Interferenza linguistica [3] – Forestierismi insostituibili, utili e superflui: una distinzione che non porta a nulla

Se classificare i forestierismi attraverso le categorie di “prestiti di necessità” e “di lusso” è un criterio che non funziona, anche la sua variante che propone una tripartizione in forestierismi insostituibili, utili, e superflui, non è convincente, è poco utile e soprattutto soggettiva e per nulla scientifica. Questo approccio è stato impiegato per esempio da Giovanni Adamo e Valeria Della Valle in Le parole del lessico italiano (Carocci Roma, 2008) ed è ispirato a un criterio di buon senso e generico, ma che non trova un’applicazione praticabile.

I forestierismi “insostituibili” (come quelli “di necessità”) non esistono da un punto di vista logico: nulla è insostituibile (= che non è possibile sostituire), al massimo sono “insostituiti”, cioè non sono stati sostituiti per altri motivi che non dipendono da un’impossibilità logica, ma dall’uso storico e da altre variabili sociali. Tra questi “insostituibili” ci sarebbero per es. bar, che all’epoca del fascismo avrebbero voluto sostituire con alternative come “mescita” o “qui si beve” (dunque sono perfettamente sostituibili in senso logico) che non hanno mai attecchito e che oggi suonano ridicole ma soprattutto richiamano spettri del passato di cui non possiamo che vergognarci. Oppure computer, che oggi è sempre meno sostituibile, ma fino agli anni Novanta era normalmente sostituito da calcolatore, elaboratore e altre varianti decadute.

Anche il concetto di “utili” è molto discutibile, tra questi ci sarebbero parole come email o autobus che corrispondono a “formule denominative” cui ci adeguiamo senza sforzi, di uso internazionale, ma “l’utilità” di scegliere gli anglicismi invece di posta o di torpedone, ancora una volta è soggettiva e non risponde ad alcun criterio misurabile e quantitativo. Quanto ai forestierismi “superflui” è un’altra etichetta di cui mi sfugge l’applicazione: leader o meeting sono parole perfettamente superflue visto che abbiamo capo, riunione e tantissime sinonimie, eppure sono molto diffusi e comprensibili a tutti, sono nell’uso e dunque il loro essere “superflui” non implica certo che non si debbano usare.

Applicando questa classificazione ai casi singoli si vede benissimo quanto sia poco produttiva: non è possibile dividere i forestierismi in queste tre categorie in modo oggettivo e condiviso, e chi lo fa ogni volta suscita un vespaio di opinioni differenti. Una parola come smartphone è insostituibile, utile o superflua? E selfie? O shopping, babysitter e privacy? Come per le antinomie della ragione di Kant, davanti a queste domande la gente comune e gli studiosi non raggiungeranno mai un accordo che possa portare a liste rigorose e oggettive.

Questo criterio, come quello di dividere i forestierismi con etichette estetiche, in belli ed evocativi oppure orribili e insopportabili, non produce nulla di fertile o di quantificabile, è poco più di un’opinione che dipende dalla sensibilità personale e dai momenti storici. E per di più è una categorizzazione che, proprio perché è fumosa, viene spesso utilizata per giustificare la volontà di usare un anglicismo spacciandolo come insostituibile, intraducibile o necessario. Invece, per citare Roberto Gusmani:

Ogni lingua ha a disposizione due mezzi di innovazione: quella autonoma che si riallaccia al  patrimonio della stessa lingua e quella alloglotta: la via scelta di volta in volta è determinata da un complesso di fattori variabili” che, aggiungo io, non dipendono certo dall’utile, il superfluo o l’insostituibile.

[Roberto Gusmani, Saggi sull’interferenza linguistica, 2° edizione accresciuta, Le Lettere, Firenze, 1986, p. 14].

Allora, in questo panorama di approcci che mi paiono poco proficui, voglio introdurre anche io un criterio per dividere i forestierismi, esotismi o comunque si voglia dire, in categorie, che però ha il vantaggio di essere perfettamente misurabile e oggettivo, oltre ad avere un’applicazione pratica utile.

Ma prima di farlo è necessario definire esattamente cosa sia un forestierismo e quali tipologie di forestierismi esistano…

(continua)

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