Rassegna stampa e gagliardini

In questa prima settimana di vita, il dizionario AAA: Alternative Agli Anglicismi ha ricevuto più di 3.000 visitatori e ha erogato oltre 17.000 pagine. Ringrazio tutti i lettori e soprattutto i partecipanti che hanno portato una trentina di voci aggiunte e una quindicina di miglioramenti delle voci esistenti e di correzione di sviste.

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Sono anche usciti vari pezzi, tra cui un’intervista di Giacomo Russo Spena su MicroMega, una segnalazione di Loredana Lipperini su la Repubblica, una recensione di Luisa Carrada su il Mestiere di scrivere, un articolo sulla Comunità radiotelevisiva italofona, una riflessione di Armando Adolgiso su Cosmotaxi e varie altre segnalazioni in Rete.

Nei prossimi articoli rilascerò dati inediti, statistiche, analisi e riflessioni su questo enorme lavoro di ricerca e di classificazione in divenire. Intanto è stata inagurata una pagina provvisoria dove tutti coloro che ci vogliono aiutare nella diffusione del progetto possono adottare un gagliardino da esporre con un collegamento a AAA.italofonia.info.

Oltre ai primi gagliardini c’è anche qualche vignetta spiritosa che si può “facciabucare”, inoltrare, far circolare.

Grazie a tutti.

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Buzzati 500

Boccaccio 500

stupro Leopardi 500

stupro Manzoni 500

stuproDante 500

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5 pensieri su “Rassegna stampa e gagliardini

  1. Mi si perdoni se oso esprimere una pedantesca riserva su un dettaglio: avrei evitatato di scrivere “Agli Anglismi” maiuscolo: è esso stesso un anglismo inutile, direi che sia meglio lasciare la maiuscola alla sola prima parola del titolo.
    Curioso: ci fu l’epoca della guerra sessantottina alle maiuscole (repressive? autoritarie?), oggi invece siamo all’eccesso opposto…

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    • Osi pure 🙂
      A dire il vero AAA è un acronimo, da qui nascono le maiuscole (secondo la loro trattazione anche nei dizionari), non è il tipico vezzo in voga tra i grafici di maiuscolizzare le parole (usate anche nell’editoria in alcuni contesti). Personalmente sono un amante del minuscolo, però vorrei precisare una cosa importante a proposito dell’inglese: la sua interferenza è preoccupante quando ci invade con parole che violano il nostro sistema fonetico e ortografico, non mi sembra preoccupante quando produce fenomeni compatibili o di altri tipi. Io non sono un purista che si scandalizza per i cambiamenti dell’italiano in nome della tradizione sono solo preoccupato per il fenomeno della perdita dell nostre parole. Nei miei corsi suggerisco di non mettere la maiuscole a inizio parola nei titoli (eccezion fatta per la Divina Commedia che si è consolidata a questo modo), però non lo posso nemeno impedire o bollarlo come errato.
      Un saluto

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