cinquanta e letteralmente è l’abbreviazione di bearskin jobber (chi vende la pelle dell’orso).
Nel gergo degli omosessuali, invece, bear indica un uomo corpulento e peloso, dunque un orso.
♦ beauty case (spesso abbreviato in beauty, che da solo significa però bellezza) è uno pseudoanglicismo italiano (solo di recente comparso anche in Francia) che si può dire più propriamente dire bauletto o valigetta di bellezza, o per i trucchi, o anche portatrucco (o portatrucchi) usati e comprensibilissimi anche se non registrati nei dizionari.
♦ beauty center in italiano si può meglio esprimere con istituto o centro di bellezza.
♦ beauty contest in italiano si può meglio esprimere con concorso di bellezza.
♦ beauty farm in italiano si può meglio esprimere (come beauty center) con centro di bellezza, o stabilimento per trattamenti estetici.
♦ beeper in italiano si può meglio esprimere con cercapersone.
♦ benchmark nel linguaggio finanziario si può più chiaramente esprimere in italiano con parametro di riferimento, e nel linguaggio comune con punto di riferimento, parametro di confronto, pietra di paragone, confronto di base, o semplicemente riferimento e paragone.
♦ benefit in italiano si può dire meglio con sinonimi come beneficio, vantaggio, valore aggiunto, gratifica, indennità.
♦ best friend in italiano si può dire più chiaramente il miglior amico o l’amico del cuore.
♦ best practice (anche al plurale pratices), espressione tipica del linguaggio aziendale,  in italiano si può esprimere più chiaramente con linee guida, protocolli consigliati, miglior procedura, buone pratiche, buone prassi.
♦ best seller è ormai un tecnicismo molto diffuso che si può però sostituire con sinonimi come campione di incassi (delle vendite o di vendita), migliore vendita, o anche con un aggettivo al superlativo come vendutissimo o stravenduto.
betting in italiano si può dire benissimo il settore delle scommesse (soprattutto ippiche) o più semplicemente le scommesse.
♦ bermuda (dalle isole omonime) sono un tipo di pantaloni che nel linguaggio comune si possono anche definire pantaloni corti (al ginocchio).
B&B abbreviazione di bed and breakfast (lett. letto e colazione). SI può sostituire con formule come pernottamento e colazione, e di volta in volta può indicare anche un alloggio informale, una pensione o camera privata. L’espressione, che punta a essere un termine turistico internazionale (anche se nei Paesi di lingua tedesca è diffuso anche Zimmer Privat, camera privata) si diffonde in Italia soprattutto alla fine degli anni ’90 sulla spinta di incentivi e sovvenzioni regionali al turismo che puntano alla locuzione in voga nei Paesi anglosassoni.
♦ big (in inglese grande) si ritrova in moltissime locuzioni inglesi entrate nella nostra lingua. Da solo si può rendere perfettamente con persona importante, o con grande (un big o grande della musica).
♦ big bang nel linguaggio fisco-astronomico (teoria del big bang) è la grande esplosione, o la (grande) esplosione (o deflagrazione) primordiale che ha dato origine all’espansione dell’universo, e queste espressioni sono sinonimi utilizzabili anche in contesti scientifici (Arrigo Castellani proponeva anche gran botto che non ha però un’analoga circolazione).
♦ big band in italiano si può sostituire perfettamente con grande orchestra (jazz).
♦ big board in italiano è sostituibile con la Borsa (valori) di New York.
♦ big crunch nel linguaggio fisco-astronomico si può rendere anche con (grande) collasso o implosione finale che, in una variante delle teoria del big bang (o della grande esplosione primordiale) seguirà la fase di espansione dell’universo.
♦ big data nel linguaggio informatico indica una grande (o complessa) raccolta dati, una super banca dati la cui consultazione richiede strumenti di gestione superiori a quelli tradizionali.
♦ big match (lett. grande match) si può rendere in italiano con espressioni simili, come il grande incontro, il più importante, l’incontro dell’anno (o anche partita, sempre in ambito sportivo).
♦ biker in italiano si può dire più chiaramente motociclista.
♦ bike sharing è il sistema di condivisione delle biciclette, come si dovrebbe dire meglio in italiano, e si può parlare perfettamente di biciclette condivise o in affitto.
♦ bikini (dall’omonimo atollo del Pacifico – considerato esplosivo come il costume – per gli esperimenti nucleari del 1946) è stato italianizzato più correttamente in bichini, e tra i sinonimi inequivocabili affermati c’è anche la locuzione (costume in) due pezzi.
♦ billing indica lo stanziamento (annuo) che un’agenzia pubblicitaria destina a ogni cliente e può quindi essere reso in italiano con stanziamento (o investimento) pubblicitario.
♦ bingo è un gioco di origine anglosassone simile alla tombola, e quando è usato in senso figurato (es. ho fatto bingo) può anche essere sostituito dal nostro corrispondente (es. ho fatto tombola) senza cambiare il senso. Bingo è però uno di quegli anglicismi che passano inosservati, per il suo terminare in vocale non rappresenta una discontinuità e non suona come un “corpo estraneo”, per dirla con Arrigo Castellani. Il suo uso non stride con l’italiano.
♦ binge drinking (baldoria + bere) è una smodata assunzione di alcolici con lo scopo di ubriacarsi simile a quella che in modo gergale è definita in italiano indianata (non nei dizionari). È possibile parlare con lo stesso significato per esempio di rito della sbornia collettiva, sballo alcolico o semplicemente del fenomeno dell’eccesso alcolico.
♦ binge eating è un disturbo comportamentale che in italiano si può meglio indicare con bulimia (compulsiva).
♦ biomaker nel linguaggio della biologia si esprime meglio in italiano con marcatore biologico (una sostanza che in un organismo si può individuare e tracciare osservando i suoi processi chimici).
biopic indica un genere di film incentrato sulla biografia di un personaggio e in italiano si può più chiaramente esprimere con film biografico.
♦ biotech (abbr. di biotechnology) in italiano si esprime meglio con biotecnolgico (o anche biotecnologia).
♦ bio-watching  in italiano si dice più chiaramente osservazione della natura o (degli animali).
