Rassegna stampa degli anglicismi

Sfoglio la prima pagina del Corriere della Sera in Rete, anzi online, di oggi (15 luglio) e decido di quantificare gli anglicismi nei titoli e nei sottotitoli delle notizie in evidenza. Tra le vicende in primo piano c’è lo scandalo dei presunti finanziamenti russi alla Lega, in questi giorni denominato spesso Russiangate (perché gli scandali sono ormai così: dal Watergate originario all’Irangate, Irpiniagate, Rubygate, sexgate…). L’anglicismo nel sottotitolo è flat tax, e poco sotto a proposito di economia, spicca l’immancabile spread, e poi l’austerity, curiosamente affiancata da un’immagine in inglese, dove il vero e falso lasciano il posto a true e false.

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La notizia della Lega di Salvini è ripresa anche con le parole del manager Candoni, e c’è una altro manager associato a un altro Matteo più sotto, ma il mondo del lavoro è ormai in inglese, e anche negli ospedali si parla del turnover.

 

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In inglese ci sono varie rubriche come il Dataroom di Milena Gabanelli, ottima giornalista ma dal linguaggio enormemente e inutilmente anglicizzato.

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Interessante è “Roma e i cold case“, cioè i delitti irrisolti, che viene dal nome di una serie televisiva, ma mi chiedo quanti italiani comprendano questa espressione.

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C’è l’immancabile shopping che si fonde con il travaso linguistico dell’inglese delle multinazionali, incrociato con i tecnicismi internettiani, come ecommerce, web, tweet, low cost (che ricorre ben due volte), il postare video online… mentre è morto l’inventore della password.

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Lo shopping ricorre poi, insieme a molte altre parole inglesi, con molta frequenza negli articoli di moda e costume, e in quella che un tempo era la cronaca rosa, ma oggi è il gossip: body, fashion blogger

 

Anche sport, come tennis o gol (adattamento di goal) sono parole inglesi, e nell’ambito sportivo gli anglicismi sono sempre di più, compreso il basket (pseudoanglicismo al posto di basketball che sta soppiantando la pallacanestro), gli under 23, i record, i set, gli stopper e si trova anche il talent o il Cortona on the movie, a proposito di montagna, dove ormai l’escursionismo è il trekking.

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In inglese ci sono parole ormai di senso comune come suv (acronimo di Sport Utility Vehicle), pitbull, blackout o rock.

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L’azienda dei trasporti di Milano (che introduce i ticketless senza alternative) sembra che non venda più i biglietti ma i ticket, ma gratis per gli under 21 (seconda occorrrenza di under… ormai le fasce di età sono scandite così) mentre a Torino si parla di fighters.

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Continuando, trovo il coming out di Tiziano Ferro, i vip e le star

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e persino in un articolo su Dante simbolo d’Italia c’è il Dna, una sigla in inglese: DeoxyriboNucleic Acid, che in Francia o in Spagna chiamano nella loro lingua: Adn (Acido  DesossiriboNucleico), una parola che piace tanto ai giornalisti e che ricorre anche in altri titoloni in prima pagina.

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E poi ci sono i frontman dei gruppi musicali al posto dei portavoce, le reunion dei cast dei telefilm cult, i video hard

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Insomma, più di 40 titoli (e cioè almeno la metà di quelli in evidenza presenti) in prima pagina del Corriere.it di oggi (ma oggi non è un giorno speciale, accade quotidianamente) contengono almeno un anglicismo.

 

Vi sembra normale?
Vi sembra che vada tutto bene, che l’italiano non sia colonizzato dall’inglese e che goda di buona salute?

 

8 pensieri su “Rassegna stampa degli anglicismi

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