Da oggi un nuovo anglicismo è obbligatorio per legge: l’eCall

Da oggi eCall obbligatorio in auto
Al via il sistema che chiama i soccorsi

Così il Corriere del 31 marzo 2018, annuncia il giorno in cui scatta l’obbligo del sistema di chiamate di emergenza sulle nuove automobili immatricolate.

Nell’articolo si ripete eCall senza alcuna alternativa, e dunque si battezza in questo modo un nuovo anglicismo (al posto di chiamata salvavita, telesoccorso o teleallarme) destinato a entrare nell’uso grazie alla politica linguistica dei mezzi di informazione e della legge che recepisce le direttive dell’Unione europea, cioè le:

Misure per l’innovazione dei sistemi di trasporto”, art. 8, comma 5, che al punto d) recita: “la predisposizione armonizzata di un servizio elettronico di chiamata di emergenza (eCall) interoperabile”.

A dire il vero, anche se da oggi entra in vigore la legge, se ne parlava già da tempo.

 

Che cos’è l’eCall?

Semplicemente un sistema automatico di chiamata d’emergenza, che in caso di incidenti provvede a inoltrare una chiamata automatica a una centrale operativa per i soccorsi o per fini assicurativi.

Il sistema denominato dalla legge e dai giornali eCall non potrà in questo modo che entrare anche nella bocca dei parlanti, che non faranno altro che ripeterlo inevitabilmente, perché da oggi si chiama così, perché è un internazionalismo (almeno questo è l’alibi), e soprattutto perché siamo abituati a chiamare le cose non con le nostre parole, ma in inglese, e preferiamo ripetere quello che c’è scritto sulla scatola dei prodotti che ci vendono. Come è avvenuto per airbag, a proposito di sistemi di sicurezza automobilistici, che il GRADIT (e qualche dizionario dei sinonimi e contrari) definisce con l’espressione cuscino salvavita (come si può anche dire insieme a pallone salvavita, di frequenza infima).

Eppure l’Italia è in prima linea da tempo nei sistemi di sicurezza di telesoccorso. Aziende come Brondi o Beghelli promuovono da decenni analoghi prodotti per la persona che hanno sempre chiamato per es. “telefono salvavita”, “telesoccorso” o “teleallarme”.

Ma queste alternative sono ignorate dai giornali e anche dal legislatore; eCall è più figo, come al solito. Per chi volesse dirlo in italiano comunque queste espressioni sono del tutto legittime, come la definizione più chiara e trasparente di “(sistema di) chiamata salvavita”.

Naturalmente la mia battaglia per dirlo in italiano è persa in partenza, sono consapevole che l’anglicismo sarà destinato a imporsi, per ricavarsi il proprio spazio nei dizionari e da oggi forse a soppiantare definitivamente le alternative italiane. Però non rinuncio a protestare e a segnalarlo.

L’accademia della Crusca tace in proposito, sul loro sito non ho trovato nulla su eCall. A dire il vero mi domando che cosa (e quanto) abbia prodotto di concreto il gruppo Incipit dopo più di 2 anni dalla sua costituzione, a parte diramare qualche comunicato e alternativa che mi paiono davvero poco significativi davanti al numero delle parole inglesi in circolazione.

Anzi, già mi immagino che nel fronte degli angloentusiasti ci sarà qualcuno pronto a difendere l’opportunità di usare eCall. Diranno che non è proprio come telesoccorso, teleallarme o chiamata salvavita… Finirà per essere venduto da qualcuno come “prestito di necessità” o utile.

E così, oggi 31 marzo 2018,  l’ennesimo anglicismo si insinua e penetra nella nostra lingua.

* * *

Con l’occasione, buona Pasqua a tutti.
Anzi, per essere moderni forse è meglio abituarsi a dire Happy Easter, come già avviene per gli auguri di Natale anglicizzati, e visto che ormai spopolano ovunque i conigli pasquali.

8 pensieri su “Da oggi un nuovo anglicismo è obbligatorio per legge: l’eCall

  1. In questo caso però eCall è un nome proprio, non è un nome comune! Si tratta infatti del sistema specifico dell’Unione europea che consente di attivare automaticamente il numero di emergenza 112 dal veicolo ed è per questo che ha lo stesso nome in TUTTI i paesi dell’Unione europea (proprio come il 112 è lo stesso numero in tutta l’Ue). Anche in Francia e Spagna si chiama eCall.