♦ bipartisan nel linguaggio politico anglosassone basato su due schieramenti significa condiviso dalle due parti, e in italiano si può rendere con bipartitico, bilaterale. Nella politica italiana, dove gli schieramenti sono più di due, si può esprimere più precisamente con trasversale (a più schieramenti) o pluripartitico e in senso lato anche con sinonimi come unanime o consensuale.
♦ birdwatcher (chi pratica il birdwatching) in italiano è un osservatore ornitologico (o degli uccelli) e in senso lato anche un ornitologo (amatoriale o dilettante).
♦ bird-watching in italiano si può esprimere con osservazione ornitologica (o degli uccelli).
♦ bisex in italiano si dice più chiaramente bisessuale.
♦ bit rate nel linguaggio informatico si può esprimere più chiaramente con larghezza di banda.
black bloc è un appartenente alle frange più estremiste o violente del movimento internazionale antiglobalizzazione (detto anche no global), e in senso generico si può rendere in italiano con una serie di sinonimi come antiglobalista (o manifestante) estremista, facinoroso, insurrezionalista, violento.
♦ black comedy è un genere cinematografico o teatrale che in italiano si esprime meglio con commedia nera.
♦ blackjack è un gioco d’azzardo di carte che in italiano si chiama fante nero o anche ventuno.
♦ blacklist in italiano si dice più propriamente lista nera.
♦ blackout in italiano è un’interruzione elettrica (o della corrente) e si può anche esprimere con parole come oscuramento o buio (improvviso). Nei registri colloquiali corrisponde più semplicemente a è andata via la luce. Arrigo Castellani ha proposto anche abbuio (derivato da abbuiare).
♦ black music si può esprimere più chiaramente in italiano con musica afroamericana o con il suo adattamento musica nera.
♦ black power è un movimento politico radicale statunitense che si può rendere in italiano con l’adattamento  potere nero.
♦ blazer è un tipo di giacca (con bottoni di metallo e spesso uno stemma sul taschino) che in senso lato si può esprimere in italiano con giacca.
♦ blind date in italiano si dice più chiaramente appuntamento al buio (o alla cieca se si vuole aderire maggiormente a blind).
♦ blind test in italiano corrisponde a degustazione alla cieca (si assaggiano i prodotti senza sapere le marche dei produttori).
♦ blind trust in italiano corrisponde a un’amministrazione per conto terzi o esterna o neutrale (per esempio l’amministrazione gestita da terzi perché il proprietario assume incarichi in conflitto o incompatibili) e si può rendere anche con fondo cieco (es. “Berlusconi e l’idea del «fondo cieco»”, Simone Filippetti, Sole 24 ore 1/2/13).
♦ blister in italiano è la confezione delle pillole (in plastica termo-saldata) e in senso lato si può rendere semplicemente con confezione.
♦ blitz (di origine tedesca, ma entrato da noi attraverso l’angloamericano) si può esprimere perfettamente con incursione, assalto, operazione militare (a sorpresa, inaspettati o fulminei). In senso lato non militaresco è una manovra rapida, a sorpresa, inaspettata (es. un blitz finanziario).
♦ blizzard è una tipica bufera di neve molto forte del clima artico americano, per estensione in italiano è più chiaramente esprimibile con (forte) tempesta o bufera di neve.
♦ bloc-notes è uno pseudoanglicismo che in italiano si dice più precisamente blocco note, taccuino, quadernetto.
♦ blockbuster (lett. una bomba in grado di far saltare un isolato) indica un film di grande successo commerciale, successone, di cassetta, un successo di botteghino.
♦ blog (contrazione di web e log = diario di bordo) in italiano, quando si riferisce ai contenuti, si può anche rendere in modo non tecnico con espressioni come diario in rete (o telematico), sito personale (se non si fa riferimento alla struttura cronologica degli articoli). Se invece ci si riferisce agli strumenti per realizzarlo si può anche parlare di programma o piattaforma.
♦ blogger in italiano si può dire anche blogghista (vedi Devoto Oli 2017), bloggatore (che non è però registrato dai dizionari) o curatore (o proprietario) di un sito personale.
♦ bloodhound (lett. cani da sangue) in italiano sono cani molecolari. Si chiamano anche cani di Sant’Uberto, sono di grossa taglia e hanno un fiuto molto sviluppato che li rende adatti per le ricerche di scomparsi e fuggitivi.
♦ blooper (spesso al plurale bloopers) in italiano sono gli errori (sviste o refusi) cinematografici (dall’orologio al polso di un antico romano in Ben Hur, agli errori di montaggio per cui nelle sequenze una sigaretta accesa si accorcia o si allunga con il cambio delle inquadrature).
blowdry in italiano si dice più chiaramente asciugatura capelli o messa in piega.
♦ blowjob in italiano si dice più precisamente fellazione (o con il latino fellatio), rapporto orale o con termini triviali come pompino, pompa e via dicendo (l’anglicismo è diffuso nel mondo del porno, ma sta entrando anche in alcune pubblicità di prodotti legati al sesso con valore eufemistico).
♦ blowup in italiano si dice più chiaramente gigantografia o (elevato) ingrandimento fotografico.
♦ bluebell in italiano si può esprimere in modo più chiaro con ballerina di rivista.
♦ blue chips in italiano si possono esprimere in modo più chiaro con azioni sicure, investimenti senza rischio (o a rischio zero), azioni a rendimento costante.
♦ blue movie in italiano si dice più chiaramente film porno o pornofilm.
♦ blue screen in italiano si può esprimere con scontorno cinematografico. È una tecnica di ripresa che usa uno sfondo (convenzionalmente il blu, ma non solo) uniforme come chiave cromatica (chromakey) per poi sostituirlo con altri sfondi applicati nella fase del montaggio.
♦ bluesman in italiano si può esprimere con cantante (suonatore o musicista) di blues.
♦ bluetooth  è un marchio registrato per un protocollo di trasmissione dati senza fili (a onde radio), e per estensione nel linguaggio comune si può rendere in italiano con le locuzioni senza fili o a onde radio.
♦ bluff è un termine del gioco del poker che in senso figurato si può sostituire con sinonimi come finta, finzione, simulazione, dissimulazione, inganno, trucco, il mascherare e simili.
♦ b-movie in italiano si può rendere con film di serie B (originariamente erano le pellicole a basso costo che costituivano la seconda proiezione dei film principali nelle sale cinematografiche). Nel linguaggio comune si possono usare sinonimi come film di basso costo, film di bassa qualità.
♦ board in italiano si può esprimere più chiaramente con comitato (es. board = comitato editoriale), collegio o consiglio.
boarding pass in italiano si dice più correttamente carta (o documenti) d’imbarco.
♦ boat people (lett. gente delle barche, ai tempi della guerra del Vietnam) in italiano si può indicare con profughi o emigranti in fuga.
♦ bob in italiano si può esprimere con guidoslitta, slitta da neve, slitta (o slittino) da corsa.
♦ body (lett. corpo) indica un intimo femminile in un solo pezzo, che si può rendere in italiano con intimo (biancheria o costume) integrale, a corpo (o pezzo) unico, e in alcuni casi con guaina. Indica anche un indumento aderente per attività sportive o di danza sia femminile sia maschile che si può rendere con sinonimi come tutina.
♦ body art è un movimento degli anni ‘60 e ‘70 in cui il corpo è al centro dell’espressione,  e in italiano si può esprimere con arte comportamentale.
♦ body bag è uno zainetto a tracolla che di solito si appoggia sulla pancia e si può esprimere genericamente con sinonimi come zainetto o tracolla. Ha anche un secondo significato di sacco per il trasporto dei cadaveri che in italiano si può più chiaramente indicare con sacco mortuario o sacco (per il trasporto di una) salma.
♦ body builder in italiano si dice più chiaramente culturista.
♦ body building in italiano si dice più chiaramente culturismo.
♦ body copy in pubblicità è il testo che commenta il motto della promozione, e nel linguaggio comune si può esprimere con testo pubblicitario o semplicemente testo.
♦ body-dance in italiano si può esprimere con danza acrobatica o ginnastica su base musicale.
♦ bodyguard in italiano si dice più chiaramente  guardia del corpo.
body fitness in italiano si esprime in modo più chiaro con forma fisica perfetta, perfetta forma, forma ottimale.
♦ body painting in italiano si può esprimere con pittura corporale. Indica sia la pittura del corpo, usato come supporto, sia le opere dipinte su tela attraverso il corpo usato come strumento, invece dei pennelli.
♦ body scanner in italiano è più propriamente uno scanner (schermografo, analizzatore, rilevatore) corporale, usato per esempio negli aeroporti per il controllo di ciò che i passeggeri nascondono sotto gli abiti.
♦ body sculpture in italiano si può esprimere in modo più chiaro con ginnastica tonificante.
body sculpturing nella chirurgia estetica si può esprimere in modo più chiaro con rimodellamento (tramite liposuzione).
♦ boeing è il nome commerciale di una compagnia aerea che ha diffuso una serie di grossi aerei commerciali con lo stesso nome (seguiti da numeri: 787, 747, 737…) e solo in senso lato il termine può essere sostituito da sinonimi generici come aereo, aeroplano, aeromobile ecc. sottintendendo di grandi dimensioni e commerciale.
♦ boiler (lett. bollitore) in italiano si può meglio esprimere con scaldabagno elettrico. Oppure, se riferito ad apparecchi automatici o elettrici per far bollire l’acqua per uso domestico, con bollitore.
♦ bolliwood (etim. Bombay + Hollywood) è un termine che indica la produzione cinematografica di Mumbay (un tempo Bombay) nel suo complesso, e in senso lato si può esprimere con sinonimie come il cinema indiano, riferito alla produzione (e al suo mercato) ma anche al genere di film commerciali e leggeri pensati soprattutto per il mercato interno.
♦ bomber (lett. bombardiere) nel linguaggio calcistico è uno pseudoanglicismo che si può più correttamente esprimere con cannoniere (e nel pugilato con picchiatore). Nel gergo dell’abbigliamento (come abbreviazione di bomber jacket) indica anche il giubbotto da aviatore (il modello indossato dagli avieri americani dei bombardieri della Seconda guerra mondiale).
♦ bond in italiano si può meglio esprimere con obbligazione, titolo (di credito).
♦ bondage (da to bond, legare) è una pratica erotica che prevede di legare, ammanettare o imbavagliare il partner, e in italiano si può esprimere con l’adattamento bondaggio.
♦ bonus è un anglolatinismo che in italiano si può più chiaramente esprimere con premio, gratifica e anche incentivo e omaggio.
♦ bonus bebè in italiano si può più chiaramente esprimere con contributo per le nascite.
bonus share nel linguaggio economico corrisponde a un’azione omaggio o a un pacchetto di azioni gratuite assegnate in situazioni particolari (per es. in caso di aumento capitale, rivalutazione cespiti, offerte pubbliche, privatizzazioni).
♦ bonus track (lett. traccia in omaggio) in italiano è un brano (musicale) supplementare o aggiuntivo (inserito per esempio nelle rimasterizzazioni a scopo promozionale).
♦ boogie-woogie è un genere musicale che è possibile esprimere in italiano con adattamenti come bughi-vughi o bughi-bughi e anche bughivù.
♦ book (lett. libro) in italiano viene usato impropriamente come sinonimo di portafoglio (cartella, presentazione, campionario) fotografico (ma è uno pseudoanglicismo invece di portfolio) che si può rendere anche con espressioni come curriculum illustrato o catalogo nel caso di presentazioni aziendali o di liberi professionisti. Il termine si ritrova poi in numerose locuzioni con il significato inglese di libro, per esempio:
instant book (un libro sul tema del momento, di immediata attualità, realizzato con urgenza); guest book (libro degli ospiti di un albergo o un sito in rete); cult book (libro di culto) e altre.
♦ bookcrossing indica la pratica di lasciare un libro in cambio di un altro in alcuni luoghi pubblici, e in italiano si può rendere con l’espressione (libero) scambio libri.
♦ booking in italiano si può più chiaramente esprimere con prenotazione.
♦ booklet in italiano si può esprimere con libretto, riferito a quello che viene inserito nelle confezioni dei cd, e in senso lato anche libricino, opuscolo.
♦ bookmaker in italiano si può più chiaramente esprimere con allibratore.
♦ bookmark in italiano si può più chiaramente esprimere con segnalibro.
♦ bookshop in italiano si può meglio esprimere con libreria, negozio di libri.