    Queste informazioni si possono verificare nel sito EUR-lex (nello specifico si tratta del Regolamento (UE) 2015/758), dove si possono confrontare facilmente le versioni in tutte le lingue ufficiali dell’Ue, oppure si può consultare il database terminologico IATE.

    Credo che siamo tutti d’accordo che i nomi propri rimangono invariati e non si “traducono” come si faceva invece ai tempi di Guglielmo il conquistatore! 😉

    "Mi piace"

  2. È vero che eCall è stato recepito anche da Francia e Spagna, ma è un caso di imposizione di un anglicismo ai Paesi della UE in modo forzato.

    Non si tratta di un nome proprio come per es. Google o YouTube, né di un marchio registrato o di un nome di persona, bensì di un anglicismo “convenzionale” che significa “chiamata di emergenza”, con cui è possibile sostituire TUTTE le ricorrenze e le espressioni come “servizio eCall”, “sistema eCall” e simili che compaiono nel regolamento UE da te citato.

    L’accezione diffusa dai giornali e nella lingua comune è quella di “chiamata di emergenza” e i pannelli delle vetture non recano la scritta “eCall” bensì altri simboli, oppure la scritta SOS. Le norme, infatti, prevedono che gli autoveicoli abbiano un sistema “conforme alle norme eCall 112”, dunque si tratta di un sistema “aperto anche a servizi privati di terze parti come le case automobilistiche che dispongono di una propria centrale per l’erogazione di servizi di assistenza e informazione privata” (cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/motori/2018-03-30/ecall-chiamata-d-emergenza-diventa-obbligatoria–102814.shtml?uuid=AEq5RTQE) e ” i conducenti possono continuare a usare su questi veicoli qualsiasi altro tipo di chiamata d’emergenza se questo è accettato dai servizi d’emergenza del paese, a patto che vi sia una commutazione automatica verso l’eCall 112″ (cfr. http://www.englishgratis.com/1/risorse/par/europa/e9188.htm).

    In altre parole si sta parlando più precisamente di una “chiamata di emergenza” omologata o interfacciata con il protocollo denominato dalla UE (non certo dai cittadini europei) “eCall 112”. eCall è perciò usato nella lingua comune come sinonimo di “chiamata di emergenza” per antonomasia, come è avvenuto per numerosissimi anglicismi in origine “nomi propri”, per es. clacson, caterpillar, jacuzzi… con la differenza che questi sono entrati nell’uso per la loro popolarità, mente eCall ci è stato imposto in modo forzato e molto discutibile. E allora chi è Guglielmo il conquistatore? Chi ci impone le parole straniere dall’alto o chi vuole ricorrere agli equivalenti italiani più trasparenti?

    Piace a 1 persona

  3. Grazie Martina. In Italia non abbiamo organismi ufficiali del genere per le alternative terminologiche e linguistiche, e l’accademia della Crusca si occupa fondamentalmente di altro. Al contrario abbiamo una classe dirigente formata da persone che preferiscono usare l’inglese nei giornali, nel lavoro, nei settori tecnoscientifici, incuranti di quello che la massimizzazione degli anglicismi sta comportando nel nostro lessico. Questa visione del mondo è abbracciata anche da molti linguisti, e prevale l’uso dell’inglese o comunque di soluzioni che privilegiano il rispetto verso la lingua madre (l’angloamericano) invece che la lingua di destinazione (l’italiano). Il che è una visione del mondo e una prassi (che ben conosce chi si occupa professionalmente di traduzioni) che non è l’unica possibile, anche se viene spesso spacciata per necessaria. Personamente vengo avversato regolarmente quando faccio presente che “lime” si può dire in italiano l’albero della lima o limetta, o che “airbag” si può dire anche cuscino salvavita, benché la loro frequenza sia bassissima (fatti documentati da fonti autorevoli, non sono certo mie proposte). Sembra che le alternative italiane vengano avversate, negate, noto persino un certo fastidio nell’ammettere che esitano anche se non circolano, come se fossero qualcosa da far scomparire sulla via che ci porterà all’itanglese. Ci vergognamo di dirlo in italiano, siamo succubi della globalizzazione, e privi di alcuna cognizione di ecologia linguistica. Come se dire chiamata di emergenza invece di eCall non fosse lecito e da stroncare.