♦ booktrailer in italiano è l’anteprima di un libro (in video) o video-anteprima.
♦ boom in italiano si può più chiaramente rendere a seconda dei contesti con forte crescita o crescita esplosiva (o esponenziale), rapido accrescimento e anche (grande) successo. Letteralmente significa esplosione con riferimento al rumore, e in espressioni come boom supersonico si può meglio rendere con boato. Come onomatopea, per esempio nei fumetti, esiste il corrispondente italianizzato bum che è più appropriato.
♦ boot in italiano si può più chiaramente rendere con avvio (lett. in informatica è l’avvio che precede il caricamento del sistema operativo) o in modo più generico con lancio e accensione (di un programma informatico).
♦ bootcamp (in origine addestramento militare) è un metodo di allenamento intensivo ispirato a quello dei militari americani per raggiungere una perfetta forma fisica.
♦ bootie è uno stivaletto da donna o una scarpa alta (fino alla caviglia o sopra).
♦ bootleg è una registrazione pirata (di un concerto) o abusiva, illegale, non autorizzata che viene diffusa in violazione delle leggi sul diritto d’autore. Per estensione indica anche la diffusione abusiva di libri, film e altri prodotti protetti dal diritto d’autore.
♦ borderline è un aggettivo che in italiano equivale a sulla linea di confine e si può più chiaramente esprimere di volta in volta con al (o sul) limite (es. situazione o esperienza borderline) e anche a rischio (di psicopatologie, per es. personalità borderline).
♦ boss in italiano si può esprimere con capo (di un’organizzazione) o anche padrone (per es. di un’azienda) e nel suo processo di acclimatamento nella nostra lingua ha spesso un’accezione legata alla criminalità (es. boss della mafia). In senso figurato e scherzoso viene usato anche come sinonimo di capoufficio, direttore (un colloquio con il boss) che sono parole più chiare e preferibili.
♦ bossing (boss + mobbing) indica un atteggiamento vessatorio dei superiori (come il nonnismo in ambito militaresco) e si può esprimere di volta in volta con maltrattamento psicologico (da parte dei superiori), emarginazione, tentativo di allontanamento, persecuzione.
♦ bouldering indica l’arrampicare sui massi, la scalata delle rocce e in italiano si dice più precisamente sassismo.
♦ bounce message nella posta elettronica è un messaggio respinto, non recapitato con cui si può esprimere meglio lo stesso concetto senza ricorrere all’inglese (ma in molti programmi queste traduzioni sono trascurate).
♦ bounty killer (lett. uccisore per ricompensa) è un giustiziere di banditi che in italiano si può più chiaramente esprimere con cacciatore di taglie, oppure in senso lato con giustiziere (non sempre necessariamente interessato alla taglia).
♦ bowling è un preciso gioco con le sue regole, ma in senso esteso si può rendere in italiano con gioco dei birilli o semplicemente birilli.
♦ bow window è un caratteristico balcone sporgente dalla facciata che in italiano si chiama più precisamente bovindo.
♦ box ha molte accezioni, significa scatola o contenitore, ma è anche uno spazio ristretto ricavato nell’ambiente che lo contiene. Può essere un locale per il parcheggio, posto macchina (al coperto) o autorimessa privata; in una pagina si può meglio esprimere con riquadro; un box doccia si può più precisamente definire cabina doccia; in altri contesti si può meglio indicare attraverso parole come recinto o stalla (nel caso degli animali, per es. box cavalli). La parola ricorre in molte espressioni come jewel box, la confezione (cioè la scatola, di plastica) dei cd o anche set-top-box la scatola da televisore per la recezione dei programmi che di volta in volta si può più precisamente rendere con ricevitore digitale, decodificatore programmi, lettore
♦ boxer 1) i boxer in italiano si chiamano mutande a calzoncino (dal fatto che questo tipo di indumento è indossato dai pugili) e si possono rendere anche con locuzioni sinonimiche come calzoncini intimi, biancheria a calzoncino. 2) boxer è anche un cane (nome di origine tedesca, anche se adottato in inglese) simile al mastino, una parola italiana con cui si può sostituire nel linguaggio generico (sono entrambi cani molossoidi, e il Deutscher boxer si chiama anche mastino tedesco).
♦ box office in italiano si può esprimere più precisamente con botteghino (di cinema e teatro) per la prevendita biglietti, ufficio prevendita, ufficio cassa, e per estensione l’incasso di un film.
♦ boy letteralmente significa ragazzo e recentemente è utilizzato come sinonimo di (ragazzo) sostenitore (es. i Papa boys, al plurale). Il termine compare in svariate espressioni come teddy boy, che si può rendere per esempio con giovane teppista, o bad boy cioè cattivo ragazzo o ragazzaccio.
♦ boyfriend si può meglio esprimere nella lingua italiana con parole come fidanzato, fidanzatino, ragazzo (nel senso di amico intimo) o compagno.
♦ boy scout in italiano si dice giovane esploratore.
♦ brainstorming (lett. tempesta di cervelli) è una tecnica di scambio di idee e di parole in libertà utilizzata in una riunione operativa, soprattutto in ambito pubblicitario, per risolvere un problema o proporre una strategia che si basa sui contributi di tutti i partecipanti. Il metodo è stato ideato nel 1941 da Alex Osborn, ma nel linguaggio aziendale il termine viene riproposto in modo impreciso e generico (il più delle volte non si segue affatto il metodo di Osborn) e si può perciò rendere perfettamente con riunione creativa, o altre generiche espressioni come appunto riunione operativa (o strategica), scambio (o confronto) di idee.
Nota: nella lingua spagnola l’anglicismo è affiancato da pioggia di idee (lluvia de ideas, una locuzione comprensibilissima che rende perfettamente il senso e che è possibile utilizzare per esteso anche in italiano, visto che il linguaggio comune è fatto di metafore e di sinonimie più che di tecnicismi monosemici). Nel francese, l’espressione inglese è invece affiancata da remue-méninges, (lett. rimescolamento delle meningi) coniata negli anni ’60 da Louis Armand, membro dell’Académie française.
♦ brain trust (lett. consorzio di cervelli) in italiano di può esprimere più chiaramente con comitato scientifico (o di esperti), o gruppo di saggi (o di probiviri, come proposto sul sito Cruscate).
♦ brand (propriamente marchio di fabbrica) in italiano si può esprimere più correttamente con marca, firma (di un prodotto), e per estensione azienda (es. ho collaborato con i migliori brand) e in alcuni contesti come immagine di un prodotto o marchio (commerciale) e per estensione il nome di una azienda o società.
♦ brand awaraness in italiano si può esprimere più chiaramente con visibilità di una marca, notorietà (o conoscenza) di una firma (o di un marchio) o anche prestigio di un marchio (o di una azienda).
♦ brand image in italiano si può esprimere più chiaramente con immagine del prodotto o visibilità di una marca, immagine aziendale.
♦ brand leader in italiano si può esprimere più chiaramente con marca (o per estensione azienda) di punta, firma di maggior successo (o con la più ampia quota di mercato).
♦ brand loyalty in italiano si può esprimere più chiaramente con fedeltà di (o verso una) marca, attaccamento (dei consumatori o clienti) a un marchio; per estensione il prestigio di una firma.
♦ brand manager in italiano si può esprimere più chiaramente con responsabile di una campagna pubblicitaria, della politica commerciale di un’azienda, della visibilità (e dell’immagine) di un prodotto, marchio o azienda.
♦ branding in italiano si può esprimere più chiaramente con promozione di un marchio (azienda o firma).
♦ brand strategy in italiano si può esprimere più chiaramente con strategia di marca (o di un marchio, una firma, un’azienda…).
♦ brandy è un termine che, per convenzione internazionale, in Italia è stato adottato in sostituzione della voce francese cognac. Nel linguaggio generico si può correttamente sostituire con acquavite o distillato (del vino invecchiato nelle botti di rovere).
♦ break in italiano si può esprimere più precisamente con pausa (es. coffee break = pausa caffè) o sinonimi equivalenti come (es. fare un break = intervallo, momento di riposo, sosta, stacco).
♦ breakdown in italiano si può esprimere più precisamente con blocco improvviso (di apparecchi elettronici), collasso (casuale o provocato, in tal caso anche sabotaggio), avaria, guasto.
♦ break even (point) indica il momento in cui un’impresa comincia a produrre utili, una volta raggiunto il pareggio di bilancio. In italiano si può esprimere più chiaramente con pareggio di bilancio, (punto di) pareggio (o copertura) delle spese, (soglia di) inizio dei guadagni, pareggio tra costi e ricavi.
♦ breakfast (lett. pausa dal digiuno) in italiano si può esprimere più precisamente con prima colazione.
♦ breaking news (lett. notizie che interrompono una trasmissione) in italiano si può esprimere più precisamente con notizie dell’ultima ora, ultim’ora, ultimissime e anche edizione straordinaria (per es. in televisione, quando interrompe la programmazione).
♦ break point nel tennis è il punto che permette di strappare il servizio all’avversario, quindi in italiano si esprime più chiaramente con cambio palla.
♦ bric (abbreviazione di brigantin) in italiano si chiama brigantino, e si può rendere anche con un più generico piccolo veliero.
♦ brick in italiano è il contenitore di cartone (paraffinato) per bevande, o la confezione per bibite (in quel materiale) o semplicemente cartone (o scatola) per bevande.
♦ brief è un breve documento con le strategie pubblicitarie o i risultati di sondaggi utili per una strategia pubblicitaria. In italiano si esprime più chiaramente con istruzioni, direttive, linee guida, obiettivi (di una campagna).
♦ briefing in italiano si può esprimere più chiaramente con riunione pianificatrice (o informativa) o anche con informativa.
♦ broadband in italiano si può esprimere più chiaramente con banda larga.
♦ broadcast indica un sistema di trasmissione attraverso ripetitori, e in italiano si può esprimere più chiaramente con (sistema di) trasmissione o diffusione (radiofonica o televisiva), telediffusione, emittenza (in informatica anche diffusione di un messaggio digitale attraverso la rete).
♦ broadcaster in italiano si può esprimere più chiaramente con emittente (televisiva o radiofonica) dispositivo di telediffusione (o radiodiffusione), ma anche colui che diffonde, dunque il giornalista radiotelevisivo.
♦ broadcasting in italiano si può esprimere più chiaramente con trasmissione, diffusione (radiofonica o televisiva), telediffusione, emittenza.
♦ broken link in italiano si può esprimere più chiaramente con collegamento interrotto (riferito ai link non funzionanti in una pagina in rete).
♦ broker in italiano si può esprimere più chiaramente con intermediario d’affari, consulente intermediatore  o intermediario (nella finanza o nelle assicurazioni), quindi consulente (o negoziatore) finanziario (o assicurativo) e agente di cambio.
♦ brokerage in italiano si dice brocheraggio.
♦ browser è un programma per ricercare i contenuti in una banca dati, oggi utilizzato in informatica soprattutto per definire i programmi di navigazione in rete, e nel linguaggio comune in italiano si può sostituire con navigatore.
♦ bronzer in italiano è una crema abbronzante o un abbronzante.
♦ browning è un nome commerciale di svariate armi automatiche e semiautomatiche, ma in senso figurato in italiano indica per antonomasia una pistola.
♦ brown sugar (lett. zucchero scuro) è un’espressione gergale che indica un tipo di eroina e per estensione l’eroina.
♦ brunch (breakfast “prima colazione” + lunch “pranzo”) è un pasto di metà mattina che unisce e sostituisce prima colazione e pranzo. In Italia questa consuetudine è da qualche tempo diventata una moda proposta in molti locali soprattutto nel fine settimana e viene detta talvolta pranzo all’inglese, mentre in vari locali è stata adattata con il corrispettivo colanzo (colazione + pranzo) che circola sempre maggiormente, anche se il termine non è registrato tra i neologismi dai dizionari.
♦ brushing (da brush = spazzola) in italiano si dice più chiaramente messa in piega.
♦ budget corrisponde a bilancio, preventivo di spesa ma nell’accezione più diffusa in italiano corrisponde a stanziamento, tetto di spesa, soglia di investimento, somma di denaro a disposizione, spesa massima (es. qual è il tuo budget?).