    Piace a 1 persona

  4. Spero di non passare per pedante, ma prova a verificare con più attenzione gli esempi che hai citato. Vedrai che eCall è identificato e usato come nome proprio di sistema, in modo molto simile a Windows, OS, Ubuntu o altri sistemi operativi. Mi pare quindi che sia improprio affermare, come è stato fatto qui sopra, che sia usato come nuovo anglicismo “al posto di chiamata salvavita, telesoccorso o teleallarme”.

    Qualche esempio dagli ultimi articoli in tema dai principali media italiani, a partire da Il Sole 24 Ore, articolo che hai citato: “i veicoli commerciali leggeri di nuova omologazione devono montare di serie il sistema eCall per la chiamata di emergenza”

    Corriere della Sera, altro articolo che hai citato: “Ecco perché l’Unione europea ha deciso di rendere obbligatorio il sistema eCall su tutte le auto e i furgoni di nuova omologazione a partire da sabato 31 marzo 2018

    Repubblica: “è appena entrato in vigore – data storica, 31 marzo 2018 – il famoso eCall, il sistema che in caso di incidente chiama automaticamente il 112, il numero di emergenza europeo”.

    La Stampa: “da oggi scatta l’obbligo del sistema “eCall” su tutte le vetture di nuova omologazione”.

    Rai: “Il cosiddetto eCall è un Sistema Automatico di Chiamata di Emergenza che in caso di incidente provvede a inoltrare un messaggio di emergenza a una centrale che provvede ad inviare un mezzo di soccorso”.

    Direi che sono tutti coerenti nell’usare eCall come nome proprio del sistema europeo per le chiamate di emergenza automatiche da veicolo.

    "Mi piace"

  5. Licia, il fatto che la UE abbia deciso di denominare convenzionalmente “eCall” in inglese, che significa “chiamata di emergenza”, è una scelta dall’alto che impone ai cittadini europei un anglicismo internazionale forzato. Ribadisco che è possibile opporsi a questa imposizione chiamando le cose in italiano, come i terminologi del GDF raccomandano per il francese. Ribadisco che sui veicoli si possono montare VARI sistemi di chiamata di emergenza, purché interfacciati con il sistema/protocollo previsto dalla legge, e che sulle pulsantiere dei veicoli compaiono altri nomi e simboli.
    Per seguire il tuo esempio: Windows è un marchio registrato dalla Microsoft, che nessuno vuole tradurre in “Finestra”, dopodiché nel linguaggio comune e in senso lato indica un “sistema a finestre”, come si può dire in italiano, tra l’altro copiato dalla Apple (che essendo un nome di azienda nessuno vuole italianizzare in Mela) che a sua volta lo aveva copiato da un porgetto della Xerox. Dunque, se ti riferisci alla Microsoft è perfettemente lecito chiamarlo col suo nome proprio, altrimenti è fuori luogo.
    Analogamente eCall, che è un nome convenzionale e non un marchio registrato, nel linguaggio comune e nella pratica è semplicemente un sistema di chiamata di emergenza, che se vuoi specificare puoi chiamare omologato, standardizzato, ISO o come ti pare. La legge infatti recita: “servizio elettronico di chiamata di emergenza (eCall) interoperabile” ed eCall come nome proprio è apposto tra parentesi come riferimento alla “nomenklatura” della UE che a mio avviso è inutile e fuori luogo. Spero solo che domani eCall non diventi l’ennesimo anglicismo uscito dal suo contesto originale che sarà applicato ad altri ambiti e che non diventi il sinonimo di telesoccorso riferito alle persone, agli allarmi delle case, ai gatti o alle persone che si faranno “microchippare”. La frequenza, l’uso e l’abuso di questo anglicismo dipenderà proprio dal linguaggio che oggi stanno facendo i giornali. Non ho molto altro da aggiungere.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...