♦ buffer in un computer è la memoria temporanea transitoria, definita anche memoria tampone, memoria di transito (o intermediaria).
♦ bug in italiano è un baco (informatico) – calco approssimativo costruito sulla somiglianza con bug (cimice) – e si può rendere perfettamente con errore, difetto, buco o falla di programma (o programmazione).
building automation in italiano si dice automazione degli edifici, (sistema di) controllo (e gestione) automatico (di un condominio o di un complesso industriale).
♦ bull nel linguaggio della borsa è uno speculatore rialzista (chi acquista titoli per rivenderli a prezzi maggiorati, il contrario di –> bear, speculatore ribassista).
♦ bulldog è un cane di tipo molossoide originario della Gran Bretagna. Nel linguaggio comune si può indicare anche con mastino o molosso inglese.
♦ bulldozer in italiano si può esprimere più chiaramente con con apripista, oppure in senso figurato con schiacciasassi, ruspa, macchina scavatrice, escavatore (che talvolta si utilizzano con le stesse funzioni).
♦ bundle indica prodotti veicolati in omaggio, o a prezzo vantaggiosi, insieme ad altri prodotti (per es. un giornale che esce con un cd o un libro allegato = in bundle), oppure la vendita di più pezzi raggruppati insieme. In italiano si può esprimere con vendita in abbinamento, in allegato o in un pacchetto, in una sola confezione (di pezzi) non separabili (lett. in fascio).
♦ bungalow in italiano è una casetta (capanna o villino) per esempio nei campeggi, ma il termine è stato italianizzato in bungalo (Cfr. Devoto Oli 2107).
♦ bungee jumping in italiano si dice salto (talvolta anche lancio) con elastico.
♦ burberry è il nome commerciale di un impermeabile sportivo, e per antonomasia è sinonimo di impermeabile.
♦ burlesque è un tipico spettacolo di varietà ironico di tradizione angloamericana; per estensione, nel linguaggio comune oggi si può indicare genericamente come balletto e anche spogliarello (femminile).
burnout in italiano è una sindrome da tensione lavorativa, un esaurimento professionale o logorio lavorativo (o professionale); come aggettivo per estensione si può genericamente rendere con esaurito, logorato, scoppiato.
♦ business in italiano si esprime più chiaramente con una serie di espressioni e parole a seconda delle situazioni. In generale un business è un affare, o una transazione commerciale (per es. fare un business), e anche un’impresa commerciale. Il mondo del business designa il settore o il mondo del lavoro, del commercio, degli affari, anche riferito alle attività illegali (il business della moda o della prostituzione). Come aggettivo indica ciò che è destinato a un pubblico aziendale o al mondo del lavoro (una tariffa o un’offerta business = per le aziende, gli addetti ai lavori, chi ne usufruisce per lavoro). Il termine circola anche in varie espressioni per esempio core business, e cioè l’attività principale, la missione aziendale, l’obiettivo (il cuore) di un’impresa.
♦ business administration in italiano si esprime più chiaramente con amministrazione (o gestione) aziendale (o di un’impresa).
♦ business analyst in italiano si esprime meglio con analista funzionale.
♦ business angel (detto anche angel investor) in italiano è un finanziatore (di un progetto o azienda) o investitore, e per sottolineare la metafora angelica basta sulla generosità la parola corrispondente in italiano è mecenate (imprenditoriale).
♦ business card in italiano si chiama biglietto da visita.
♦ business class negli aerei è la classe intermedia tra la prima e la seconda, destinata ai viaggi d’affari. Sui treni invece corrisponde alla vecchia prima classe, ma visto che dal 2011 le Ferrovie dello Stato hanno eliminato le vecchie classi per assumere nuove categorie anglicizzate (premium, business, economy) con l’alta velocità per esempio non si può più dire prima classe se non in senso lato; insieme a classe affari o preferenziale (Cfr. Valle).
♦ business game è un addestramento dei dirigenti attraverso simulazioni o giochi di simulazione e in italiano si può esprimere più chiaramente con gestione simulata.
♦ businessman in italiano si esprime più chiaramente con uomo d’affari.
♦ business meeting in italiano si esprime più chiaramente con riunione di lavoro.
♦ business-plan in italiano si esprime più chiaramente con piano aziendale o prospetto economico di un’impresa.
♦ business policy in italiano si esprime più chiaramente con politica (economica) aziendale.
♦ business school in italiano si esprime più chiaramente con scuola di specializzazione (generalmente economico-commerciale).
business to business in italiano si può dire meglio commercio interaziendale.
business to consumer in italiano si può dire meglio commercio al dettaglio o rivolto al consumatore finale.
busker in italiano si dice artista di strada.
♦ button-down in italiano indica il colletto (di una camicia) con bottoni (o colletto a bottoncini) e anche il tipo di camicia con questo colletto.
♦ buyback in italiano si dice più chiaramente riacquisto (delle azioni di un’azienda) [cfr.  Petizione dell’avv. Maurizio Villani].
♦ buyer in italiano si dice più precisamente compratore, acquirente, e nel mondo del lavoro indica
il responsabile degli acquisti o l’addetto agli acquisti.
♦ buyng process in italiano si dice più precisamente meccanismo d’acquisto.
♦ buzzer in italiano si chiama più chiaramente cicalino o segnalatore acustico (soprattutto di sveglie e orologi).
♦ bye-bye è un saluto di commiato che in italiano è esprimibile con arrivederci, ciao ciao, alla prossima, addio.
♦ by night in italiano si esprime più precisamente con notturno, durante la notte, di sera (es. Roma by night = notturna).
♦ bypass in italiano si esprime più precisamente con raccordo o deviazione: in medicina tramite tubicini di raccordo; nelle strade attraverso una bretella, un raccordo o un percorso alternativo (da qui bypassare: prendere altro percorso quindi aggirare, evitare qualcosa).
♦ byte nel linguaggio informatico si può esprimere anche con ottetto (visto che è composto da 8 bit) [cfr. Devoto Oli 2017], come accade nel francese (octet).

All’origine degli pseudoanglicismi: footing e autostop

Pseudoanglicimi
A dimostrazione dei limiti delle definizioni come quella di “prestito linguistico”, va detto che circolano in Italia tantissimi pseudoanglicismi, quelle parole che suonano come inglesi, ma che non si usano né nel Regno Unito né negli Sati Uniti. Per esempio autogrill, beauty case, golf (nel senso di maglia), pile, slip o smoking. Nel 2010, Cristiano Furiassi ne ha raccolti 286, ma i criteri che ha applicato per definirli in questo modo sono tutti dal punto di vista della mancata corrispondenza con la lingua madre, e la maggior parte sono infatti forme abbreviate come wafer (invece di wafer biscuit o wafer cookie), strip (striptease) o toast (anziché toasty, toastie o toasted sandwich).

Cristiano Furiassi, False Anglicisms in Italian, Polimetrica International Scientific Publisher, Milano 2010.

Queste reinvenzioni dal suono anglicizzante che includono molte unioni miste di radici inglesi come autostop (in inglese è  hitch-hiking) o footing (in inglese esiste ma non nell’accezione sportiva che gli diamo noi) non sono i soliti “matrimoni all’italiana”, si celebrano anche all’estero e molti sono internazionali.

Cfr.: Cristiano Furiassi, Henrik Gottlie (a cura di), Pseudo-English: Studies on False Anglicisms in Europe, De Gruyter, Berlin/Boston/Munich 2001.

La cosa che più mi incuriosisce di questo fenomeno è provare a ricostruirne l’origine.
Con l’avvento del digitale è possibile un nuovo modo di fare ricerche linguistiche che non ha paragoni con il passato, e con questi strumenti ho provato a indagare sulla comparsa di footing e autostop.

Footing
Il Devoto Oi 2017 e il Nuovo De Mauro datano questa parola 1921, mentre lo Zingarelli 2017 spiega che in Francia ha assunto il significato corrente che gli diamo in italiano nel 1936.

Per andare a vedere come stanno le cose ho provato a scartabellare l’archivio storico de La Stampa, che ha reso accessibili le sue pubblicazioni dal 1867 ed è uno degli strumenti più utili in rete, visto che permette l’accesso per parole chiave. Cercando il termine, si può facilmente verificare che era impiegato in alcuni articoli già nell’Ottocento, ma con un significato diverso da quello odierno: si riferiva a un avanzamento di carriera dei militari inglesi per cui pagavano un footing. Proseguendo con pazienza nella lettura dei risultati, ecco che, nel 1914, compare anche l’accezione sportiva moderna in un articolo che riferisce delle mode di Parigi:

“Una partita di polo (…) o almeno di footing o di tennis è necessaria. Beninteso, occorre prima passare da Strom a provvedersi del costume di circostanza: i tacchi alti per il footing, lo sweater col taschino visibile a distanza per il tennis, il golf per il golf, e via di seguito”.

[La Stampa, martedì 10 febbraio 1914, “Lettere da Parigi Il Galanteo”, p. 3]

A quel tempo la Francia rappresentava ancora il modello culturale più forte in Italia e dal francese importavamo molti termini, che però sono stati quasi tutti adattati. La Francia, invece, attingeva dall’inglese, e poiché da noi l’inglese non era conosciuto nemmeno tra gli intellettuali, abbiamo cominciato a importare anglicismi, veri e falsi, di seconda mano attraverso il francese (anche il “golf” per giocare a golf in inglese è pullover e forse anche questo pseudoanglicismo ci arriva dalla Francia).

Dunque, sembra che l’origine dello pseudoanglicismo in Italia provenga dall’importazione di uno storpiamento che arriva dalla Francia: la radice foot (piede) è stata unita a –ing (sul modello per esempio di jogging). Per la cronca: il corrispondente italiano, con lo stesso etimo, sarebbe podismo, ormai considerato un vocabolo antiquato, come la gran parte dei nostri equivalenti dopo l’entrata dei cosiddetti “prestiti”. Di fatto, negli anni Venti e Trenta footing compare sempre più anche nell’italiano con il significato sportivo.

A questo punto non resta che provare a incrociare questi dati con quelli di un’altra strabiliante risorsa: Ngram Viewer. Si tratta di uno strumento di Google che permette di visualizzare i grafici con la frequenza delle parole presenti negli archivi di Google Books, il progetto di digitalizzazione dei libri che conta almeno 5 milioni di volumi in molte lingue. Queste frequenze sono calcolate con gli stessi algoritmi utilizzati per il servizio di ricerca delle parole. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Harvard e permette non solo l’analisi delle frequenze storiche di una singola parola dal 1500 al 2008, ma anche il confronto tra più parole, in un solo corpus o anche nelle differenti lingue, oltre a una serie di altre ricerche più complesse. Il limite del servizio è che per il momento si ferma al 2008, e che non è chiaro quanti libri, e di che tipo, siano presenti nel corpus italiano, ma si tratta comunque di numeri molto alti che coinvolgono un numero di parole che ha un ordine di grandezza decisamente superiore a qualunque studio mai realizzato.

footing_ita_fra_spa

Cercando footing nei corpus italiano, francese e spagnolo tra il 1800 e il 2008, si vede che a fine Ottocento il termine registra un’impennata in Francia, quando presumibilmente acquista il nuovo significato sportivo, mentre in Italia compare una frequenza significativa solo verso gli anni Sessanta, come anche in Spagna, dove però è un po’ meno diffuso.

Se invece si compara la parola footing con jogging nel corpus italiano, si vede come solo dagli anni Settanta appare il termine inglese corretto (il Devoto Oli data jogging 1978) che poi si diffonde e supera lo pseudoanglicismo (lo stesso accade in Francia e in Spagna, ma in questo ultimo paese la frequenza è molto più bassa).

footing_jogging

Autostop

Dalla Francia, stando a Ngram, sembra che arrivi anche autostop (in inglese è  hitch-hiking), che compare prima in Francia intorno al 1938,  poi in Italia verso il 1947, e infine in Spagna nel 1953. La frequenza della parola in Francia è però rimasta molto bassa, in Spagna è oggi più o meno il doppio, mentre in Italia si impenna già negli anni Cinquanta e oggi è circa 5 o 6 volte superiore a quella degli altri  Paesi.

autostop

 

Appelli, petizioni e un progetto concreto

La petizione Villani

Ho firmato la petizione rivolta al Gruppo Incipit dell’Accademia della Crusca di Maurizio Villani, un avvocato esperto in fisco che ha lanciato un grido di allarme sugli anglicismi entrati nel linguaggio tributario, fiscale e legislativo (di cui avevo già accennato).
L’avvocato Villani ha pubblicato sul suo sito un articolo preziosissimo: il suo non è uno dei tanti lamenti basati sulle impressioni, ma una ricerca che ha raccolto 53 esempi documentati con date di sentenze, leggi, decreti e provvedimenti, che ricorda a tutti quali sono le alternative italiane! Ho raccolto la sua proposta di segnalazione fiscale invece di alert fiscale, e l’ho inserita nella lettera a del vocabolario delle alternative agli anglicismi che sto costruendo proprio con l’aiuto del popolo della rete. Nell’articolo di Villani non ci sono soltanto espressioni ormai diffuse nel linguaggio comune come start-up invece di nuova impresa, stock option (opzione finanziaria) o deadline (date di scadenza), sono citate anche locuzioni più tecniche che nascondono, dietro l’inglese, concetti semplici e antichi che si sono sempre detti in italiano, come capital gains (guadagni), robin tax (tassa di pagamento), no tax area (esenzione fiscale), mismatching (mancanza di corrispondenza), non performing loading (rischio crediti deteriorati).
La cosa più sconcertante sono le date dei documenti citati: sono tutte espressioni diffuse nel nuovo Millennio, con una certa accentuazione negli ultimi anni. Questo appello, che diffondo e invito a firmare, non è solo una denuncia, ma anche un richiamo alla trasparenza del linguaggio istituzionale. È stato lanciato il 7 settembre 2017 dalla città di Lecce.

L’appello di Gabriele Valle al Presidente del consiglio

20 giorni dopo, il 27 settembre, dalla città di Trento, è stato invece inoltrato un appello al presidente del consiglio Paolo Gentiloni, da parte di Gabriele Valle (qui il suo video-testo). Davanti all’invasione degli anglicismi in ogni ambito, Valle nota che

“l’invasione è un’allegoria fuorviante in quanto ne attribuisce la responsabilità a un presunto invasore venuto da lontano. L’inglese, lingua nobile, è innocente. Gli unici responsabili della decadenza idiomatica siamo noi, lo Stato compreso. Stiamo usando l’inglese come strumento per rendere irriconoscibile l’italiano; stiamo tramutando il nostro retaggio in un dialetto angloitalico che intorbida la comprensione e si ribella alla disciplina della nostra ortografia.”

Per evitare quella che, nelle mie ricerche basate sui numeri, ho definito la “strategia degli Etruschi” che si sono assoggettati alla romanità fino a scomparire e a esserne assorbiti, Valle chiede alle istituzioni due interventi: l’introduzione di una politica linguistica per sensibilizzare tutti su questo problema e un programma di ingegneria linguistica per diffondere le alternative agli anglicismi.

Altre simili iniziative

Le petizioni e gli appelli di questo tipo sono sempre più numerosi, ma spesso si disperdono e rimangono inascoltati.

È superfluo ricordare l’iniziativa del 2015 di Annamaria Testa, Dillo in italiano,  che con la raccolta di quasi 70.000 firme in un mese, ha rappresentato il grido di maggior successo, che ha portato l’Accademia della Crusca a costituire il Gruppo Incipit. Tra le innumerevoli altre petizioni, alcune ormai scadute, segnalo quella di Maria Agostina Cabiddu, “L’italiano siamo noi“, rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; quella di Umberto De Agostino, “Fermiamo i nomi delle leggi italiane scritti in inglese” o quella di Stefano Gigli all’allora presidente del consiglio Matteo Renzi per usare l’italiano nelle interviste e dichiarazioni in ambito internazionale.

Al dicembre 2012 risale invece la petizione, trasversale, firmata da innumerevoli parlamentari di ogni schieramento, “No question time” che chiedeva di esprimere in italiano l’espressione con “cui si indicano da anni le risposte del governo alle interrogazioni parlamentari”, ma che non ha avuto un esito positivo, e il risultato è che, oggi, cercando sul sito della Camera, si trovano oltre 500 documenti con l’espressione inglese.

camera question time

 

Dai lamenti all’azione

Tutti questi ed altri esempi mostrano che esiste un malcontento diffuso di una parte degli italiani che non ne può più di questo insensato ricorso all’inglese e di questa “strategia degli Etruschi” operata proprio da alcuni rappresentanti delle istituzioni che dovrebbero invece utilizzare, difendere e diffondere la nostra lingua. È perciò necessario provare a organizzare il malcontento e creare, magari partendo dalla rete, un punto di riferimento per tutti coloro che avviano iniziative isolate per fare sentire la propria voce. L’unione fa la forza. Esistono le condizioni per dare vita a un ampio movimento di opinione che sia in grado di imporsi come una fetta di utenza significativa, di consumatori, di cittadini e di elettori che più sarà ampio, più sarà in grado di modificare il linguaggio di istituzioni, enti, aziende e apparati mediatici. In Germania, le pressioni dei cittadini e dei consumatori sono riuscite a fare cambiare il linguaggio anglicizzato delle ferrovie tedesche, che hanno dovuto modificare la loro comunicazione e diffondere opuscoli di alternative agli anglicismi distribuiti al personale, semplicemente perché era per loro più conveniente e opportuno: per la salvaguardia della propria immagine aziendale, per la visibilità e la percezione positiva della loro strategia commerciale.

Per questi motivi, sto preparando un dizionario per la circolazione delle alternative a circa 2.000 anglicismi di uso comune da diffondere in rete, nella speranza che possa servire da guida per chi vuole esprimerle in italiano, e che possa crescere e migliorare con il contributo di tutti. Un dizionario, dal basso, che sia frutto dell’intelligenza collettiva teorizzata da Pierre Lévy, e di quella connettiva che vede la sua realizzazione nelle reti sociali. Mi piacerebbe far confluire questo progetto in un sito più ampio, in grado di organizzare una forma di protesta, di reclami e di pressioni dei cittadini verso gli organi che con il loro linguaggio stanno contribuendo a diffondere l’itanglese. Forse sarà l’ennesimo tentativo destinato a rimanere inascoltato, ma voglio perlomeno provarci. Il successo di un’iniziativa come questa dipenderà dalla sua capacità di aggregazione e dalla partecipazione che riuscirà a ottenere.

Mi rivolgo perciò a tutti gli internauti, ma anche ai personaggi pubblici che hanno espresso la loro preoccupazione o il loro fastidio per l’itanglese, dagli intellettuali come Beppe Severgnini, Aldo Busi o Corrado Augias (“Quel goffo cosmopolitismo linguistico”: La Repubblica, 24 ottobre 2013), fino ai personaggi dello spettacolo come Mara Maionchi e a tutti coloro, che grazie alla propria visibilità o autorevolezza, possono fare emergere il problema e richiamare l’attenzione di tutti.

Mi rivolgo anche alle aziende private e a chiunque voglia appoggiare o finanziare un progetto simile, legando il proprio nome o marchio a un’iniziativa per la salvaguardia della lingua italiana che può intercettare una fetta di pubblico e di mercato che è di giorno in giorno più significativa.

Chiunque può diffondere questo appello, lasciare la sua nei commenti o contattatarmi privatamente.

Continua… (se non sarò da solo).